Sull’origine e sulle caratteristiche del malto di Lochindaal non si è scritto molto. Le uniche certezze sono il suo carattere torbato deciso, la distillazione fatta a Bruichladdich e il nome, quello della grande insenatura che si affaccia su Bowmore. Loch Indaal significa letteralmente “Il lago del ritardo”, e deve il suo nome alle navi che si ancoravano nella baia per trovare riparo in caso di burrasca, navi spesso costrette a “ritardare” i loro piani per giorni.
Del Lochindaal di Bruichladdich si sa che è un fratello quasi gemello della sua anima torbata, il Port Charlotte, che sono stati effettuati pochi lotti di produzione negli anni subito dopo la riapertura della distilleria, che molte di queste botti sono state vendute a imbottigliatori indipendenti, e che gli imbottigliamenti ufficiali della distilleria sono rari. Ci si è sbizzarriti nel tentare di capire perché proporre due etichette con nomi diversi per prodotti nella realtà molto simili.
L’Ospitaletto Whisky Festival di sabato scorso ha nuovamente registrato la presenza del Whisky Club Croatia, che ha presentato il suo primo imbottigliamento, un Lochindaal 13 anni, frutto di una di quelle botti private distillate nel 2009. Ma cosa è Lochindaal? Facciamo chiarezza.
Lochindaal distillery
Lochindaal era una distilleria di whisky situata nella pittoresca cittadina di Port Charlotte, sull’isola di Islay, 3 km più a Sud rispetto alla distilleria Bruichladdich.
Lochindaal produceva un whisky con le acque torbate dei Rhinns of Islay, principalmente quelle dei Loch Octomore e Loch Garoch. Quando Alfred Barnard visitò la distilleria nel 1885, nell’ambito del suo importante tour delle distillerie britanniche, Lochindaal aveva una capacità produttiva annuale di 127.068 galloni ed era dotata di tre alambicchi.
Lochindaal fu costruita nel 1829 da Colin Campbell, che la tenne per due anni. In seguito ebbe molti proprietari: McLennan & Grant dal 1831-2; George McLennan 1833-5; Walter Graham 1837; Henderson Lamont & Co fino al 1852; Rhinns Distillery Co 1852; William Guild & Co fino al 1855 prima di un periodo di stabilità sotto la proprietà di John B Sherrif fino al 1895 e poi J B Sherrif & Co Ltd fino al 1921. Fu infine rilevata da Benmore Distilleries Ltd nel 1921, prima dell’acquisizione da parte della DCL.
La distilleria chiuse i battenti nel 1929. Alcuni degli edifici sono stati utilizzati dalla Islay Creamery fino all’inizio degli anni Novanta. Uno dei magazzini sulla riva del Loch è oggi occupato dall’ostello della gioventù di Islay. Altri edifici sono stati utilizzati da un meccanico d’auto e dai pompieri. Il vecchio cottage della distilleria è stato ristrutturato ed è ora abitato. I magazzini sulla collina dietro il sito della distilleria sono stati continuamente utilizzati da altri distillatori e sono attualmente gestiti da Bruichladdich.
La Distilleria Lochindaal è una delle poche distillerie demolite ad avere una buona storia fotografica, che documenta chiaramente il sito della distilleria durante il suo secolo di attività. Di seguito una foto di inizio 1900, attualmente la parte produttiva in corrispondenza della pagoda e della ciminiera è completamente demolita: sono questi gli spazi in cui nel 2007 era stato annunciato da Bruichladdich il progetto di far partire la distilleria Port Charlotte, progetto che non ha mai preso forma.
Il whisky Lochindaal di Bruichladdich
Siamo abituati a classificare i whisky di Bruichladdich sulla base delle tre linee di single malt differentemente torbati, che oggi costituiscono il core range della distilleria:
- Bruichladdich, < 5 ppm
- Port Charlotte, 40 ppm (prodotto dal 2001)
- Octomore, 80-309 ppm (prodotto dal 2002)
In realtà ci sono due ospiti incomodi, il citato Lochindall e il Rhinns, che si distinguono per il differente livello di torba:
- Rhinns, 30 ppm
- Lochindall, 50 ppm
È risaputo che dal 2002 Bruichladdich collabora strettamente con la Bairds Maltings, storica malteria sulla terraferma (Inverness) nata nel 1823 all’interno del birrificio The Great Canal e completamente focalizzata sul maltaggio dal 1832, cioè da cinquant’anni prima della nascita di Bruichladdich (1881). Tutte e cinque le espressioni di Bruichladdich sono prodotte con malto proveniente da Bairds, e la torba – dove usata – è sempre delle Highlands. Questa informazioni mi è stata confermata dal distillery manager Adam, e mette la parola fine a dichiarazioni comparse in vari blog che attribuivano a Lochindall l’uso di malto proveniente dal Port Ellen Maltings, o prodotto da Bairds ma con torba di Islay.
Lochindaal è stato creato nel 2007 da Jim McEwan, nel tentativo di replicare il profilo aromatico della storica distilleria Lochindaal di Islay, come abbiamo detto chiusa nel 1929. Alla fine Bruichladdich decise di non programmare una produzione permanente di Lochindaal, temendo che un quarto marchio di single malt potesse creare confusione nei consumatori.
Il single malt Lochindaal è stato conseguentemente distillato in pochi batch tra il 2007 e il 2010, come confermato dalle schede di WhiskyBase. La foto riportata qui di seguito di due imbottigliamenti Valinch di Bruichladdich conferma i ppm e l’anno di distillazione (entrambi del 2007) di due rari rilasci ufficiali di Rhinns e Lochindaal. La sospensione della vendita delle botti di Port Charlotte ha portato, infatti, la distilleria Bruichladdich a dirottare la gran parte delle botti di Lochindaal vero i privati. Tra queste botti troviamo anche quella acquistata nel 2009 da Tomislav & C.
La selezione del Whisky Club Croatia
Lochindaal 13 anni, 2009-2023, 62.3%
First Fill Bourbon Barrel, cask #99
Il caso ha voluto che l’incontro di sabato sia corrisposto con l’uscita su WhiskyFun.com della recensione dell’imbottigliamento degli amici croati. Totale uniformità dei nostri giudizi, anche per la valutazione di 90 punti. Lasciamo la parola ad Angus, non prima di avere fatto i complimenti a Tomislav per l’eccellente selezione.
Fonte WhiskyFun.com
Imbottigliamento speciale realizzato da un gruppo di pazzi amici croati del whisky.
Colore: oro pallido.
Naso: una combinazione molto pura di acqua di mare e fumo di torba diretto e croccante. Grandi impronta di benzina, salamoia, oliva verde e mercurocromo. Potente ed estremamente puro e costiero. Ricorda alcune annate precedenti di Port Charlotte, con questa grassezza di profilo.
Con l’acqua: bastoncini di granchio, comparsa di un po’ di fuliggine e di alcune caratteristiche dell’aia di fattoria che emergono, le somiglianze con i precedenti Port Charlotte si rafforzano.
Palato: davvero eccellente! Cetriolini, acqua di mare, salamoia, pasta d’acciughe e molte bende e tinture medicinali. Ancora una volta, estrema potenza petrolchimica e iperpurezza.
Con l’acqua: limoni grigliato, distillato di anice, olio di lana di pecora e varie note di catrame, aspirina schiacciata, ancora acqua di mare e tapenade di olive. Per certi versi ha qualcosa che richiama i rum Caroni, con queste combinazioni di catrame / oliva / acqua di mare / medicina.
Finale: lungo con un’affumicatura più profonda – kippers (aringhe affumicate) – più torba grassa da cortile e olio d’oliva affumicato.
Commenti: si evolve in modo eccellente con l’acqua e diventa davvero “Port Charlotte dei primi anni 2000” se gli si concede abbastanza tempo.
SGP: 368 – 90 punti
13th OWF 2024 (Ospitaletto Whisky Festival)
CLOSED-DEMOLISHED-REOPENED
Sabato 6 aprile 2024
Tanti complimenti a GPP e Dameris per la splendida ospitalità, bravi Davide, GPP, Tomislav per la relazione, i ringraziamenti vanno alla gioia dei tanti presenti, e tutto lo staff per l’abbuffata al BBQ. Impossibile godere nel 2024 bevendo whisky? Parliamone.
- Imperial 16 anni, 1995-2011, 46%
Distilleria demolita e rimpiazzata da Dalmunach
Speyside Single Malt Scotch Whisky
The Ultimate
Hogshead, cask #50340
Distilled 09/10/1995, Bottled 28/10/2011
Bottiglia 141 di 324
. - Littlemill 15 anni, 1991-2006, 46%
Distilleria demolita e convertita in residenziale
Lowland Single Malt Scotch Whisky
Murray McDavid
Bourbon barrels, bottled at Bruichladdich distillery
3.500 bottiglie
. - Caperdonich 20 anni, 1992-2013, 53.4%
Distilleria demolita per lasciare spazio alla espansione del produttore di alambicchi Forsyths
Speyside Single Malt Scotch Whisky
Jack Wiebers
Bourbon, cask strength
315 bottiglie
Profilo leggero, con un palato più secco rispetto agli standard della distilleria Glen Grant, che Caperdonich (la Glen Grant 2) ha tentato di replicare.
. - Dumbarton (Inverleven stills) 27 anni, 1987-2015, 53.9%
Distilleria demolita e convertita in centro blending di Ballantines
Lowland Single Malt Scotch Whisky
Cadenhead’s
Bourbon Hogshead, cask strength
240 bottiglie
. - Port Ellen 24 anni, 1983-2008, 46%
Distilleria ricostruita negli scorsi anni, ha ripreso a distillare a metà marzo 2024
Islay Single Malt Scotch Whisky
McGibbon’s Provenance
Refill Butss DMG #4107
Imbottigliata per Sarzi Amade Nicola & Co.
Leggi Port Ellen indipendente, gradazione alcolica ridotta al 46%, e pensi subito “Sarà una schifezza”. Un malto pazzesco, ricco, pieno, con tutti gli attributi dei migliori Port Ellen.
. - Lochindaal 13 anni, 2009-2023, 62.3%
Distilleria demolita, questo whisky è in realtà prodotto da Bruichladdich
Islay Single Malt Scotch Whisky
Bruichladdich per Whisky Club Croatia
Fresh Bourbon barrel #99, cask strength
229 bottiglie
Ne abbiamo parlato sopra.
. - Ardbeg (non dichiarato in etichetta) 10 anni, 1988-1999, 56.7%
Distilleria riaperta nel 1997, nel 1988 era virtualmente chiusa ma lavorava in modo discontinuo gestita dagli operatori di Laphroaig
Islay Single Malt Scotch Whisky
Gordon & MacPhail per Giorgio D’Ambrosio
Un Ardbeg decisamente atipico, con una nota floreale intensa e una torba decisamente domata.







