Islay Ales e la birra “torbata”

Islay Ales e la birra “torbata”

Fonte Laphroaig.it


Visitare un microbirrificio in Scozia è sempre un’esperienza indimenticabile.
Il nostro amico Pietro, mastro birraio del Carrobiolo di Monza si metterebbe le mani nei capelli (anzi nella barba visto che la maggior parte dei peli si trova lì).




Microbirrificio Islay Ales

Avete presente la cura maniacale di Pietro, l’estrema pulizia delle sue apparecchiature, l’assoluta assenza di splash durante il processo produttivo?
Quello che accede nei microbirrifici Scozzesi è l’esatto opposto.
Mentre Pietro accompagna la birra come una piccola e fragile creatura, proteggendola da tutte le minacce, in Scozia si lascia che la selezione naturale faccia il suo lavoro.
In alcuni birrifici sembrerebbe adirittura impossibile poter ottenere un prodotto commestibile, figuratevi poi la sorpresa nello scoprire una birra pulita, intensa e piacevole.

Sto ovviamente esagerando, anche se ho ben fotografato la prima sensazione che assale qualsiasi visitatore di un microbirrificio Scozzese.
La magia crea, in questi Paradisi mancati, un prodotto che ha un nome assolutamente intoccabile per gli appassionati: la Real Ale, una birra prodotta con i tradizionali ingredienti, che subisce una seconda fermentazione nel contenitore utilizzato per la vendita (la bottiglia o il fusto) e che viene servita senza aggiunta di anidride carbonica.
La real ale deve essere viva quando viene consumata, quindi non viene pastorizzata (cioè uccisa) all’uscita del birrificio.
I lieviti rimangono nella birra e, contuinando a fermentare, generano CO2 che si integra perfettamente nel liquido ed acquisisce aromi più complessi, evoluti ed intriganti.



Paul C., durante la visita Slow Food

In Scozia ci sono circa una quindicina di microbirrifici consolidati oltre ad alcuni emergenti.
Non poteva mancare un microbirrificio anche sull’isola di Islay, l’isola del malto. Sì intendiamo un altro malto, ma in questo caso siamo tolleranti.
Nel 2003 è stata infatti fondata la Islay Ales, una realtà importante e – grazie alla frequentazione di tanti appassionati di whisky – oggi con estimatori in tutto il mondo.

Ho visitato il birrificio molte volte, ma il ricordo più piacevole è quando ci sono andato col gruppo Slow Food, durante la nostra gita del Maggio 2009.
Ricordo seguito a breve distanza dall’open day del Feis Ile 2006, quando ho assaggiato per la prima volta la loro Peat Ale (birra torbata) con il mio amico René di Dufftown (Speyside).



Paul H., il mastro birraio

Certo, anche il birrificio Islay Ales si è guadagnato il suo Open Day durante il festival del whisky e della musica dell’isola di Islay.
Ed è un open day meraviglioso, molto coinvolgente: fiumi di birra, hamburger, musica e tanti tanti amici.

Certo, l’Islay Ales ha rilasciato una birra torbata, cosa assolutamente naturale se si pensa al luogo dove viene prodotta.
La produzione standard del birrificio include 5 o 6 espressioni con nomi derivati da località dell’isola come Finlaggan (Bitter Ale – 3,7%), Black Rock (Bitter Ale – 4,2%), Saligo (Bitter Ale – 4,4%), Ardnave (Bitter Ale – 4,6%), Dun Hogs Head (Dry Stout Ale – 4,4%) e Nerabus (Extra Special Bitter – 4,8%).

A queste si aggiungono alcune Ale stagionali, come quelle Natalizie.
Ma l’interesse va verso il legame tra il birrificio ed il mondo del whisky.
La loro Single Malt Ale (5,0%) non ha nulla a che vedere con il whisky; semplicemente utilizza una sola varietà di pale malt.
La Worts n’ Ale (9,0%) invece è stata prodotta per il Feis Ile 2005 ed ottenuta utilizzando il wort della distilleria Bruichladdich, quindi malto non torbato per whisky.
Infine la già citata Bruichladdich Peat Ale (6,1%) fatta sempre utilizzando il wort di Bruichladdich, non quello standard, ma quello utilizzato per produrre il torbatissimo Octomore, non una carezza ma un vero e proprio gancio di Tyson.

La loro birra è disponibile presso tutti i negozi e ristoranti dell’isola, in perfetto stile “Km-zero”, per cui – fermandosi sull’isola qualche giorno – è molto facile assaggiarne tutte le espressioni.
Quando assaggiate una Scottish Ale non fate troppo i sofisticati. E’ una bevanda da condividere con gli amici, fatta per creare interesse, per dare un contributo alla conversione, in definitiva per godersi semplicemente la vita.

Per maggiori informazioni: Islay Ales, Ales from the Isle of Malts, www.islayales.com

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