Weekly Dram 24.17
Quando si pensa ai single grain, il pensiero va a tutta quella serie di cereali che chi beve single malt tende a snobbare, ritenendoli un po’ i fratelli minori dell’orzo: mais, segale, frumento, avena… se negli Stati Uniti sono materie prime che vengano esaltate nelle varie declinazioni del whiskey americano, i fan sfegatati del malto scozzese non le prendono proprio in considerazione!
D’altronde, la distillazione in pot still (doppia o tripla che sia) è sicuramente vista come ben più nobilitante e raffinata rispetto a quella in colonna, che con il suo inesorabile meccanismo ingegneristico toglie ogni poesia al distillato.
Ciononostante, sono tanti e diversi gli imbottigliamenti di single grain che si trovano in commercio, anche di origine scozzese, che dimostrano come anche questo stile sia dotato di dignità e qualità di tutto rispetto, magari espresse in invecchiamenti molto lunghi.
Ma cosa succede quando si unisce il nobilissimo orzo maltato alla distillazione a colonna? Un sacrilegio? Un vilipendio al Sacro Scotch Whisky? Un abominio?
L’eclettica Loch Lomond, distilleria incastonata in un magnifico angolo delle Highlands, ha provato a scoprirlo con un imbottigliamento quantomeno bizzarro, che chi ha seguito i master del Whisky Club Italia conosce molto bene.
Fermentato di orzo maltato distillato in alambicco a colonna di tipo Coffey (che per questo non può chiamarsi Single Malt), di cui esiste anche una versione torbata, con un rapporto qualità/prezzo davvero invidiabile.
LOCH LOMOND SINGLE GRAIN
Single Grain Scotch Whisky
46%abv, botti ex bourbon
Prezzo attorno ai 30 euro
Al naso la prima impressione è proprio quella di un single grain, con la sua carica di acetone e cereali, ma presto si insinuano evocazioni di vaniglia, marzapane, frutta (ananas, mango, pera, limone), noce moscata, pasta di zucchero e crosta di pane. Nel tempo esprime un lato pasticcero, con note di lemon tart, mostrando decisamente più sostanza anche se la profondità resta minima.
In bocca esordisce con le spezie (zenzero, noce moscata, un tocco di anice) che segnano una bevuta abbastanza pastosa, in cui è la frutta a guidare i sapori, tropicale dalle sfumature agrumate e con una buona dose di pera, accompagnata da note di crema pasticcera, marzapane, venature vegetali e un leggero soffio di legna bruciata.
Finale abbastanza lungo dove si accentuano le note agrumate e vegetali con accenni speziati, malto, crosta di pane e una lieve tostatura.
La bevuta non ha deluso le attese, un single grain con maggiore struttura e corpo rispetto ad altre composizioni di cereali, pur nella sua semplicità riesce a esprimere una buona personalità e a dare una bevuta diversa ma comunque valida rispetto ai single malt.
Link a tutti gli assaggi di Loch Lomond: https://whiskyart.blog/it/category/scozia/highlands-2/loch-lomond-highlands-scozia-2/
Profilo della distilleria Loch Lomond: https://whiskyclub.it/distilleria/loch-lomond/




