Dopo le memorie della gita nello Speyside, lasciamo spazio alle foto e a qualche commento dei partecipanti alla gita capitanata da Davide Terziotti, destinazione Campbeltown e Lowlands, con transito dalla fantastica isola di Arran. Cieli blu anche in questa parte della Scozia, tante le emozioni, tutte da condividere.




Francesco
Che dire, terza volta in Scozia, seconda volta di fila con Whisky Club Italia.
A parte la grandissima fortuna di aver trovato una settimana di sole, quella più grande è di aver ritrovato un gruppo di viaggio speciale, alcuni volti nuovi e altri già conosciuti, tutti pronti a imparare cose nuove, a bere il giusto (diciamo così) ma anche a sparare minc… cavolate, come se fossimo amici da molto più tempo.
Molto molto divertente, interessante e solare.
Tutto manca già.
Una mozione speciale va alla nostra guida/driver… e al Puma!!!
Come distillerie beh, Glen Scotia, Arran, Glenkinchie forse la top tre.
Slainte!!



Lorenzo
Molte persone del gruppo già le conoscevo, le poche addizioni si sono immediatamente integrate creando un ottimo spirito di gruppo, come se fossimo amici da moltissimo tempo.
Ecco il tempo è la cosa che mi ha colpito di più. A me è sembrato che sia passato un mese ed invece sono stati “”solo”” (notare le molte virgolette) 9 giorni intensi, conditi da un clima assolutamente m-e-r-a-v-i-g-l-i-o-s-o, mai avrei pensato di rischiare di scottarmi al sole di Scozia ed invece quasi ci sono riuscito! Gli scozzesi in pratica si sono già giocati l’estate nella settimana in cui siamo andati ad invaderli! E, come volevasi dimostrare, la Scozia ha iniziato a piangere il nostro ritorno l’ultimo giorno.
L’unico rammarico forse sono le distillerie più blasonate, che ci hanno fatto fare dei tour un po’ sottotono e facevano financo le “vittime”, cosa francamente ridicola, visto che le persone si fanno in quattro (e grazie a Whisky Club Italia che organizza eventi simili!) per portare il deretano alla loro soglia, per poi sorbirsi la guida scazzata o quella che ti dice “eh non c’è più whisky, ne comprate troppo, quindi (tra un po’) manco ve ne diamo, sciò sciò!”.
Resta sempre da dire che ne va tutto alla guida che si trova, in quelle dove mi aspettavo di meno sono invece rimasto piacevolmente sorpreso (esempio: Glenkinchie, da Diageo mi aspettavo di peggio ed invece).
Quanto sopra viene annullato dalla congiunzione astrale climatica, dal clima del gruppo e dal nostro Davide @Davide Terziotti , imperturbabile cocchiere, con me a fare da navigatore.
Anche perché il resto del gruppo aveva solo due modalità, o molestia od assoluto mortorio, con copiosa perdita di bava (vedasi prima foto del giorno nr.2, cosa che ricapitava puntualmente ad ogni viaggio della durata superiore ad 1h hehehe).
Tu Claudio, ci avresti tenuto mooooooolto più svegli con la guida morbida! 😛😛Menzioni speciali per Glenkinchie (un 27 yo ex Butt stellare), Arran, dove uno era più buono dell’altro (salvo forse quello su cui puntavo di più che invece mi ha diluso) e l’imprevista Deanston l’ultimo giorno, dove la guida ci versava delle vere e proprie tazze 😮 nella warehouse nr.4.
E comunque l’ex bourbon vince sempre sul wine cask. Maledetti wine cask, rovineranno lo uischi. Vero Chicco @S24s Francesco ? 😝😝😝
Slangeva!





Alessandro
Prima volta per me in Scozia, prima volta in distilleria.
Un sole sorprendente ci ha accompagnato per tutto il viaggio. Una persona squisita, Davide, ci ha guidato in queste terre che avevo prima d’ora avuto modo di conoscere solo per mezzo di racconti, scambi di opinioni, e libri.
È stato un viaggio denso di contenuti ed esperienze, reso leggero e gioioso da compagni di viaggio eccezionali, che ringrazio di cuore.
L’emozione più grande è stata quella di entrare a Springbank, luogo dove nascono dei malti ai quali, grazie a Jacopo, sono particolarmente affezionato.
La magia delle distillerie, una Arran da cartolina, la Springbank del cuore, nuovi amici, conoscenza e spensieratezza, tanti gli ingredienti di questo viaggio.
“What brought you here in Campbeltown?”
Così ci ha accolto un anziano signore appena toccato il suolo di Campbeltown.
Il whisky, certo. Ma evidentemente molte altre cose.
Non si è vista la Scozia uggiosa. Toccherà tornare.
Grazie Claudio e Davide per la vostra passione, che è diventata anche nostra.




Leonardo
Terza volta in Scozia con il Whisky Club, esperienza come al solito memorabile, visitare le distillerie e approfondire il più possibile l’argomento distillati, in particolare il whisky, per me è e rimarrà la passione più grande della mia vita.
Ci sarebbe da parlare meglio di tutto ciò che abbiamo visto, ma vorrei soffermarmi sulle emozioni uniche che riesco a provare ogni volta.
È sicuramente più di un viaggio, potermi interfacciare con appassionati e avere modo di imparare dalle persone che reputo le migliori in Italia in quanto ricche di SANA competenza, mi incanta e mi fa riflettere, accendendo ancora di più questa insaziabile sete di curiosità verso questo enorme mondo, trasportato da un irrefrenabile entusiasmo.
Siete i migliori, grazie mille per tutto.



Lorenzo
Questo del 2025 è stato il mio terzo viaggio in Scozia con Whisky Club Italia, il primo è stato nel 2019 in Islay, mentre il secondo è stato nel 2024 in Speyside. Come le altre volte l’organizzazione del viaggio è stata eccellente e le visite alle distillerie molto istruttive e ben organizzate. In particolare, segnalo come eventi da ricordare per sempre la visita alla Distilleria Lagg, la quale offre un’interpretazione moderna della tradizione torbata, con whisky caratterizzati da un profilo affumicato e complesso. In aggiunta, sottolineo come una esperienza indimenticabile la degustazione in magazzino alla Distilleria Glenkinchie, che offre uno whisky con un carattere floreale e fruttato. Infatti, circondato da botti di whisky in fase di maturazione, il profumo di legno e le note aromatiche del whisky hanno contribuito a creare un’esperienza immersiva e suggestiva.
Infine, da ricordare è la visita alla città di St Andrews che è conosciuta come la “Mecca del Golf”, infatti l’Old Course è uno dei campi da golf più celebri al mondo che attira sia appassionati che professionisti. Il legame della città con il golf è profondo e ci sono diversi campi disponibili, ognuno con la propria sfida e bellezza!!!


Davide
Esattamente dieci anni fa feci un giro per visitare nuove distillerie nelle Lowlands e questa recente escursione del Whisky Club Italia mi ha permesso di rivederne alcune dopo un decennio e di scoprirne di nuove.
Lagg, Port of Leith, Clydeside e Lindores sono progetti molto interessanti e coraggiosi, estremamente diversi tra loro: una distilleria isolana, due cittadine ma con architetture e storie completamente diverse, e una profondamente legata alla storia dello Scotch Whisky. Kingsbarn celebra proprio il suo decimo anniversario; ci ero stato quando si aspettavano presto la prima distillazione, prevista per fine 2014, ma posticipata per problemi tecnici.
Tra le novità ci sono anche vecchie conoscenze: la rinata Rosebank, la rinnovata ma storica Glenkinchie, la solida e affidabile Arran, le peculiarità di Auchentoshan e Deanston, l’incanto delle distillerie di Kintyre, Springbank e GlenScotia. Confort zone.
Mi sono ritrovato in viaggio con quattro compagni dello Speyside Tour 2024 e due nuovi amici che si sono perfettamente integrati. Si è bevuto, parlato, di facezie ma anche di cultura, politica e vita vissuta. Abbiamo fatto incontri inaspettati e siamo stati accolti dagli italiani in Scozia, Matteo e Andrea, caldi, gentili e ospitali. Ho messo almeno dieci volte la quarta invece della seconda, qualche sbavatura alla guida ma tanto dietro dormivano tutti e per fortuna avevo un navigatore affidabile.
Oltre a molte distillerie, abbiamo anche esplorato la cultura locale, inclusi il sorprendente monumento dedicato a Wallace e la Falkirk Wheel, che ho particolarmente apprezzato data la mia predilezione per le opere idriche, e un affascinante sito templare.
Guardando al 2026, ho già in mente un itinerario. Pronti a partire?






