Weekly Dram 24.42
Per ovviare alla netta dominazione scozzese di questa rubrica settimanale, oggi torno negli Stati Uniti con un whiskey che è un po’ come Balto: non è un bourbon, non è rye, non sa nemmeno lui che cos’è.
Michter’s è una delle realtà più interessanti del panorama statunitense, che con un po’ di magheggi fa risalire (in puro stile scozzese) le proprie origini fino al 1753 anche se, di fatto, la distilleria nasce nel 2004 in quella che è la sua sede attuale a Louisville.
Su cosa sia il Sour Mash, lascio siano le parole di Claudio a spiegarlo in questo articolo, mentre io mi concentro su questo imbottigliamento che nel 2012 recupera una ricetta di successo tra gli anni ’70 e ’80 del secolo scorso, scomparsa dagli scaffali nel 1989.
Non è un bourbon ma nemmeno un rye perché nessuno dei cereali caratterizzante i due profili (mais e segale) è dominante nella ricetta come disciplinare richiede, finendo quindi nella categoria generica di “American Whiskey” che, per quanto mi riguarda, è più che sufficiente!
MICHTER’S US*1 ORIGINAL SOUR MASH
American Whiskey
43% abv, botti nuove carbonizzate
Prezzo intorno ai 70 euro
Speziato e mellifluo, al naso è una colata di sciroppo d’acero con aghi di pino e sentori mentolati, noce moscata, popcorn caramellati, lieve soffio di acetone sullo sfondo. Opulento e appiccicoso ma non troppo ruffiano.
Anche al palato appare una rinfrescante nota balsamica, alquanto bizzarra, che circonda un cuore sferzato dal pepe di agrumi polposi, caramello, bacche di vaniglia, radice di liquirizia, mandorle. Ancora una sferzata amara di fondo, da amaro alle erbe, che bilancia e sbilancia i colori del whiskey.
Finale abbastanza lungo, amarotico e balsamico, di agrumi, mandorle, cannella, caramello.
Insolito, sbilanciato, imprevedibile, divertente… non sarà la bevuta del secolo ma sa come intrattenere senza annoiare, una declinazione sul tema del whiskey statunitense da provare.
Link a tutti gli articoli su Michter’s: https://whiskyart.blog/it/category/usa-2/michter/




