Un gruppo di italiani (tre di madrelingua tedesca), una francese, un russo e un tricolore… Sembra l’inizio di una barzelletta ed invece è il melting pot di culture che ha condiviso l’indimenticabile quarantesima edizione del Fèis Ìle a Casa Italia Port Ellen.
Nessuno dei presenti è stato costretto ad inviare le memorie che condividiamo qui di seguito.
Da Casa Italia: Angela, Melanie, Aldo, Armin, Claudio, Ilya, Marcello, Matthias, Peter, Pietro.

Angela & Marcello
Siamo al secondo viaggio sull’isola magica di Islay con capitan Claudio Riva, e il primo Campbeltown (fantastico il Whisky Bar a Springbank durante il Malt Festival), è il nostro primo Feis Ile, e di nuovo le aspettative sono state ampiamente rispettate. C’è qualcosa in quella parte di Scozia che non si può spiegare a parole, ma bisogna viverla, sembra che il tempo abbia volutamente rallentato per non rovinarla. La fortuna grande è stata viverla con un gruppo di persone splendide e con un meteo irripetibile.
Ci avessero detto “mi raccomando portate la crema solare!” probabilmente avremmo riso e saremmo andati oltre.. e quanto avremmo sbagliato!! Il sole ci ha sempre accompagnato, tranne l’ultimo giorno in cui abbiamo rivisto il classico meteo scozzese.
E che dire del Festival, non passa molto prima di capire che non è solamente un whisky festival, ma è veramente una festa per tutti… si vedono dai bambini ai nonni godersi la festa la musica dal vivo e in questo caso il sole, ogni giorno un distillery open day e ogni giorno una festa… l’open day di Bruichladdich è stato indimenticabile, la festa si è trasformata in un concerto rock con mani alzate verso il cielo e canzoni urlate, non so quanta gente ci fosse su quel piazzale, ma eravamo tanti!
E poi nei momenti liberi c’erano le passeggiate , la natura, le spiagge meravigliose che ti riempiono il cuore e l’anima con paesaggi mozzafiato e ricordi indelebili. Di nuovo grazie Whisky Club Italia per l’organizzazione e grazie Claudio, Aldo, Peter, Armin, Matthias, Pietro e Mèlanie per il bellissimi momenti passati assieme!

Armin
Dopo il mio primo Feis Ile dell’anno scorso, anche quest’anno volevo assolutamente tornare su Islay. Purtroppo non sono riuscito a vivere tutto il festival dall’inizio alla fine, ma almeno una grande parte sì.
Anche questa volta è stata un’esperienza magica, difficile da spiegare bene con le parole. Non è stato un solo momento speciale, ma tanti piccoli momenti insieme: le serate a Casa Italia, i warehouse tasting, il cigar tasting, assaggiare gli imbottigliamenti del Feis Ile, scoprire altri dram interessanti direttamente nelle distillerie, fare la fila =), i cocktail fatti in casa (non quelli su Islay!), condividere un dram con Sukhinder, oppure con i distillery manager di Bunnahabhain e Ardbeg, e poi tutte le chiacchierate con appassionati di whisky da tutto il mondo.
Anche quest’anno il gruppo italiano era fantastico. Una compagnia con cui era impossibile non divertirsi, tra whisky, risate, racconti e momenti che resteranno nella memoria.
Per me il Feis Ile non è solo un festival di whisky. È un posto dove la passione diventa amicizia, dove ogni giorno succede qualcosa di speciale e dove ti senti parte di una piccola comunità internazionale.
Posso solo consigliare a tutti di viverlo almeno una volta. Perché raccontarlo è bello, ma esserci è tutta un’altra cosa.

Ilya
Con Ilya è sempre una grande avventura. Ogni anno nasconde in un luogo segreto di Islay una bottiglia acquistata durante il Feis, che recupera e condivide durante l’edizione successiva, dopo un anno di extra Islay maturation. Grande il disappunto quando – appena giunto sull’isola – ha trovato completamente tagliata la foresta dove aveva interrato il single cask di Port Charlotte del 2025… Ma la fortuna aiuta gli audaci e la bottiglia è stata ritrovata perfettamente intatta! Fortunati noi.

Matthias
Per me quest’anno è stata la prima volta al Fèis Ìle. E subito per il 40° anniversario del festival. Direi che non potevo iniziare meglio.
Già all’inizio si è visto quali sorprese possono capitare al Fèis Ìle. Tutto il nostro gruppo ha avuto la possibilità di assaggiare cinque dram insieme a Sukhinder Singh. Per me, che ero al festival per la prima volta, è stato un inizio davvero speciale. Un’esperienza che non si può programmare e forse proprio per questo resta ancora più bella.
Un altro momento speciale è stata la visita alle torbiere di Laphroaig e Bowmore, vicino all’aeroporto. Kaleb Jackson, che lavora lì, si è preso spontaneamente del tempo per noi e ci ha fatto una piccola visita guidata. Ci ha spiegato la differenza tra il taglio manuale della torba e il lavoro fatto con le macchine. Sono proprio questi incontri che rendono Islay così particolare: semplici, spontanei e pieni di storie.
Non era la mia prima volta sull’isola di Islay, e per questo posso dire chiaramente una cosa: vale la pena visitarla sia durante il Fèis Ìle sia fuori dal periodo del festival. Sono due esperienze completamente diverse. Fuori dal festival Islay è più tranquilla, più lenta, quasi meditativa. Durante il festival invece tutta l’isola sembra ancora più viva. Si incontrano persone conosciute ovunque, si parla, si assaggia insieme, si ride insieme e poi ci si rivede quasi sicuramente al prossimo Open Day.
Quello che ha reso il Fèis Ìle così speciale per me non è stato solo il whisky. Sono state soprattutto le persone del gruppo di Casa Italia e tutti gli appassionati di whisky che si incontravano ogni giorno. Per questo voglio dire un grande grazie a Claudio Riva, senza il quale un viaggio così probabilmente non sarebbe possibile in questa forma.
E comunque: il salmone è stato il migliore che abbia mai mangiato.

Claudio
La prima cosa che ho fatto, appena arrivato a casa lunedì 1 giugno alle 4 di mattina, è stato il controllare i voli per l’anno prossimo. Solo grazie alla provvidenza divina, mi sono addormentato con il cellulare in mano e non ho li ho presi. Scelta molto saggia, visto che la 41° edizione del Fèis Ìle sarà shiftata di una settimana, dal 28 maggio al 6 giugno 2027 (Davide Terziotti ne sa qualcosa, in passato sono davvero riuscito a prenotare le date sbagliate).
Non posso far altro che ringraziare i compagni di questa ennesima nostra presenza al festival di Islay; è impossibile descrivere le tante esperienze che abbiamo condiviso, vanno solo vissute. E le continueremo a vivere.



