Memorie #Speyside25

Memorie #Speyside25

Dopo il fotoracconto della gita nello Speyside di settimana scorsa, lasciamo spazio ai commenti dei partecipanti. Tante le emozioni, tutte da condividere.

 

Carlo

I ricordi che porto con me dello Speyside sono l’ottimo fagiano e cervo, che si possono mangiare dappertutto e l’aurora boreale che ci ha accompagnato tutte le sere (nei nostri sogni).

Bellissima compagnia, un gruppo che si è creato l’anno scorso su Islay e che si è arricchito di ottime persone. La puntualità è stata quasi disarmante, a parte la prima sera con le valigie ad Edimburgo.

Siamo partiti da Glen Garioch e abbiamo chiuso con Speyburn… due belle perle, nel mezzo tante distillerie, una diversa dall’altra, tutte uniche e stupende. AnCnoc nel complesso la più appagante, sia per la presenza di Gordon che per l’ottimo rapporto qualità/prezzo. Benriach e Glendronach sono stati i whisky che ho apprezzato di più. Glenfiddich anche se gigante, ha il suo fascino. Non voglio citarle tutte, ognuna è stata unica e bellissima, compresa la pomposa Macalan.

Belle e indimenticabili le serate all’Highlander inn, tra una birra, un whisky ed ottimo cibo. Un grazie a Claudio e Davide che hanno reso tutto questo possibile, a Matteo Menestrina che ci ha accolto a braccia aperte, a tutti i compagni di viaggio ed al whisky.

P.S. Grazie per avermi portato alla cattedrale di Elgin, avevo perso le speranze! 😀

Si va….

 

 

Peter

I viaggi con Whisky Club Italia, specialmente con Claudio, ogni volta sono un’esperienza, un’avventura incredibile. Non sono visite, ma una collezione di emozioni. Impossibile dare una classifica, ogni momento ha lasciato la sua impronta: ricordo le visite da Knockdhu e Dunphail o da Glenfarclas e Glendronach, la salita del Ben Rinnes, le serate al Highlander Inn, i cocktail al Macallan Bar, l‘ambiente unico di Speyburn, the art of cask making presso Speyside Cooperage, forming copper into beautifully shaped pot stills presso Forsyths, il tardo pomeriggio quasi mistico alla cattedrale di Elgin. Anche nei luoghi già visitati ho trovato nuove informazioni, nuovi dettagli o grandi cambiamenti comunque sempre nuove storie da ricordare e da raccontare. Infine il sole straordinario di questa settimana era una meraviglia unica! Grazie Scotland!
Ed un grazie infinito a tutti i compagni di viaggio. Vivere insieme la passione per i luoghi che si va a visitare, per la scozia, per il whisky con ragazzi che potrebbero essere miei figli è un esperienza unica … e mi conferma che l‘età è solo un numero.

Ragazzi, si va!! Fino ad arrivare in Canada.

Slainte Mhath!

 

 

Ivano

Riconoscenza.

Non ho ancora capito, nel corso della mia vita, a chi o cosa io debba esser grato e riconoscente per le meravigliose esperienze che ho la fortuna di vivere — e per quelle che ancora mi attendono. Eppure è così: spesso restiamo incastrati nelle nostre abitudini e non ci accorgiamo della straordinaria fortuna che rappresenta il poter trascorrere del tempo con dei compagni di viaggio che, a poco a poco, diventano amici. Perché quando si condivide una passione autentica come quella per il whisky, tutto diventa più semplice.

Forse è al whisky che dovrei la mia gratitudine e riconoscenza?

Andando un po’ più a fondo, sono grato alle persone che credono davvero in ciò che fanno, perché lo fanno con autenticità e dedizione. È questo che dona senso alla nostra esistenza: poter osservare, apprezzare, condividere e gioire insieme a chi mette l’anima in ciò che fa.

Gordon Bruce, distillery manager di Knockdhu, è uno di questi: con disarmante serenità e pacatezza è riuscito a trasmetterci tutto il suo amore e il suo impegno, rendendo ogni momento ricco di significato. Melinda, la nostra guida da Speyburn, si è visibilmente emozionata al solo pensiero che quelle antiche attrezzature, ferme da un secolo, un tempo davano vita ad un malto che ha generato chissà quanti dram. E potrei continuare: l’energia e la spontaneità di Olivia, a Ballindalloch, o l’autorevolezza misurata di Donna, a Glenfarclas, che ci ha ricordato più volte come un dram non sia altro che il riflesso di ognuno di noi. E dunque, che ognuno segua il proprio gusto, con libertà.

Questo viaggio nello Speyside mi ha regalato paesaggi incantevoli, grazie ad un clima insolitamente favorevole. Anche questa volta, l’onore di poter suonare e cantare in un pub, con dei ruvidi scozzesi quasi compiaciuti, a tal punto da offrirci un Deveron 10.

Porto a casa bottiglie, sì. Ma soprattutto momenti.

Grazie a tutti i miei compagni di viaggio, e grazie Claudio per ciò che fai: continua a farlo.

 

 

Paolo

Che dire… parti in Scozia e ti ritrovi il sole e le spiagge di sabbia bianca di Lossiemouth.

Visiti Glenfiddich e sei catapultato su un set così grande che potrebbero girare una scena di Star Wars.

Per ritornare con i piedi per terra ti accoglie Gordon della distilleria Ancnoc, che con la tranquillità di un Guru indiano ci dice: “preferite i whisky torbati o non torbati?” Un déjà vu come Laurence Fishburn in Matrix.

Claudio ha condiviso con noi 40 anni di assaggi, di letture, l’evoluzione del mercato, le fusioni ed acquisizioni delle distillerie, gli stili e le mode attraverso i decenni, le aurore boreali che ha visto, ma soprattutto ha condiviso la sua passione per questo mondo sempre in bilico tra liquido e gassoso, dov’è di casa la magia.

Un ringraziamento particolare a Matteo Menestrina per la super accoglienza !

 

 

Paolo

“si è vero, che bello”. Tanto che mi pare di essere ripetitivo; a cominciare dal fortunatissimo meteo soleggiato che ci ha accompagnato per l’intera settimana. A seguire dall’ottima, precisa e mai turbata da imprevisti, organizzazione. All’ormai mitico Claudio fantastico non solo nella ben conosciuta conoscenza delle distillerie e dell’intera storia del whisky, ma pure dell’intera zona e dei suoi migliori punti paesaggistici fini alla cima del Ben Rinnes. Oppure di (per noi) iconici pub come l’Highlander Inn. Ma pure le distillerie ognuna col suo fascino particolare: dalla più piccola quasi artigianale al più grosso colosso mondiale. Ma anche gli unici cooperage e il produttore di alambicchi. Alle persone incontrate capaci (quasi tutti) di trasformare semplici visite in ricordi indimenticabili. Da Matteo Menestrina che sembra un amico da sempre a Gordon che ti fa innamorare del suo lavoro con pacatezza. Senza dimenticare tutte le altre guide. E naturalmente dal gruppo di ottimi compagni senza i quali probabilmente il divertimento sarebbe dimezzato. E per concludere ai nostri amati whisky nelle loro multiformi sfaccettature che sono l’amalgama che fa provare e cercare e soprattutto emozionare e discutere portando leggerezza e spensieratezza.

E alla fine è vero; partiamo alla ricerca di ottime bottiglie ma tutto sommato torniamo carichi di ricordi ed emozioni per l’intera eccezionalità di un viaggio simile. Nella convinzione che l’apertura della bottiglia riportata a casa ci risveglierà le memorie accumulate.

 

 

Valerio

Speyside e dintorni ci hanno regalato tante emozioni.

E’ stata un’esperienza bellissima che riconferma quanto un dram possa cambiare a seconda del luogo, delle persone, del meteo, del racconto, insomma dello stato d’animo. Whisky is about passion!

Grazie a tutti quelli che lo hanno reso possibile, a presto!

Slainte!

 

 

Samuel

Speyside, terra di fagiani e distillerie. Molte distillerie, e pure belle grosse (i fagiani un po ‘meno, ndr).
Ma come spesso accade la Scozia sa sorprendere, come può un’area grande due volte Milano, dove si producono centinaia di milioni di litri di whisky, essere tanto bucolica e sconfinata?
Come capita nei piccoli paesini, la voce corre più veloce della nostra auto e nel giro di 24 ore in tutto lo Speyside sapevano del ‘gruppo di Italiani’ e in ogni distilleria l’accoglienza è stata calorosissima e l’impressione non è stata quella di visitare giganti del malto ma distillerie ancora autentiche e tradizionali, fatta eccezione per l’ “astronave” Macallan ovviamente. Da Glenfiddich con i suoi 3595mila alambicchi, Speyburn che è un autentico museo, la piccola e artigianale Dunphail, Knockdhu e il mitico Gordon, i dram di Glendronach, oltre che le interessantissime visite da Forsyths a scoprire i segreti degli alambicchi e da Speyside Cooperage dove nascono le botti, la quantità di esperienze fatte è inimmaginabile e una più bella dell’altra.
Girovagando tra le ‘sheeeery cask’ ovviamente non sono mancati tantissimi momenti incredibili, tra decine di dram, pinte di birra, cocktail raffinati, bottiglie di vino, panini della coop, cori con ultras dei Rangers, conquistare il Benrinnes, ballare nei pub, vedere l’aurora borea… no vabbè, ora non esageriamo!
Tutto questo non avrebbe avuto questa energia senza dei compagni di viaggio super, un gruppo ben allestito e con il giusto livello di coglionaggine e che ringrazio per tutto il divertimento speso insieme. Ringrazio infine Tyson Claudione (si, mi ha morso più volte), Deus Ex Machina di questo viaggio e della grandissima community Whisky Club Italia, un esempio di passione unico nel mondo distillati e non solo, e della quale sono davvero orgoglioso di fare parte.

Slaintè!

 

 

Fabio

Come l’anno scorso su Islay, anche quest’anno abbiamo passato una settimana a dir poco spettacolare nello Speyside.
I ricordi che mi porterò nel cuore di questo viaggio, oltre alle meravigliose distillerie visitate e ai numerosissimi dram bevuti, saranno tutti i momenti di convivialità condivisi insieme ad un gruppo fantastico.
Ogni volta mi stupisco di come un “semplice” distillato sia in grado di accomunare le persone.
Ringrazio tutti i compagni di viaggio, in particolare Claudio che come sempre è stato un ottimo capo brigata.

Slainte!

 

 

Claudio

Mancavo dallo Speyside da un po’ di anni, la mia ultima veloce visita, con l’amico Bruno, è stata nel maggio 2019. È stato molto piacevole riscoprire i dolci paesaggi collinari, continuamente baciati dal sole generoso. Altrettanto gratificante rivedere visi conosciuti, luoghi magici e assaggiare una serie sterminata di dram di eccellente qualità. Avevo rallentato i contatti con il cuore della Scozia perché Islay era un richiamo sempre più forte, per me e per i membri del Club, ma anche perché durante gli ultimi Spirit of Speyside la passione lì si era un po’ persa e tutto era troppo pilotato dal signor denaro. Non sono mai riuscito a scovare quella Casa Italia che ci consente da 20 anni di godere di Islay in tutta la sua pulita bellezza. Settimana scorso ho respirato nello Speyside un po’ di aria del passato, la gioia di condividere (stimolata dall’amico Matteo Menestrina) e tanti sorrisi. Ci torneremo anche nel 2026!

Cosa aggiungere? Appena rientrato in ufficio mi son messo ad organizzare la dieci giorni del Feis Ile!

 

 

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Comments

  1. […] le memorie della gita nello Speyside, lasciamo spazio alle foto e a qualche commento dei partecipanti alla gita capitanata da Davide […]

  2. Bellissimo leggervi. Con affetto (e invidia), Filippo

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