Cosa meglio di tre giorni rilassanti su Islay?

Cosa meglio di tre giorni rilassanti su Islay?

Fonte Laphroaig.it


La mia fuga su Islay è giunta al termine.
Quindi percorso inverso: volo Islay – Glasgow, una giornata a Glasgow e poi si torna a Dublino.


Capivo che stava nascendo qualcosa tra me e l’Irlanda, ma non ero pienamente convinto.
Allora, come si fa tra presunti innamorati, si corre dove ci sono persone fidate e si chiede consiglio.

E’ stato come andare dalla ex fidanzata ed interrogarla se io stia facendo la scelta giusta oppure no.
O, meglio ancora, è stato come tornare per un weekend dalla mamma che non ti vede da un po’ di tempo e rimanere lì, zitto per tutto il tempo a pensare ai ricordi del passato…

La realtà è che Islay non è replicabile, come primo amore vero ha regalato emozioni uniche ed è sbagliato voler andare a cercare altrove le stesse sensazioni.
D’altronde, io mi ricordo l’Irlanda di 20 anni fa, molto diversa rispetto a quella di oggi e molto simile alla Scozia che tanto amo.
Poi è successo che l’Irlanda ha voluto cambiare – con tutte le sue energie – mentre la Scozia è sempre lì, quasi immutata.

Sinceramente il visitare la meravigliosa costa settentrionale dell’Irlanda del Nord, il constatare come tutti i paesini abbiano trasformato ogni lingua di spiaggia in una distesa di complessi turistici e di bungalow, il paragonare questo alle magari meno belle coste Scozzesi ma pressoché immacolate, non può che far nascare dubbi.
Non sto parlando di whiskey, ma di cultura della gente che, a mio parere, è più importante di tutto il resto.



Le Giant Causeway, patrimonio Unesco, con tanto di strada asfaltata che arriva sino a dentro la formazione e di autobus che fa la spola avanti indietro dal Visitor Centre. Quando sosta presso le Giant Causeway tiene inspiegabilmente i motori accesi ed accelerati … una foto che difficilmente finirebbe in copertina.

Ma basta lamentarsi.
Su Islay ovviemente non è cambiato nulla dalla nostra ultima vista del Feis Ile 2010.
Il meteo è stato brutto nell’ultimo mese, ha piovuto molto.
Ma questo era necessario per ripristinare le riserve di acqua dopo la prolungata siccità primaverile.
I laghi si sono presto trasformati da quasi in secca a stracolmi, con l’acqua in eccesso che usciva impetuosa da sopra le dighe.
Questo è bene.

Me la sono presa decisamente comoda, non ho voluto fare il tour completo dell’isola in tre giorni.
Non ho noleggiato l’auto quindi mi sono mosso con il bus (il servizio su Islay è decisamente scadente), ma soprattutto facendo tante salutari camminate.

Sono riuscito a visitare Ardbeg, Bowmore, Bruichladdich e ovviamente ogni giornata ha registrato almeno una sosta a Laphroaig.
Tanti turisti (occhio, non sto parlando di Rimini!) anche se questo non è il periodo del tutto esaurito.

Per quanto riguarda Laphroaig, in effetti le attività della distilleria sono iniziate Venerdì 13 Agosto (e non Mercoledì come previsto).
Mercoledì 18, il giorno della mia prima visita alla distilleria, era anche il primo giorno di completa attività della distilleria.
Una piacevole coincidenza.
Avviato il maltaggio, prodotto il wort, fermentato il wash, si è potuto finalmente iniziare a distillare.

Ovviamente non sapevano che sarei arrivato, ma l’accoglienza è stata calorosa come sempre; anche meglio visto che mi è stato subito messo tra le mani un dram di 30 anni…
Mi hanno confermato che durante il periodo di manutenzione non sono stati fatti lavori importanti e che sino a Natale si lavorerà senza soste, 24×7.
Le previsioni per il prossimo anno solo quelle di mantenere la produzione a pieno regime, il che – vista la situazione dei mercati – non è male per la distilleria, ma soprattutto per l’isola.

C’è stato anche spazio per preparare una cena Italiana per gli amici isolani.
Menù invernale per l’Italia, ma più che adatto per il freddo Agosto di Islay:

  • Crostini di polenta con salsa di pomodori secchi
    accompagnati da Prosecco Rosé
  • Pappardelle al ragù di cinghiale
    accompagnati da Barbera d’Asti 2007
  • Spezzatino di capriolo con polenta
    accompagnato da Barolo 2001
  • Formaggio di capra stagionato con noci al miele
  • Affogato al caffé
  • Caffé moka con amaretti morbidi

Bisogna sempre partire con qualcosa in valigia per eventuali evenienze: il vino arrivava dalla mia cantina, la salsa ed il ragù dalla mia dispensa, la farina della polenta era quella di Slow Food Monza Brianza ed il capriolo per lo spezzatino lo ho acquistato localmente dalla Dunlossit farm (divino!).
Incredibile successo, temo mi toccherà ripetere l’esperimento; in ogni caso è stato molto piacevole condividere una serata con tutti loro non parlando di whisky ma di Italia, diciamo che è stato un interessante scambio culturale.

Inutile dire che in tre giorni ha piovuto in un paio di rapide occasioni, ma di notte.
anche questa volta il flacone magico di Sunshine Italiano che avevo in valigia ha funzionato.
Di seguito alcune foto per gli increduli.



Il magazzino di torba di Laphroaig è pieno: quella estratta in primavera è ormai secca e non ne arriverà più sino all’estate 2011


Le finestre dei pavimenti di maltaggio di Laphroaig sono aperte, all’interno l’orzo sta maltando e bisogna tenere controllata la temperatura


Una bella giornata a Laphroaig. Il forno lato mare è appena stato acceso e non produce ancora il fumo di torba


Questa foto presente nel museo di Laphroaig rappresenta la distilleria circa anni 1920.
Oggi è cambiata anche se la struttura degli edifici è praticamente la stessa; notare la ciminiera (che oggi non c’è più perchè il bruciatore è a petrolio) e la mancanza di un pavimento di maltaggio.


Anche la distilleria Ardbeg, ripresa alle spalle dalla strada, risplende in questa bella giornata


L’erica di Islay si sta pia piano accendendo, fornendo alle colline la classica colorazione viola


I magazzini fronte mare e ciò che rimane della distilleria Port Ellen, con alle spalle il centro di maltaggio dell’isola

Domani torno in Irlanda, non so cosa aspettarmi…

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