Nel mondo del rhum agricole, i millesimi non sono semplici date in etichetta: sono fotografie liquide di un’annata, di una parcella, di un clima e delle scelte di chi accompagna la canna da zucchero dalla terra al bicchiere. Il 2025 di Marie-Louise arriva con questa ambizione: trasformare un’annata complessa in un racconto di precisione, coraggio e (forte) identità guadalupense – grandterriana.
Di Marie Louise sapete più o meno tutto, come della sua culla, il Domaine de Bel-Air, nel Nord della Grande-Terre in Guadalupa, un meraviglioso giardino che ospita una biodiversità in flora e fauna notevoli, oltre, oggi, a fare da nursery ad alcune vecchie varietà di canna da zucchero non ibridate.
La canna utilizzata per produrre Rhum Marie Louise pertiene, per il momento, ad una sola varietà, B69.566, Canne Bleue, coltivata in regime biologico e lavorata, dalla pulizia al taglio, con grande attenzione manuale, sino a diventare il centro di un progetto che non cerca la scorciatoia dell’effetto immediato, ma la costruzione paziente di una firma aromatica riconoscibile.
La filosofia della maison per cui officio come Maitre De Chai, da 4 raccolti ormai, è chiara: intervenire il meno possibile sulla materia viva, rispettare la canna da zucchero e lasciare che ogni raccolto parli con la propria voce. È un approccio che avvicina Marie-Louise a una sensibilità quasi da Vigneron (non nascondo che è quello che volevo), dove la nozione di millesimo non è marketing, ma lettura agronomica e sensoriale.
In questo quadro, il millesimo 2025 assume il valore di una prova di maturità. Non basta produrre un rhum corretto: occorre dare coerenza a un’annata difficile, trovare equilibrio tra potenza e finezza, conservare l’energia vegetale della canna e trasformarla in profondità aromatica. La rivincita sta proprio qui: nella capacità di far emergere, da condizioni non semplici, un profilo vivo, articolato e credibile, fedele a quanto già portato nei vostri bicchieri.
Un elemento decisivo di questa lettura è stata la fermentazione dedicata al millesimo, protratta ben oltre i tempi abituali, toccando i 5 giorni, dopo alcuni problemi operativi iniziali incontrati presso la distilleria ospite, Montebello, che ci hanno costretto alla decisione di dimezzare la produzione in due fasi. Quella che avrebbe potuto essere una fragilità tecnica è stata accompagnata con attenzione, senza forzare il processo né correggerlo in modo invasivo.
Come spesso accade nelle mie scelte più coerenti col progetto Marie-Louise, la fermentazione è rimasta molto poco interventista, nonostante un weekend di mezzo: non un modo per imporre uno stile prestabilito, ma per permettere al millesimo e alla parcella di esprimersi con maggiore libertà, lungo cinque giorni, i cinque giorni che precedevano il plenilunio di Maggio, lasciando al sesto giorno il tempo di una buona distillazione per quel mosto ricco e profumato di limone e abricot pays. Per questo, la cuvée rappresentativa del millesimo porta il nome di “Cinq Lunes”, ed è frutto della porzione centrale della parcella “Les Grands Poiriers”: sperando arrivi presto in Italia, dove il marchio è distribuito da Fine Spirits, approfitto per rivelarvi che, data la concentrazione aromatica particolarmente intensa, sia il bottling per il millesimo, che il Brut Nature, sono tirati ad un grado leggermente più alto, che non preclude, anzi esalta, la degustazione di questo agricole.
Un rhum agricolo con vocazione gastronomica
Marie-Louise non è un rhum pensato soltanto per la degustazione tecnica, e con il millesimo 2025 questo aspetto diviene ancora più evidente. La sua struttura, la componente citrica e iodata e il profilo vegetale lo rendono particolarmente interessante anche a tavola. Su crudi di mare, ostriche, pesce alla brace, formaggi freschi o preparazioni speziate, può comportarsi come un vino bianco di forte personalità: pulisce, accompagna, rilancia il boccone.
Nel bere miscelato, invece, va trattato con rispetto. Un ti’ punch essenziale, con poco zucchero e lime appena dosato, può esaltarne la fibra senza coprirla. Ma il vero valore del millesimo resta nella degustazione liscia, magari a temperatura non troppo fredda, lasciando che l’ossigenazione apra progressivamente le sfumature.
Questo millesimo 2025, sino ad ora il “bimbo” che amo di più, conferma che la modernità del rhum agricole non passa necessariamente da ricette più muscolari o da etichette rigide, e non passa nemmeno dal troppo pulito e didascalico. Passa, semmai, dalla capacità di leggere una parcella, accettare l’irregolarità del raccolto e trasformarla in stile. In un mercato sempre più attratto dalle edizioni limitate, Marie-Louise vuole ricordare che la rarità più autentica non è il numero di bottiglie, ma la precisione con cui un luogo riesce a parlare.
In attesa che lo abbiate nei vostri bicchieri, vi metto di seguito le note di degustazione di questa combo di bianchi “di carattere” che spero piaceranno anche a voi, anticipando che li presenteremo agli appassionati oggi Venerdì 10 luglio alle ore 18.00 presso La Cave PHP a Jarry, in Guadalupa, insieme ad un’altra bombetta in edizione limitata, che abbiamo testé terminato di imbottigliare: un prezioso, mieloso, ceroso e golosissimo Single Cask Sauternes a gradazione di botte, pronto a far vibrare le vostre papille gustative e a farvi innamorare.
Marie Louise “Cinq Lunes” – Millesime 2025 – 58%
Aspetto: cristallino, ben aggrappato alle pareti del bicchiere
Naso: Molto intenso, sul fiore di caprifoglio, l’abricot pays (grosso e profumato frutto tropicale dal delicato sapore a metà tra albicocca e pesca bianca), buccia di limone giallo, vaniglia in baccello
Palato: Dolce e succoso, attacco su miele e propoli, centro sul frutto in confettura e sulla buccia di limone candita
Texture setosa e avvolgente
Retrolfazione che riporta alla nostra sensibilità la buccia del limone, la propoli ed il thè al miele
Il bicchiere vuoto conserva un’anima di fiori e buccia di limone
Marie Louise Brut Nature – Millesime 2025 – 78%
Aspetto: cristallino, ben aggrappato alle pareti del bicchiere
Naso: Molto intenso, potente, evolutivo, sul fiore di caprifoglio, l’abricot pays, lo zenzero candito, il miele, la buccia di limone verde, la nota “marina”
Palato: ricco e pieno, sul miele, lo zenzero candito, la confettura di albicocca, il pepe di Cubèbe
Texture setosa e avvolgente, alcool non pervenuto
Retrolfazione sulla buccia di limone verde e lo zenzero
Bicchiere vuoto nel quale aleggiano insieme una nota marina ed una terrena e citrica




