Marie Louise Sauternes, Rare Casks Series

Marie Louise Sauternes, Rare Casks Series

Anna Ostrovskyj ci ha raccontato qualche settimana fa la difficoltà per Marie-Louise nel riuscire a domare il 2025, un millesimo challenging, e la soddisfazione nel vedere confermata la vocazione gastronomica di un rhum agricole unico.

In quell’articolo ci aveva anche anticipato l’imminente rilascio di una edizione limitata: un prezioso Single Cask Sauternes a gradazione di botte, pronto a far vibrare le nostre papille gustative e a farci innamorare (nuovamente) di Guadalupa.

Ho fatto presente che avrei tanto voluto assaggiarlo, e – grazie alla sempre cortese generosità di Rodolphe Payen – ad inizio agosto ho ricevuto un generoso campione. Conoscendo il forte legame di Marie-Louise con la Luna, decido di non sacrificarlo subito, ma di attendere una settimana e di assaggiare questa delizia il 12 agosto, in corrispondenza della tanto attesa eclissi di sole. Perché in natura è la Luna ad “oscurare” il Sole, mai il contrario. Quale palcoscenico migliore dell’Osservatorio di Sormano (1128 mslm), nel cuore del Triangolo Lariano? Luogo che in passato ha ospitato qualche nostra degustazione e che oggi si presenta con una sfavillante nuova sede.

 

 

Rhum Vieux Bio Marie-Louise Sauternes, Brut de Fût, 61.2%

Anna: «I single cask del mio chai sono per me come alcune persone eccezionali, capaci di cambiare percorso e diventare nettamente migliori dopo una grossa difficoltà. In questo caso la botte primaria ex bourbon si era irrimediabilmente fessurata e in quei giorni ricevevo tre bellissimi Sauternes cask originali. Ne ho usato uno per salvare il paziente e lui mi ha ringraziato. Poi bisogna riconoscerlo un single cask, ma ci si fa la mano.»

Il liquido proviene dal millesimo 2022, la prima annata di Rhum Marie-Louise, questo Single Cask rivisita la cuvée fondatrice attraverso un processo di maturazione unico.

Dopo un iniziale invecchiamento in botti ex-bourbon, il rhum ha proseguito la sua maturazione per oltre due anni in una botte precedentemente utilizzata per il Sauternes e recante la firma Vernou, storica tonnellerie chiusa oltre 25 anni fa. Questo processo di maturazione lento e paziente ha permesso al legno di esaltare il distillato senza mai mascherare la freschezza e il carattere della canna da zucchero.

 

 

Il risultato rivela un’espressione piena e vibrante, dove le note mielate e speziate del Sauternes accarezzano gli agrumi, la tensione minerale della canne bleue e il carattere iodato tipico dei rhum Marie-Louise.

Oltre al suo profilo aromatico, questa annata porta con sé anche il ricordo di un’arte perduta. Le botti di Vernou, ormai introvabili, erano rinomate per la loro finezza e per la capacità di arricchire i distillati con grande eleganza. La grana del rovere è fine (Quercus Petraea,  caratterizzata dal suo basso tenore tannico), da cui il luminoso color mogano.

Il suo punto di forza è la texture al palato, i rhum Vieux di Guadalupa riescono ad essere sempre molto morbidi e avvolgenti rispetto ad altri agricole (ho spesso criticato i rhum Vieux di Martinica per il loro eccesso di durezza e di tannino). Ma questo Marie-Louise porta l’esperienza ad un livello superiore: è mieloso, ceroso e golosissimo. E ti dimentichi della gradazione: l’alcol scalda ma non è mai protagonista, perfettamente integrato nel complesso bouquet della bevuta, una qualità non da poco per una categoria (quella degli agricole Vieux) spesso imbottigliata al 45%.

Insomma una botte eccezionale che meritava d’essere imbottigliata come Single Cask. Prodotta in sole 260 bottiglie, questa edizione limitata incarna appieno la filosofia del Domaine Marie-Louise: lasciare che il tempo, il legno e l’animo agricolo interagiscano liberamente per dare vita a un rhum dal carattere profondamente complesso e distintivo.

 

La botte ex Sauternes utilizzata per l’affinamento di questo rhum Marie-Louise, una SC++ (single cask excellent)

 

La botte oggi è vuota, pronta per accogliere un nuovo rhum e dare vita ad un’ulteriore pregiato single cask.

 

“S” per ?

 

Fratello Sole, sorella Luna, foto di Alice Dell’Orto
 

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