Resoconto del Milano Whisky Festival 2011 (5-6 Novembre)

Resoconto del Milano Whisky Festival 2011 (5-6 Novembre)

Fonte Laphroaig.it


Si è conclusa ieri sera la sesta edizione del whisky festival di Milano.
Tutti concordi: l’interesse verso il Single Malt in Italia è in netta crescita.


Beh, cosa dire.
Abbiamo incontrato tante persone – appassionati presenti dalla prima edizione del festival e new entry – abbiamo stretto nuove amicizie, abbiamo visto sul viso di tutti la felicità dell’aver scoperto nuove curiosità, abbiamo notato una presenza di visitatori esteri decisamente in aumento, abbiamo finalmente associato una faccia ai tanti amici del forum, i masterclass sono stati tutti riempiti, la qualità dei prodotti in degustazione e degli espositori è stata per lo meno allo stesso livello dei migliori festival Europei.
Noi abbiamo fatto la nostra parte non limitandoci ad essere presenti ma volendo stupire, abbiamo registrato il record di degustazioni, ci siamo stancati un casino ma alla fine siamo stati ben felici di essere rimasti senza energie e senza voce.
Grazie a tutti voi che siete passati a scambiare due chiacchiere con noi, questa edizione del Milano Whisky Festival è completamente dedicata a voi.

Non potremo mai ringraziare a sufficienza Andrea e Giuseppe per avere ancora una volta permesso a tutti noi di avere un festival del whisky in Italia, per averci messo tanta energia e per gli ottimi risultati ottenuti.
Daremo i “numeri ufficiali” appena disponibili.



I nostri due rilasci del 2011

Al nostro banco abbiamo messo in degustazione dei prodotti davvero super.
Oltre ai nostri due imbottigliamenti “L’Ostrica” ed il “Tartan Collection Laphroaig 1990” – di cui a breve parleremo in modo dettagliato – abbiamo aperto delle bottiglie davvero sopra la media:

  • Laphroaig Triple Wood, No Age, 48%
    Il Triple Wood che già conoscevamo, ora non più riservato ai Duty Free ma reso disponibile nel normale mercato retail nel nuovo formato 70cl.
  • Laphroaig 25 anni, Edizione 2011, 48.6%
    L’edizione di quest’anno del prezioso 25 anni a gradazione piena, una bottiglia da 300€ che contiene al suo interno un buon pezzo di storia della distilleria.
  • Laphroaig Cairdeas 2011, Ileach Edition, 8 anni, 50.5%
    L’imbottigliamento per il Feis Ile 2011, come abbiamo già evidenziato è un Laphroaig decisamente atipico – domato dalle note dolci delle botti ex-Makers Mark – adatto per i nuovi mercati più che per i puristi del torbato; in ogni caso un’occasione unica in Italia per assaggiarlo.
  • Laphroaig 10 anni Cask Strength Batch #003, 55.3%
    Il terzo rilascio – quello di quest’anno (Gennaio 2011) della nuova serie a gradazione di botte di Laphroaig.
    Sicuramente l’espressione più virile e più allineata al Laphroaig che si può solo “amare o odiare”.
  • Laphroaig 21 anni, imbottigliamento Wilson & Morgan, 56.3%
    Un rarissimo Laphroaig invecchiato per ben 21 anni in botte ex-Sherry.
    Il colore decisamente scuro e il primo impatto di note tostate (caffè, cacao) fanno credere che lo sherry abbia vinto la sfida con Laphroaig.
    Invece no! La bocca ed il finale sono strepitosamente torbati.


Gli altri Laphroaig che avevamo in degustazione, 4 imbottigliamenti ufficiali ed uno di Wilson & Morgan

La prima Malting Floor Demonstration in Italia!

Come al solito noi abbiamo fatto un po’ di casino, i festival del whisky tendono ad essere un po’ troppo seriosi e questo a noi non piace, gli organizzatori del MWF sono stati ripresi perchè “abbiamo sporcato un po’ in giro…” ma se hanno consentito la nostra presenza dopo il funerale dell’anno scorso, confidiamo di non essere banditi dall’edizione 2012…



Fase I: distendere l’orzo sul pavimento di maltaggio per consentire la germinazione

Ok, nel 2009 abbiamo fatto la cerimonia della torba rischiando di far partire l’allarme antincendio del Marriott, l’anno scorso quando è entrata la bara nera tutti hanno fatto gesti scaramantici, quest’anno abbiamo pensato di non esagerare visto che il cartellino rosso era già pronto nel taschino di Andrea e Giuseppe.
Abbiamo fatto un incontro “didattico”, simulando il pavimento di maltaggio di Laphroaig.
Possiamo quindi affermare di aver dato vita al primo malting floor Italiano!



Fase II: mantenere l’orzo in movimento per consentire un maltaggio uniforme


Riccardo, un eroe dei nostri tempi…

Non stiamo qui a raccontare tutte le fasi del processo di maltaggio, abbiamo già detto abbondantemente in queste pagine.
Accenniamo solo i contorni di questo “masterclass” atipico che abbiamo chiamato “Evviva il pavimento!”.

La prima idea era quella di fare il maltaggio direttamente sulla moquette del Marriott, ma il nostro Igor ha pensato bene di procurare un rotolo di telo di plastica da usare come pavimento, telo che comunque non è stato sufficiente per contenere tutti i danni…

L’orzo è stato procurato assolutamente non maltato da un distributore Italiano.

Carriola sottratta dall’orto di mia madre, sommariamente lavata, esibita nella hall del Marriott e non ancora resa alla legittima proprietaria (ma il maltempo di questi giorni gioca a nostro favore).

La pala la abbiamo cercata in Italia … ma non la abbiamo trovata.
Risultato: ci è stata spedita direttamente dalla distilleria, un residuato di inizio secolo scorso sicuramente ricco di storia della distilleria!

Nei giorni precedenti il festival ci eravamo maltati a casa una bacinella di orzo (semplicemente immergendo un po’ di orzo in acqua e lasciando il tutto al caldo per tre giorni), per cui abbiamo potuto esibire i bellissimi semi germinati.

La distilleria ci ha inviato un campione di orzo torbato (la fase successiva al maltaggio) per cui abbiamo potuto assaggiare al nostro gusto l’orzo puro (tannico, legnoso), l’orzo maltato (dolce, quasi da biscotto di cereali) ed il malto torbato di Laphroaig (assolutamente unico, arriva sino a 80ppm).
E’ stata un’ottima merenda…

Abbiamo quindi chiuso l’incontro con un brindisi con il nostro “L’Ostrica”.

Tutti hanno commentato a loro modo il “piacevole masterclass”, ma l’osservazione più originale è sicuramente arrivata da John MacLellan – distillery manager di Kilchoman – che si è fermato a seguire cosa diavolo stava accadendo, ha preso pure qualche foto ed alla fine ha esclamato:
“Claudio, appena ti ho visto salire sulla sedia ho creduto che tu fossi un prete venuto per svolgere la funzione della domenica!”.

Lo Scotch Whisky è magia.
Ulteriori informazioni su www.angelshare.it.

 

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