La Torba Scozzese

Fonte Laphroaig.it


Vediamo in dettaglio cosa è la torba, come si forma, come viene estratta ed utilizzata.


Come abbiamo già scritto, la torba, presente in abbondanza in Scozia, è un primo livello di carbonizzazione dei sedimenti vegetali.
A differenza del carbone, normalmente derivato dal legno, la torba si ottiene generalmente da erba, erica ed arbusti.
Nelle zone paludose, la presenza di un perenne strato di acqua sulla superficie non consente ai batteri di scomporre il materiale organico che ogni anno si deposita sul terreno.
Tale materiale si accumula, alla velocità di circa 1 mm l’anno, in grandi distese (le torbiere) che possono avere spessori di decine di metri.


Il primo cappello di terreno viene rimosso, è composto da terra e dalle radici della vegetazione di superficie, e non è idoneo alla combustione.
Questo cappello viene tenuto da parte e rimesso sul terreno una volta rimossa la torba (vedi foto 1).
La torba viene estratta a mano con l’apposita pala che gli conferisce una forma di panetto lungo circa 50cm (vedi foto 2,3,4,5).

La torba ha una consistenza spugnosa e durante i primi giorni viene lasciata ad asciugare a contatto con il terreno (vedi foto 6,7,8).
Poi, una volta divenuta un poco più dura, viene accatastata in mucchietti all’aria aperta (vedi foto 9 e 10).
Così facendo l’aria riesce a penetrare nella torba ed a velocizzare il processo di asciugatura, che comunque dura settimane o mesi.
E’ per questo motivo che la torba viene normalmente estratta in primavera, così da poter meglio asciugare durante i mesi più soleggiati e secchi.

Il fuoco di torba produce meno calore rispetto al legno ma una quantità notevole di fumo, e questo è ottimo per la funzione di maltaggio.
La presenza di torba nel malto utilizzato per la produzione dello Scotch Whisky è variabile. Si misura in ppm (parti per milione) e varia da 0 ad un massimo di 50/55 per la distilleria Ardbeg.
Vedi foto 13 e 14.

Ma la torba non è usata solo per la produzione di whisky torbato.
E’ ancora adesso utilizzata come combustibile da camino, principalmente sulle isole, Ebridi, Orcadi e soprattutto sulle Shetland.
In queste zone il privato cittadino – pagando una quota annua di poche Sterline – può prelevare dalle aree demaniali tanta torba quanta gliene serve per uso personale (vedi foto 15).
La torba viene normalmente accatastata nei pressi delle abitazioni ed utilizzata durante i lunghi e bui inverni (vedi foto 16).

Sulle Ebridi Esterne si possono ancora adesso visitare alcune Black-House, le case storiche dei contadini fatte di pietra e con il tetto costituito da torba ricoperta da paglia (vedi foto 17).
La torba costituiva anche un buon isolante. All’interno di queste case – non dotate di camino – c’era sempre il fuoco di torba acceso.
Il fuoco non doveva mai spegnersi, veniva considerata una sciagura, per cui era
tenuto acceso tutto il giorno e tutta la notte. E non essendoci camino e finestre immaginatevi quanto dovesse essere tutto impregnato dal fumo della torba (vedi foto 18).


1. Rimozione del cappello di erba

2. Pala che si usa per estrarre la torba

3. La pala viene fatta penetrare nella torba

4. E viene usata per rimuoverne un panetto

5. Torba estratta in un ora di lavoro

6. Prima fase della asciugatura

7. Prima fase della asciugatura

8. Prima fase della asciugatura

9. Seconda fase della asciugatura

10. Seconda fase della asciugatura

11. Torba essiccata e pronta all’uso

12. Vecchio macchinario in disuso

13. Magazzino della torba di Laphroaig

14. Forni con fumo di torba

15. Torba per uso personale / riscaldamento

16. Scorta di torba per l’inverno

17. Vecchia black-house contadina

18. Riscaldamento di una black-house
 

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