Manifattura Italiana Spiriti

Manifattura Italiana Spiriti

Oggi sono stato con Davide Terziotti a visitare la Manifattura Italiana Spiriti di Varese, una delle nuove micro-distillerie che si sono affacciate nel 2022 sul panorama “alcolico” italiano, una distilleria che abbiamo visto nascere e crescere e che ha già meritatamente incassato i suoi primi successi.

 

Manifattura Italiana Spiriti, distilleria artigianale a Varese

Quattro i protagonisti: Marcello, Lorenzo, Egidio e Alessandro. Quattro amici, tra di loro, e nostri, complici di una riuscitissima gita in Scozia ad inizio marzo 2020, conclusasi con un rientro da brividi a Milano con l’ultimissimo volo Easyjet da Edimburgo prima del dannato lockdown. La bella esperienza su Islay, unita a quel briciolo di pazzia alimentata dai tempi vuoti della pausa forzata, ha rafforzato le energie del gruppetto, sino a portarli a fare il grande passo.

Il whisky non poteva che rimanere un obiettivo nel lungo termine, l’attenzione si è subito rivolta verso una distilleria di gin ad accisa assolta. Un mondo, quello italiano, che ha apparentemente già esplorato a sufficienza la produzione del gin, ma che nonostante le centinaia di etichette ha visto ben pochi imprenditori buttare con le proprie mani ginepro in un alambicco.

Ai neo-artigiani della M.I.S. – così come all’altra dozzina di pionieri della micro-distillazione italiana – non restava che crearsi il proprio spazio, dimostrando che una proliferazione di nuove installazioni non era solo un bene per il sistema Italia – che poteva finalmente liberare l’arte della distillazione dai grandi laboratori per farla tornare tra la gente – ma anche per il consumatore – che poteva beneficiare non solo di grandi stili Nord-Europei ben “replicati” ma anche di una varietà di “cose nuove”. Una varietà alimentata non solo da abili uffici marketing, ma anche dalla enorme biodiversità degli ingredienti italiani. Come dico sempre io, abbiamo poco da insegnare agli inglesi in termini di distillazione di gin, ma gli inglesi hanno solo tre colori – verde, grigio e talvolta il blu – noi in Italia l’intera tavolozza, con quegli affascinanti giallo, rosso e arancione ancora tutti da esplorare.

Mettiamoli tutti alla prova.

 

 

Cecco, alambicco a fiamma diretta

La piccola distilleria si trova nella periferia sud di Varese – in corrispondenza dell’ultima uscita della autostrada proveniente da Milano, prima del lento e detestato semaforo che annuncia l’ingresso nel centro città. Un piccolo immobile indipendente accoglie, nell’ampio open space, il quinto elemento del gruppo, quello più “brillante”: Cecco! In funzione solo da pochi mesi, ha da subito liberato il suo temperamento.

Un piccolo potstill alimentato a fiamma diretta, prodotto dalla ditta toscana Frilli di Monteriggioni (Siena). Uno dei non pochi gemelli oggi in funzione su suolo italiano, capacità 200 litri, con basket in corrente di vapore per le botaniche che è bene non entrino in pentola. Setup minimale, giusto qualche termometro per il controllo del flusso della distillazione e della condensazione nel deflemmatore; il che costringe il buon Lorenzo – il più paziente e pignolo dei quattro – a compiere continue correzioni con la fiamma. Una distillazione d’altri tempi, che grazie al calore trasmette carattere al distillato ed esalta le componenti ricche di oli essenziali, come gli agrumi.

I work in progress che avevamo assaggiato prima del battesimo di Cecco erano degli adolescenti selvatici se confrontati con la avvolgente complessità delle ricette oggi messe a punto. Di quegli esperimenti rimane però l’anima e l’estro; a furia di tentativi tutte le asperità sono tante limate e la bevuta – liscia o miscelata – è sempre molto gradevole.

 

 

 

I gin

Tre le espressioni del “core range” della distilleria, il M.E.L.A. caratterizzato dalla presenza di melannurca, l’AVIOGIN il loro navy strength, il balsamico e territoriale GINSUBRIA. A cui aggiungiamo l’ultimo arrivato, uno stagionale natalizio, il GINETTONE.

 

M.E.L.A.

M.E.L.A è un gin fine, con sentori acidi, ma privi di asprezza. Il Ginepro, ben percettibile ma integrato, viene esaltato da note agrumate rinfrescanti e addolcito al palato dalla Melannurca Campana, che impreziosisce il distillato con le sue note delicate. Un connubio eccellente, per una bevanda fresca e morbida, ideale per la miscelazione perché di facile beva. Un prodotto da primavera-estate, che offre il meglio di sé abbinato a toniche dry/strong oppure come protagonista di un Gin Lemon o Gin Fizz.

Tipologia London Dry Gin
Botaniche Ginepro, Radice di Angelica, Liquirizia, Coriandolo, Genziana, Artemisia, Melannurca Campana
Gradazione 46% vol

 

AVIOGIN

Un London Dry Gin a grado pieno, potente e senza compromessi. Ginepro, Coriandolo, Radice di Angelica, Santoreggia e una botanica segreta si fondono in uno spirito che non ha paura di dominare i palati più decisi. Le sue note impavide, che non precludono una piacevole versatilità, lo rendono tenace e forte, particolarmente adatto a chi vuole provare un’esperienza esplosiva. Perfetto bevuto liscio o con ghiaccio, può scaturire una scia infuocata in un Gin Tonic o rendere indimenticabile un Negroni.

Tipologia London Dry Gin
Botaniche Ginepro, Radice di Angelica, Liquirizia, Coriandolo, Genziana, Artemisia, Botanica Misteriosa
Gradazione 57% vol

 

Sicuramente quello che ho preferito nell’assaggio, un carattere deciso, gradazione alcolica per nulla fastidiosa, quasi masticabile. Lo abbiamo assaggiato – alla cieca – durante le finali per le Ampolle 2023 di Spirito Autoctono; ben mi ricordo i commenti dei compiaciuti giudici, che avevano gradito pulizia e carattere. Il risultato? Ampolla d’Oro alla prima presentazione ufficiale di Aviogin, una delle sole quattro assegnate a gin lombardi, un risultato davvero incoraggiante che premia gli sforzi di questo primo anno, sicuramente non facile, della distilleria.

Un gin, coraggioso come la sua gradazione, che sta contribuendo alla definizione di uno stile territoriale. Riprendo le parole della guida Spirito Autoctono:

A giudicare dai vincitori di quest’anno, sembra che a prendere il largo sia la metà più propensa alla novità. Infatti, come spesso succede, Milano diventa polo delle tendenze. E dunque il gin – da anni sulla cresta dell’onda – trova qui terreno fertile, la giusta dose di creatività e alfieri giovani in grado di sperimentare.

Ingredienti reperiti e coltivati con intelligenza, grande pulizia e una propensione al gin “navy strength” potrebbero diventare i tratti salienti della nouvelle vague del “Lombardy gin”. Che sembra avere il suo centro propulsore fra Varese e la Brianza, dove l’imprenditorialità è questione di genetica, e le rive del Garda, storicamente votate alla viticoltura e alla civiltà del bere.

 

 

GINSUBRIA

Lo spirito della montagna regala a chi lo beve un’esperienza insubre, da sapori di passeggiata in alta quota: erbacei, balsamici e speziati. I sentori di Ginepro lasciano il posto a note palatali morbide caratterizzate dall’utilizzo di Camomilla in fiori. Un Gin complesso che è possibile apprezzare liscio con ghiaccio, oppure impreziosito da una tonica light o con caratteristiche dolci. Il compagno ideale per chi vuole rivivere quelle emozioni che solo il Territorio dell’Insubria è capace di donare.

Tipologia London Dry Gin
Botaniche Ginepro, Radice di Angelica, Liquirizia, Coriandolo, Genziana, Artemisia, Timo, Erica, Camomilla
Gradazione 46% vol

 

 

GINETTONE

Un London Dry Gin caratterizzato da note calde e speziate. Sentori delicati di Ginepro lasciano il posto ad una Scorza d’Arancia leggermente amara. In bocca, un trionfo di Zenzero con un finale caldo e leggermente piccante dato dalla presenza dei Chiodi di Garofano. Ideale da degustare liscio in una fredda sera d’Inverno: il Natale in un bicchiere!

Tipologia London Dry Gin
Botaniche Ginepro, Coriandolo, Angelica, Scorza d’Arancia, Zenzero, Chiodi di Garofano
Gradazione 46% vol

 

 

CONTO TERZI

Distilleria impegnata da subito nella produzione di gin conto terzi, in piccoli lotti da 50 o più litri. Un passo che giudico fondamentale per fare esperienza, per conoscere sempre più ingredienti ed acquisire quella maestria da chef di cucina che non si può imparare leggendo libri.

 

Contatti

Manifattura Italiana Spiriti
Via Della Selvetta 7
Varese
Tel. 392 782 0467
Email info@manifatturaitalianaspiriti.it
Web manifatturaitalianaspiriti.it

 

 

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