Mendeleev, la Vodka e i Cosacchi

Mendeleev, la Vodka e i Cosacchi

L’Uomo, che si faceva chiamare Cragan More, si bevve un sorso dei suoi amati whisky giapponesi e si preparò per andare ad un’ennesima degustazione.

Tuttavia il suo pensiero era andato quel pomeriggio alla Vodka di Nikka ed era volato con la mente alle origini della leggendaria Vodka, ora prodotta anche dalla mitica Distilleria creata dal sig. Masataka Taketsuru.

 

 

Dove è nata la Vodka?

Ma esattamente, si domandò Cragan, “dove era nata questa Vodka, che in alcune lingue slave significa “acqua leggera” dall’unione del termine Vod, acqua, e dal suffisso-vezzeggiativo ka, piccola?”.

“Guarda un po’”, si disse, “se poi non esiste un Distillato che accomuna questi popoli spesso in guerra tra loro nella Storia”.

In effetti, l’Uomo che amava i whisky giapponesi aveva, in qualche modo, ragione.

La paternità della Vodka era da sempre contesa tra Polonia e Russia, un po’ come quella del whisky era disputata tra Irlanda e Scozia.

Il termine Wodka era apparso per la prima volta nel 1405 in Polonia, quasi analogamente a quanto era avvenuto nell’Irlanda per il Whisky, dove il povero Chieftain di Clonmacnoise aveva festeggiato una sera con primordiale whisky mal distillato e si era immolato eroicamente alla causa irlandese, dando al mondo la prova ufficiale del primato storico irlandese nella produzione del whisky (ndr. Sul punto i noti Claudio Riva e Davide Terziotti rifiutano di esprimere il loro chiaro assenso alla tesi della nascita del whisky in Irlanda).

Se dunque il Registro Ufficiale di Clonmacnoise annotò la causa della morte del chieftain irlandese, allo stesso modo nel Registro di Sandomierz, allora sede del Voivodato omonimo, si era manifestata per la prima volta la parola wodka, appuntò “acquetta”, indicando uno Spirito leggero e pulito, non certo povero di alcol, ed in effetti in tempi leggermente successivi anche in Ucraina e nella stessa Polonia, alcune varietà di wodka venivano chiamate con termini riferibili al concetto di “bruciare”.

In Russia la prima ricetta ufficiale si era, pare, palesata nel 1430 grazie al prelato Isidoro che la faceva derivare dalla fermentazione del pane, con una gradazione alcolica, però, abbastanza bassa, intorno al 40% AbV.

Nella prima metà del Cinquecento erano attive soltanto a Danzica circa sessanta distillerie, mentre in Russia nel 1649 lo zar Alessio aveva emanato un Codice per la produzione del distillato e nel Settecento era conferita ai proprietari terrieri la facoltà di possedere un piccolo alambicco per la produzione della vodka.

 

Polish Vodka Museum, Varsavia

 

La Vodka in Russia

Quello che è certo che la vodka era già da tempo nell’anima russa, alla metà del Settecento, se è vero che una celebre leggenda narra che un reggimento di Cosacchi dinanzi ad un lago che impediva loro il passaggio per l’inseguimento del nemico si fossero rivolti al Pope che li accompagnava. E Quest’uomo miracoloso avrebbe benedetto l’acqua trasformandola in vodka, ed i Cosacchi, alla Claudio Riva, l’avrebbero bevuta tutta, prosciugando il lago e raggiungendo i poveri nemici.

La parte occidentale dell’Europa avrebbe conosciuto lo Spirito slavo grazie alla sconfitta di Napoleone, il quale nel 1812, per confortare la ritirata dell’Armèe nell’infelice Campagna di Russia, l’avrebbe usata come sostentamento delle sue truppe, razziando vodka dovunque, nella fuga verso Occidente.

La diffusione della vodka però sarebbe avvenuta nel resto del mondo con la diaspora degli esuli russi, a seguito nel 1917 della Rivoluzione Russa, con l’avvento al potere dei Bolscevichi, guidati da Lenin.

Tra questi diffusori della Vodka in Europa Occidentale importante era stato il ruolo di Piotr Smirnov, che emigrato in Francia, si stabilì a Parigi, e del Conte Stephan Keglevich, scappato a Trieste.

 

Pyotr Arsenyevitch Smirnov (9 Gennaio 1831 – 29 Novembre 1898)

 

Mendeleev ha creato la Vodka?

Ma mentre usciva di casa Cragan tornò a chiedersi: “Ma sarà stata poi vera la storia che Dmitry Ivanovich Mendeleev il 31 Gennaio del 1865 aveva creato la ricetta ufficiale della Vodka?”.

 

Dmitrij Ivanovič Mendeleev (8 febbraio 1834 – 2 febbraio 1907)

 

Durante un suo soggiorno in Russia aveva letto la Pravda ed aveva letto che forse tutto ciò non era vero.

I Russi sostenevano che il Grande Chimico, Dmitry, aveva si pubblicato la Tesi sullo Studio delle Soluzioni di Alcol e Acqua, meglio nota come” Sulla Combinazione di Acqua ed Alcol”, ma egli aveva solo scoperto che il volume della soluzione varia a seconda della combinazione tra parti alcoliche e acquose. Il suo obiettivo era concentrarsi sull’individuazione delle parti di alcol e acqua ottimali durante la miscelazione ma non effettuare studi sulle particolarità organolettiche delle soluzioni createsi e del loro effetto sugli uomini.

Di certo il Grande Chimico, in vita era stato osteggiato dalle Autorità zariste per le sue idee progressiste.

Tuttavia sarebbe passato alla storia come l’inventore del 40% di alcol come gradazione ottimale per la vodka, in combinazione con il 60% di acqua.

La verità è che Mendeleev aveva supportato la Commissione Governativa Russa tesa a introdurre un’efficiente tassa/accisa sull’Alcol. E in tal senso egli riuscì benissimo: nei primi anni del Novecento le accise, che egli aveva contribuito a creare, consentivano alla Russia di ricavare dall’alcol circa un quarto di tutte le entrate statali. Ma è sicuramente da sfatare il mito che Mendeleev abbia creato la giusta formula chimica per la creazione della Vodka.

Peraltro lo stesso Dmitri non fu mai abituale consumatore di vodka per il timore di diventare alcolizzato come uno dei suoi fratelli maggiori, Mendeleev però si concedeva del buon vino rosso.

 

La formula 40/60

Chiunque sia stato ad inventare la formula della Vodka è certo che la formula 40/60 ha notevoli proprietà positive: a temperatura ambiente essa è tre volte più densa di ognuno dei suoi singoli componenti. Inoltre la Vodka tirata fuori dal freezer è due volte e mezza più viscosa, dunque più dolce, di quanto non sia a temperatura ambiente, ecco perché i suoi amatori la bevono molto fredda. Inoltre il fatto che la Vodka sia il più puro di tutti gli Spiriti è dimostrato che all’interno del congelatore essa non brucerà mai perché la sua combinazione chimica riesce a farla rimanere liquida ben oltre gli 0 gradi sotto zero. Altri alcolici hanno ridotti punti di congelamento ma solo la Vodka ha l’ideale combinazione di liquido ad alta gradazione alcolica senza ingredienti aggiuntivi.

 

La viscosità percepita, al variare di gradazione alcolica e temperatura

 

Inoltre, la Vodka è cosi potente che, a temperatura ambiente, si può dare fuoco ai suoi vapori alcolici, fenomeno noto fin dal XV° secolo ed utilizzato per evitare che gli Osti annacquassero il più puro dei distillati.

Cragan, prima di andare alla degustazione di whisky giapponese, si fermò a casa dieci minuti e si bevve la Vodka di Nikka, dopo aver lasciato cadere a terra un articolo di un altro grande Chimico di origine russa, ma membro dell’autorevole Fermilab di Chicago, sui miti della Vodka e sulle sue proprietà.

 

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