Mi son mangiato il Giappone, parte I

Mi son mangiato il Giappone, parte I

Dal diario di viaggio di Claudio Riva, whisky e dintorni


Mi son mangiato il Giappone, parte I

Alcuni piatti ti restano dentro (letteralmente, saranno 3800 kcal! 😂), tra questi sicuramente l’unadon, piatto a base di unagi (pronuncia ‘unàghi’), l’anguilla japonica di acqua dolce che viene cucinata alla griglia, ricoperta con una salsa dolce a base di soia e servita su letto di riso. Mentre ne attendi la cottura ti viene proposta la spina dorsale fritta e ti trovi a sgranocchiarla, godendone, manco fossero patatine. Molto diffuso, di solito i ristoranti che fanno unagi sono specializzati solo su questo piatto.

Tre giorni dopo, cocktail bar di cui non faccio il nome, son lì che mi godo un highball per tentare di digerire l’ultimo filetto di anguilla e vengo affiancato al banco da due affascinanti ragazze giapponesi che restano, spazientite, ad attendere una terza persona. L’uomo, 60-65 anni, molto elegante, orologio importante al polso, arriva dopo una buona mezzora, abbraccia le due ragazze, si siede tra di loro e ordina qualcosa. Il barman evidentemente gli dice che io sono italiano, 30 secondi giusto il tempo di attendere il drink e molla le due ragazze, si mette al mio fianco e mi saluta con un italianissimo ‘buonasera’. Appassionato frequentatore del Bel Paese e … uno dei principali importatori di anguille di Comacchio in Giappone … per fare l’unagi pare non si disturbi il Mar dei Sargassi. 🐉

Piacevolissima persona, chef famoso, piacevolissima chiacchierata, un paio di dram da urlo, le due ragazze rassegnate ormai al quarto drink completamente sdraiate sul bancone, ci scappa pure una richiesta di matrimonio 😍, la globalizzazione.

Whisky Club Italia #NippoTour2018
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Veloci appunti e qualche fotografia, importati da Facebook

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