Mount Gay distillery

Mount Gay distillery

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The Barbados Rum Experience, secondo giorno, prime due visite a nord dell’isola: St Nicholas Abbey Distillery e Mount Gay Rum. Fornirò i dettagli tecnici, per il momento voglio condividere le emozioni.

Data di fondazione 1703, la distilleria Mount Gay Rum rivendica di essere la distilleria attiva di rum più antica al mondo. Visitor centre lontano dalla distilleria, noi riusciamo a varcare i cancelli della unità produttiva, un vero e proprio museo operativo.

La distilleria produce rum da melassa e – dichiarano – per il momento non ha progetti per grossi cambiamenti nonostante la recente costruzione della sugar factory che servirà per garantirsi l’approvvigionamento della materia prima in un’era in cui la produzione dello zucchero da canna si sta azzerando. L’ingresso nel magazzino delle melasse è super emozionante, foto non ammesse, provo con le parole. Quattro enormi vasche di cemento, due con la melassa “fresca” e due per quella più “anziana”. Le prime si presentano con un denso liquido nerastro, le seconde sono invece ricoperte da uno sottile crosta, una sorta di flor che si sviluppa in modo naturale e che protegge la melassa da improbabili attacchi batterici. La densità zuccherina è tanto elevata da non innescare fermentazioni, ogni tanto può comparire una qualche timida bolla che si genera in sacche con percentuale zuccherina più bassa.

Varcata la porta ci troviamo circondati da centinaia di migliaia di litri, quello che sbalordisce è il profumo, già super evidente all’esterno sul piazzale. Una intensa nota di frutta secca tostata, ovviamente di caramello, che però acquisisce note sempre più intense di liquirizia nera. Abbiamo avuto la possibilità di assaggiare la melassa prodotta sull’isola rispetto a quelle caraibiche. In queste ultime la nota di liquirizia passa in primo piano, per entrambe sorprende la densità e la acidità, che rende l’assaggio “piacevole”.

Poi l’ingresso nella still house, qui le foto mi sono di aiuto, uno tra le più belle still house visitate, difficilmente superabile. Quattro pot still double retort. Due di produzione spagnola, con un collo più stretto, uno con un lyne arm lungo in modo assurdo. Due di produzione scozzese, un poco più “cicci”. Il wash viene inserito nella pentola, il primo retort viene caricato con i low wines della distillazione precedente (bassa gradazione alcolica), il secondo retort con gli high wines di gradazione più elevata. Distillazione chiaramente discontinua, quando i vapori riescono ad uscire dal potstill vengono costretti a passare attraverso il liquido del primo retort e vengono quindi sottoposti ad una sorta di seconda distillazione. Lo stesso procedimento si ripete nel secondo retort. Condensazione in wormtub.

Nell’angolo opposto fa bella mostra di se una doppia colonna coffey. Datata anni ’40, dismessa nel 1976, è stata ripristinata nel 2018, per un uso limitato. La skyline della distilleria è dominata dalla torre che custodisce il nuovo coffey, chiaramente più grande e più efficace, che è responsabile per la produzione della maggioranza dello spirito della distilleria. I rum sono tradizionalmente imbottigliati come blend della parte potstill con quella a colonna, abbiamo la possibilità di assaggiare in magazzino una maturazione di 11 anni del componente distillato a colonna e un 10 anni prodotto dal potstill, quest’ultimo un concentrato di frutta matura, albicocca, mela, con note speziate che esplodono al palato.

Ai complimenti, aggiungo i ringraziamenti al team – tutto femminile – di Mount Gay per essere presente, compatto, a tutti i seminari. Serietà; e sempre preziosi i contributi di Trudiann Branker. Ho molto gradito.






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