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Riesco a mettere il naso per la prima volta sui tre gin della Lonewolf distillery, l’avveniristica distilleria di Brewdog con l’alambicco triple-bubble che abbiamo potuto visitare un paio d’anni fa. Giudizio Eugenio? Ben fatti, poco punk? Forse il Cloudy Lemon gin?
Il progetto Lonewolf non sembra avere lo stesso grip del birrificio, ormai i tre anni sono passati e vedremo quando usciranno con quegli whisky sperimentali di cui si è tanto parlato – la Lonewolf è stata la prima distilleria scozzese a puntare sulla produzione di un “rye whisky” nonostante che l’imbarazzante coperta del disciplinare dello scotch lasci poco spazio all’estro.
Certo è che l’ingresso in Lonewolf a fine 2018 di David Gates, uomo Diageo (global brand director di Johnnie Walker non proprio un ruolo secondario 😁) e la successiva scelta di rinominare Lonewolf come BrewDog Distilling sembrano un cambio di passo che nasconde una identità non ancora ben delineata. Ma stiamo ad aspettare, le sorprese sicuramente non mancheranno.
Altrettanto certo è il ricordo che per assicurarti una botte del loro whisky dovevi sottoscrivere 1000 quote dell’ennesimo expansion plan, per un valore di £50.000, poi dicono che con i soldi non si compra la felicità… 💔
Whisky Club Italia




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