Lochlea Orchard & Oak #WeeklyDram

Lochlea Orchard & Oak #WeeklyDram

Weekly Dram 25.43

Ammetto di avere un debole per Lochlea, la distilleria delle Lowland che al contrario di tante altre affacciatesi da poco sul mercato ha da sempre scelto un approccio di basso profilo.

È noto come la sua stessa esistenza, fin dal 2015, fosse ignota ai più, persino a chi compilava la lista delle distillerie attive in Scozia, ed è stato quasi con sorpresa veder uscire il loro primo whisky, a fine 2021, quando già il noto John Campbell (proveniente da Laphroaig) aveva preso le redini della produzione.

Da allora, il loro percorso è stato tranquillo e silenzioso, senza edizioni roboanti, con un marketing che pone l’accento sul processo produttivo, dettato dalle stagioni di coltivazione e raccolta dell’orzo, lungo quella strada che li porterà presto a diventare una single estate distillery a tutti gli effetti, aggiungendo l’ultimo tassello del maltaggio alla produzione interamente casalinga.

Oggi Campbell non è più a Lochlea, anzi, non è più nemmeno in Scozia, avendo accettato il ruolo di Master Distiller per Sespe Creek, in California, sostituito alla fine del 2024 da Jill Boyd come Master Blender, a dare forma (e sostanza) al futuro del loro whisky.

Si può dire come si sia conclusa la prima stagione della distilleria, così come con il terzo capitolo si sono concluse le edizioni dedicate alle 4 stagioni (Plowing, Sowing, Fallow e Harvest), ed è quindi venuto il momento di far crescere il portafoglio base, che fino a ora contava solo quell’Our Barley uscito nel 2021.

 

 

Ed ecco che a settembre di quest’anno hanno lanciato tre imbottigliamenti che entrano a far parte del loro Single Estate Range: Dark Briar (maturazione in ex sherry ed ex porto), Smoke Without Fire (botti ex vino rosso ed ex whisky torbato) e Orchard & Oak, quello del trio che mi ha convinto di più e di cui vi parlo oggi.

 


LOCHLEA DISTILLERY ORCHARD & OAK
Single Malt Scotch Whisky
46%abv, botti ex bourbon, nuove ed ex calvados

Prezzo intorno ai 70 euro

 

Al naso spicca una parte acidula, fermentata, che si sposa con le note fruttate di mela, pera, pesca e kiwi giallo, assieme a un consistente presenza di cereali bagnati, quasi porridge, e propoli. In seconda battuta, mandorle, miele e pane azzimo. Un pizzico di noce moscata. Sembra giovane, giovanissimo, molto espressivo pur nella sua semplicità.

 

 

Al palato è ancora più vivace, zenzero e pepe bianco in quantità a sottolineare gli aspetti più verdi del whisky, con maggior incisività di lievito, cereale e frutta bianca, assieme alla mandorla che vira sul marzapane e alla pasta di zucchero. Ha però un lato più caldo e cremoso, specie in lunghezza, dove si ritrova il miele assieme a biscotti al burro, cioccolato bianco e una goccia di crema pasticcera. Vena minerale dai tratti sulfurei per tutta la bevuta, con una lieve nota di legno.

Il finale è abbastanza lungo, in cui prevalgono frutta, zenzero, miele, cereali e una vena mentolata.

Conclusione: Vivace e sbarazzino, con tante cose da dire pur in una evidente immaturità in cui botti e new make sgomitano per guadagnarsi il palco. Il risultato di questo confronto è divertente e rinfrescante, ma forse meritava un po’ più di profondità.

 

Link tutti gli assaggi di Lochlea: https://whiskyart.blog/it/category/scozia-2/lowland/lochlea/

 

Il profilo della distilleria Lochlea: https://whiskyclub.it/distilleria/lochlea/

 

 

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