Gita Slow Food, visita alla distilleria Glenfiddich

Gita Slow Food, visita alla distilleria Glenfiddich

Fonte Laphroaig.it


E’ l’ultimo giorno del nostro viaggio Slow Food nelle Highland: come il dolce viene alla fine del pasto oggi andiamo a Dufftown, a visitare la distilleria Glenfiddich di William Grant & Sons.


E’ sabato 19 Giugno 2010, il giorno prima del rientro in Italia, questa visita ce la racconta Matteo.


Siamo arrivati alla distilleria e subito abbiamo incontrato la nostra guida, Fergus Simpson, un ragazzo molto simpatico con il suo kilt Scozzese, e che parla un italiano perfetto.
Fergus ha infatti lavorato in Italia negli anni settanta e si ricorda molto bene alcune espressioni Toscane molto colorite…


Il primo approccio con Glenfiddich è in un piccolo cinema, dove ci viene mostrata la storia del fondatore, William Grant, che nel 1886 costruì, con il solo aiuto dei suoi figli, il primo nucleo della sua distilleria.


In pochi anni il sogno di Grant divenne realtà ed iniziò a produrre Glenfiddich, che sarebbe diventato in futuro il single malt più venduto al mondo.


La società è ancora oggi di proprietà della famiglia Grant, un fatto piuttosto singolare, visto che le aziende multinazionali stanno diventando sempre più potenti in questo settore.


La visita prosegue in un primo momento lungo un percorso per i visitatori, dalla stanza in cui il malto si trasforma in birra, alla sala degli alambicchi: quelli attuali (cinque per la prima ed otto per la seconda distillazione) sono della stessa dimensione e forma degli originali, per mantenere la peculiarità del loro whisky.


Poi Fergus ci presenta l’arte dei maestri bottai, ci mostra come – a partire dal sapiente mix di botti ex-sherry ed ex-bourbon – si possa creare un whisky con un sapore diverso.


Inoltre scopriamo come Glenfiddich sia l’unica distilleria delle Highlands ad imbottigliare in loco e che la loro vasta gamma presenta tre versioni principali: il famosissimo Glenfiddich Special Reserve, 12 anni, con un intenso retrogusto di frutta, il Glenfiddich Solera Reserve, 15 anni, più complesso alla bocca, ed il Glenfiddich Ancient Reserve, 18 anni, il più dolce.
La nostra preferenza da novizi è per l’ultimo, per cui ne acquistiamo una bottiglia nel negozio.


Ma la parte più emozionante del viaggio nel mondo di Glenfiddich inizia adesso: la dea della fortuna guarda giù fino a noi e ci offre la possibilità di visitare la distilleria Balvenie, normalmente chiusa al pubblico nel weekend.


Fergus ci mostra Balvenie, in particolare il pavimento di maltaggio, i forni, dove viene prodotto il fumo di carbone e di torba (il whisky di Balvenie è infatti torbato, mentre Glenfiddich non lo è), i tini di fermentazione, gli alambicchi e la spirit safe, e dopo averci accompagnati sotto la grande pagoda della distilleria, la sala dove viene effettuata l’affumicatura del malto.


Torniamo attraverso i terreni che separano le due distillerie per l’ultima parte del tour, altrettanto impressionante.


Noi ci siamo sentiti come i bucanieri della nave del capitano Barbanera, quando Fergus ci ha permesso di visitare il magazzino dove viene fatto il Glenfiddich 15 con il metodo Solera, un altro spazio normalmente non aperto al pubblico.
Oltre alla degustazione del new make spirit da cui nascerà il whisky, altrettanto affascinante è vedere tutte le botti in questo magazzino, come quelle private della famiglia Grant, alcune molto antiche ed altre piccole botti di forma ellittica, che erano utilizzate dai contrabbandieri.


La nostra visita si conclude con un altro assaggio di Balvenie e Glenfiddich Rich Oak all’interno di una bellissima sala privata della famiglia Grant.


Grazie Fergus e grazie Glenfiddich, sarete sempre nei nostri cuori!


Matteo



La affollata Still House di Glenfiddich – gli alambicchi (caso molto raro) sono ancora riscaldati con fiamma diretta


Eccoci tutti in fila verso la bella distilleria The Balvenie – sempre della famiglia Grant come Glendiffich e Kininvie


Balvenie è una delle 6 distillerie rimaste ad
effettuare il tradizionale maltaggio a pavimento


Fergus e i tini di fermentazione di Balvenie, da
quest’anno divenuta main sponsor di Slow Food UK


Le scorte di orzo di The Balvenie, pronte per il tradizionale maltaggio a pavimento dopo una settimana di chiusura della distilleria (che è stata usata per celebrare il matrimonio di un membro della famiglia Grant)


Matteo ed Eleonora, durante la gita abbiamo scoperto di avere nel gruppo dei veri talenti del Blues

Ho voluto lasciare spazio alle impressioni dei miei compagni di gita.
Io ormai ho visitato molte volte le distillerie e le zone della Scozia dove siamo stati durante questa gita Slow Food.
Portarci nuove persone, vedere i loro visi, mi aiuta a ricordare la mia prima visita e le intense emozioni che ho vissuto.
Spero che le parole di Edoardo, Silvia, Eleonora e Matteo riescano a trasmettere anche a voi lettori questi sentimenti.
Grazie amici, grazie Scozia!

 

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