La torbiera di Laphroaig sull’isola di Islay

La torbiera di Laphroaig sull’isola di Islay

Fonte Laphroaig.it


Laphroaig è proprietaria di un terreno di 650 acri da cui ricava la torba necessaria per l’essicazione del malto.
Questa torbiera è chiamata Glenmachrie Peat Moss e si trova vicino all’aeroporto di Islay.


Abbiamo già detto come la torba prelevata a Glenmachrie sia responsabile del caratteristico sapore torbato e marino del whisky Laphroaig.
L’aroma affumicato di torba è ovviamente trasferito al malto durante la combustione nei forni di maltaggio.
L’aroma marino deriva invece dal depositarsi sulla torbiera di alghe, di acqua del mare, di aria salmastra – una sorta di spray marino – trasportata dal vento durante le numerose burrasche.
L’oceano è infatti a poche decine di metri dalla torbiera.

Questo rende la torba di Islay completamente diversa dalla torba della terraferma Scozzese.



Glenmachrie è la parte bruna a Sud dell’aeroporto

La torbiera di Glenmachrie è situata nella parte centrale di Islay, sulla strada A846 che da Port Ellen porta a Bowmore, mezzo miglio a Sud dell’aeroporto di Islay.
Si trova in un’area semi-paludosa, tanto umida da renderne impossibile la visita nelle giornate molto piovose.
In Inglese la torbiera si chiama Peat Bogs o Peat Moss, con il termine Peat ad indicare la torba ed i termini Bogs e Moss ad indicare un acquitrino, una palude.

La torba viene prelevata esclusivamente in Primavera – l’unico periodo dell’anno che offre un clima sufficiente secco per farla seccare per 6-8 settimane – e viene rimpiazzata in modo naturale dai nuovi depositi di materiale organico che si accumulano alla velocità di oltre 1 mm all’anno.
Lo sfruttamento della torbiera deve essere razionale e fatto in modo tale da mantenere un sostanziale equilibrio.

Quando è attiva, Laphroaig usa circa 4 tonnellate di torba alla settimana.
Lo spessore medio della torbiera di Glenmachrie è stimato essere di almeno 7 metri e teoricamente sufficiente per un uso di oltre 500 anni (non considerando la “ricrescita” annuale).
La torba usata per le distillerie viene tenuta un po’ meno secca rispetto a quella prelevata per il riscaldamento delle abitazioni, perchè la prima deve fare più fumo che calore.



Mappa dettagliata della torbiera, si nota le tracce lasciate dalle estrazioni (fonte BING.COM)

L’estrazione della torba presso Glenmachrie viene effettuata ancora in modo manuale.
La parte superiore (i primi 20-30 cm con l’erba e le radici) non viene utilizzata, ma vengono prelevati due strati dello spessore di circa 70-80 cm (la lunghezza dell’apposita pala).
Dopo aver fatto alcuni esperimenti con macchinari (che sono normalmente in uso presso altre torbiere Scozzesi), l’automatizzazione dell’estrazione è stata abbandonata (vedi – di seguito – la foto numero 12).
Il terreno troppo “soffice” mal si adattava ai pesanti trattori.

Questo aspetto ha consentito a Laphroaig di ricevere la certificazione ambientale ISO 14001:2004, grazie al dimostrato impegno a proseguire nella riduzione del consumo di energia, ed a ridurre al minimo l’impatto sulla torbiera, oltre a fornire occupazione sull’isola.
E, in ultima analisi, ha consentito a Laphroaig di ricevere il Royal Warrant in qualità di fornitore ufficiale di Single Malt a Sua Altezza il Principe Carlo di Galles, molto sensibile alle problematiche ambientali.

Nel secolo scorso, per ogni distilleria isolana il possedere una torbiera di proprietà era tanto importante quanto il possedere una sorgente d’acqua.
Oggi, a causa dell’industrializzazione del processo di maltaggio dell’orzo, rimane solo la necessità di avere i diritti sull’acqua.
Questo non vale per le poche distillerie che sono rimaste a maltare sul posto parte del loro fabbisogno, e quindi anche per Laphroaig.
Ma non si credi che i centri industriali del maltaggio usino degli “stratagemmi” per torbare l’orzo.
Comunque usano torba naturale, ovviamente su più grande scale, non fosse altro perchè è gratis, gli Scozzesi su questo non scherzano mai!

Camminare su una torbiera è un’esperienza divertente (se affrontata con scarponcini da montagna!).
E’ un terreno morbido ed elastico; è come camminare su una grande spugna naturale, con le orme lasciate dai passi che si riempiono velocemente di acqua.
Tra l’altro questa proprietà elastica fa sì che, anche a fronte di un prelievo elevato di torba, la torbiera riesca a gonfiarsi di più di umidità ed a mantenere uno spessore costante.


Riprendiamo alcune foto dal nostro precedente articolo La Torba Scozzese.
Le foto dalla 1 alla 12 sono riprese presso la torbiera Glenmachrie, la 13 e 14 presso la distilleria Laphroaig e le ultime 4 sulle Ebridi Esterne.


1. Rimozione del cappello di erba

2. Pala che si usa per estrarre la torba

3. La pala viene fatta penetrare nella torba

4. E viene usata per rimuoverne un panetto

5. Torba estratta in un ora di lavoro

6. Prima fase della asciugatura

7. Prima fase della asciugatura

8. Prima fase della asciugatura

9. Seconda fase della asciugatura

10. Seconda fase della asciugatura

11. Torba essiccata e pronta all’uso

12. Vecchio macchinario in disuso

13. Magazzino della torba di Laphroaig

14. Forni con fumo di torba

15. Torba per uso personale / riscaldamento

16. Scorta di torba per l’inverno

17. Vecchia black-house contadina

18. Riscaldamento di una black-house
 

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