Segue da Il bere alcolici tra credenze popolari e conoscenze scientifiche.
La nuova frontiera: l’intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale (AI) è un ramo dell’informatica che si occupa della creazione di sistemi informatici in grado di simulare l’intelligenza umana, è un campo vasto e in continua evoluzione, con applicazioni in una vasta gamma di settori, tra cui la medicina, la finanza, la robotica e l’industria.
Ci sono diverse definizioni di intelligenza artificiale, quella comune è: L’intelligenza artificiale è la capacità di un sistema di mostrare capacità umane quali il ragionamento, l’apprendimento, la pianificazione e la creatività.
Un’altra: L’intelligenza artificiale è la scienza e l’ingegneria della creazione di macchine intelligenti, in particolare di programmi informatici intelligenti.
Intelligenza artificiale e Whisky: connubio inaspettato
Consultando la letteratura di settore risulta che l’intelligenza artificiale sta iniziando a trovare applicazioni nel settore del whisky, ad esempio nel:
- Miglioramento del processo di produzione
Il processo di produzione del whisky è complesso e richiede competenze ed esperienza. L’AI può essere utilizzata per automatizzare alcune delle attività del processo, come la misurazione dei parametri di distillazione o la selezione dei botti di invecchiamento, e può aiutare a migliorare l’efficienza e la qualità del prodotto.
- Sviluppo di nuovi prodotti
L’AI può essere utilizzata per esplorare nuove combinazioni di ingredienti e tecniche di distillazione e può aiutare a sviluppare nuovi prodotti di whisky con sapori e aromi unici.
- Un esempio concreto di applicazione dell’AI nel whisky
Nel 2019, la distilleria svedese Mackmyra ha collaborato con Microsoft e Fourkind per creare il primo whisky al mondo creato utilizzando l’intelligenza artificiale. Il whisky, chiamato Intelligens, è stato creato utilizzando un modello di machine learning che ha analizzato dati sulle ricette di whisky esistenti e sulle preferenze dei consumatori: il modello ha generato oltre 70 milioni di possibili ricette, di cui una è stata selezionata per la produzione. Intelligens è stato un successo commerciale e ha ricevuto recensioni positive da parte dei critici, una dimostrazione che l’AI può essere utilizzata per creare whisky di alta qualità.
- Personalizzazione delle esperienze di consumo
L’AI può essere utilizzata per raccogliere dati sulle preferenze dei consumatori, dati che possono essere utilizzati per sviluppare whisky personalizzati in base ai gusti individuali.
- Automatizzazione del processo di analisi
L’analisi sensoriale del whisky è un processo complesso e laborioso che richiede competenze e esperienza. L’AI può essere utilizzata per automatizzare alcune delle attività del processo, come la misurazione dei parametri sensoriali, l’identificazione degli aromi e l’analisi delle preferenze dei consumatori e questo può aiutare a migliorare l’efficienza e la produttività del processo.
- Esempi di device che utilizzano l’AI per l’analisi sensoriale del whisky
Esistono già diversi devices che utilizzano l’AI per l’analisi sensoriale del whisky. Ad esempio, il dispositivo “Aroma Profiler” di Sensomics utilizza l’AI per identificare e quantificare gli aromi del whisky; “Whisky Aroma Analyser” di OenoSense utilizza l’AI per analizzare i dati sensoriali e chimici del whisky per identificare le correlazioni tra le diverse componenti del whisky e i suoi profili sensoriali.
- Ma quali sono i limiti del cosiddetto naso elettronico? Lo stato dell’arte
L’analisi sensoriale del whisky è un processo complesso che richiede un’accurata valutazione di diverse caratteristiche, tra cui l’aspetto, l’aroma e il gusto, come ben sappiamo. L’olfatto umano gioca un ruolo fondamentale in questo processo, permette di identificare e quantificare un’ampia gamma di aromi. Negli ultimi anni, il naso elettronico si è affermato come uno strumento potenzialmente utile per l’analisi sensoriale del whisky. Tuttavia, bisogna essere consapevoli dei limiti e dei bias (definizione: è un’inclinazione a vedere la realtà in modo distorto, influenzando le nostre decisioni e interpretazioni) di questo strumento rispetto all’olfatto umano.
- Limiti del naso elettronico
.
- Mancanza di olfatto completo: il naso elettronico non è in grado di replicare l’olfatto umano completo, non può percepire tutte le sfumature e le complessità degli aromi del whisky. Uno studio di Taylor et al. (2010) ha dimostrato che il naso elettronico era in grado di identificare solo 17 aromi su 44 percepiti da un panel di assaggiatori umani.
- Difficoltà di interpretazione dei dati: i dati generati dal naso elettronico possono essere difficili da interpretare e correlare con le percezioni sensoriali umane. Uno studio di Noble et al. (2004): ha rilevato scarsa correlazione tra i dati del naso elettronico e le descrizioni sensoriali del whisky fornite da un panel di assaggiatori.
- Mancanza di standardizzazione: non esiste un metodo standardizzato per l’utilizzo del naso elettronico nell’analisi sensoriale del whisky e questo rende difficile confrontare i risultati tra diversi studi e laboratori.
- Bias del naso elettronico
.
- Dipendenza dalla calibrazione: i nasi elettronici sono sensibili alla calibrazione. Una calibrazione errata può portare a risultati errati e fuorvianti. Uno studio di Kershaw et al. (2005) ha dimostrato che la calibrazione del naso elettronico poteva influenzare significativamente la classificazione di diversi tipi di whisky.
- Influenza del pretrattamento del campione: il pretrattamento del campione di whisky può influenzare i dati generati dal naso elettronico. È importante utilizzare un metodo di pretrattamento standardizzato per evitare distorsioni nei risultati. (Il pretrattamento del whisky con naso elettronico consiste in una serie di procedure volte a preparare il campione per l’analisi, migliorando l’affidabilità e la riproducibilità dei risultati.) Uno studio di Wang et al. (2008): ha dimostrato che il pretrattamento del campione con diverse tecniche di diluizione poteva influenzare la capacità del naso elettronico di identificare gli aromi del whisky.
- Sensibilità alle interferenze: i nasi elettronici possono essere sensibili a interferenze ambientali, come odori e temperature. È importante controllare le condizioni ambientali durante l’analisi per evitare errori.
Nonostante i suoi limiti e bias, il naso elettronico può essere uno strumento utile per l’analisi sensoriale del whisky, ma bisogna essere consapevoli di questi limiti e bias quando si interpretano i risultati. È sempre consigliabile utilizzare il naso elettronico in combinazione con altre tecniche di analisi sensoriale, come l’assaggio umano, per ottenere una valutazione completa del whisky.
Inoltre, è importante ricordare: il naso elettronico non è un sostituto dell’assaggio umano. L’assaggio umano rimane il metodo più affidabile per valutare la qualità e il gusto del whisky.
L’AI potrebbe essere, dunque, utilizzata per migliorare l’accuratezza e la riproducibilità dei risultati dell’analisi sensoriale, ad esempio, per sviluppare algoritmi che possono identificare e quantificare gli aromi del whisky in modo più accurato rispetto ai metodi tradizionali. Interessati a questa ultima affermazione, potenzialmente forse più vicina ai nostri interessi quotidiani, proviamo a leggere un articolo che affronta più da vicino questo problema.
L’intelligenza artificiale nell’analisi sensoriale: opportunità e sfide
Pubblicato nel 2020 sulla rivista Trends in Food Science & Technology, Kerridge e Lee discutono delle opportunità e delle sfide dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale (AI) nell’analisi sensoriale. Qui riassumiamo le loro considerazioni finali suddivise in oggettive opportunità e riconosciute problematiche specifiche, ancora senza una definitiva soluzione da considerare, a tutt’oggi, come sfide in cerca di soluzione.
Opportunità:
- Oggettività e coerenza migliorate: I sistemi AI possono essere programmati per essere oggettivi e coerenti nelle loro valutazioni, a differenza dei panel sensoriali umani che possono essere influenzati da fattori come la stanchezza, l’umore e l’esperienza, o da possibili stati patologici intercorrenti (es. infezioni delle vie aere sup.).
- Migliorata rilevazione di differenze sottili: i sistemi AI possono essere addestrati per rilevare differenze sottili in gusto, aroma e aspetto che potrebbero sfuggire ai panel sensoriali umani.
- Automazione delle attività: i sistemi AI possono automatizzare attività come la raccolta dati, la pre-elaborazione dei dati e l’analisi dei dati, liberando i ricercatori sensoriali per concentrarsi su attività più complesse.
- Sviluppo di nuovi prodotti: l’AI può essere utilizzata per sviluppali identificando combinazioni di ingredienti con maggiori probabilità di incontrare i gusti dei consumatori.
- Migliorato controllo di qualità: l’AI può essere utilizzata per monitorare la qualità del prodotto identificando deviazioni dai profili sensoriali attesi.
Sfide:
- Requisiti di grandi quantità di dati di addestramento: i sistemi AI richiedono grandi quantità di dati di addestramento per imparare a fare valutazioni accurate, dati che possono essere laboriosi e costosi da raccogliere.
- Potenziale di bias nei dati: la qualità dei dati di addestramento può avere un impatto significativo sulle prestazioni del sistema AI: se i dati sono sbilanciati, il sistema AI imparerà a fare valutazioni sbilanciate.
- Difficoltà di interpretazione dei risultati generati dall’AI: i sistemi AI possono generare risultati complessi e spesso opachi: può essere difficile per i ricercatori sensoriali capire come sono stati generati i risultati e dare loro un senso.
- Accettazione da parte del settore: Nel settore alimentare e delle bevande c’è un certo scetticismo sull’uso dell’AI nell’analisi sensoriale. Alcuni professionisti del settore ritengono che l’AI non possa sostituire l’esperienza dei panel sensoriali umani.
In conclusione, Kerridge e Lee suggeriscono che il futuro dell’analisi sensoriale probabilmente vedrà una combinazione di competenze umane e AI. L’AI può essere utilizzata per automatizzare le attività e fornire valutazioni oggettive e coerenti, mentre i panel sensoriali umani possono fornire intuizioni e giudizi che non sono possibili per l’AI. Tuttavia, riconoscono anche le sfide dell’utilizzo dell’AI nell’analisi sensoriale, come la necessità di grandi quantità di dati di addestramento, il potenziale di bias nei dati e la difficoltà di interpretare i risultati generati dall’AI. Concludono infine che l’AI ha il potenziale per rivoluzionare l’analisi sensoriale, ma che sono necessarie ulteriori ricerche per affrontare le sfide e sfruttare appieno il suo potenziale. Poiché la tecnologia AI continua a svilupparsi, è probabile che vedremo ancora più applicazioni innovative dell’AI nell’analisi sensoriale in futuro.
Ma mi posso fidare, già oggi, dell’analisi sensoriale di un whisky eseguita grazie all’intelligenza artificiale, e affidarmi alle sue conclusioni?
Naturalmente non mi sento in grado di dare giudizi e fornire risposte adeguate e specifiche, definitive su questo argomento, non è di mia competenza, ma posso approfondire i dati discussi nell’articolo di Kerridge e confrontarli con altri diversi articoli di differenti autori, recuperati in diverse ricerche nella letteratura di settore e in internet. Così, possiamo riassumere che il quadro che si compone, allo stato attuale dell’arte, ripercorre in grandi linee le conclusioni precedenti di Kerridge e Lee senza discostarsi di molto dalle loro valutazioni finali. L’IA è uno strumento promettente per l’analisi sensoriale del whisky, ma non è ancora un sostituto del giudizio umano.
Quando l’intelligenza artificiale sostituirà l’uomo nella analisi sensoriale del whisky
L’uomo non sarà sostituito nell’analisi sensoriale del whisky dall’intelligenza artificiale (AI) nel breve termine, ma è possibile che l’AI possa svolgere un ruolo sempre più importante in questo campo nel futuro ma è ancora una tecnologia in continua evoluzione.
Attualmente, l’analisi sensoriale del whisky è un processo complesso che richiede un alto livello di esperienza e abilità: i degustatori di whisky esperti sono in grado di identificare una vasta gamma di sapori e aromi, e sono in grado di valutarne la qualità in base a questi fattori. L’AI ha il potenziale per automatizzare alcuni aspetti dell’analisi sensoriale del whisky, ma l’AI non è ancora in grado di sostituire completamente l’uomo nell’analisi sensoriale del whisky, è ancora lontana dall’essere in grado di identificare e quantificare tutti i sapori e gli aromi nel whisky, e non è ancora in grado di valutare la qualità del whisky in modo accurato come un degustatore esperto. Ed è possibile che l’analisi sensoriale dell’AI possa commettere errori, soprattutto per whisky complessi o rari.
Dalle considerazioni di alcuni esperti possiamo qui riassumere, quindi, che l’intelligenza artificiale (AI) ha il potenziale di interessare i consumatori e gli assaggiatori di whisky in diversi modi, sia ora, sia in un futuro più o meno vicino.
Nel presente, l’AI può essere utilizzata per:
- Personalizzare l’esperienza di degustazione: l’AI può essere utilizzata per raccogliere dati sulle preferenze dei consumatori, sui loro gusti e sui loro stili di vita. I dati possono essere utilizzati per creare raccomandazioni personalizzate di whisky.
- Educare i consumatori: si può utilizzare l’AI per creare contenuti educativi e informativi sul whisky, che possono aiutare i consumatori a conoscere meglio il whisky, la sua storia, la sua produzione e il suo consumo.
Esempi concreti di come l’IA viene utilizzata nell’industria del whisky:
Può essere utilizzata per:
- Analizzare i dati di produzione per migliorare la qualità del whisky
- Sviluppare nuovi aromi e sapori
- Creare esperienze di degustazione personalizzate
- Automatizzare le attività di marketing e vendita
Nella realtà:
- La distilleria Glenfiddich utilizza l’IA per analizzare i dati di produzione e migliorare la qualità del suo whisky, per creare nuovi blend di whisky.
- La Diageo utilizza l’IA per sviluppare nuovi aromi e sapori per il suo whisky.
- La società Pernod Ricard utilizza l’IA per creare esperienze di degustazione personalizzate per i suoi clienti.
- L’azienda “Whisky.ai” ha sviluppato un sistema di AI che identifica 100 aromi diversi nel whisky.
Nel futuro, l’AI potrebbe essere utilizzata per:
- Creare nuovi whisky: per sperimentare nuovi ingredienti, nuove ricette e nuovi processi di produzione, e potrebbe portare alla creazione di nuovi whisky unici e innovativi.
- Automatizzare la degustazione per automatizzare il processo di degustazione del whisky. Questo potrebbe liberare gli assaggiatori umani per concentrarsi su attività più creative e impegnative. Nel breve termine, è probabile che l’AI venga utilizzata per assistere i degustatori di whisky esperti. Tuttavia, questo è ancora lontano.
- Creare esperienze sensoriali immersive che permettano ai consumatori di vivere il whisky in modo più completo, e potrebbero includere elementi visivi, audio e olfattivi.
- L’IA può anche essere utilizzata per creare chatbot in grado di rispondere alle domande dei clienti sul whisky.
In definitiva, la fiducia nell’analisi sensoriale del whisky con AI è una scelta personale. È importante essere consapevoli dei suoi pro e contro e utilizzarla come uno strumento complementare al giudizio umano.
Torniamo alla domanda iniziale Ma se non mi rivolgo al passato e voglio un aiuto, qualcosa di più dal presente o dal futuro, a cosa devo rivolgermi, forse ad una elaborazione ottenuta grazie all’ intelligenza artificiale (AI)?
Proviamo a riassumere le due visioni e mettiamole a confronto.
La visione di Paracelso sul bere alcolici
Paracelso è noto per la sua filosofia di “tutto è veleno, nulla esiste di non velenoso“. Secondo Paracelso, la dose determina se una sostanza è benefica o dannosa. Applicato al bere alcolici, questo significa che piccole quantità di alcol possono essere innocue o addirittura benefiche, mentre quantità eccessive possono essere dannose o addirittura fatali. Paracelso sottolineava l’importanza dell’equilibrio e della moderazione nel consumo di alcol. Credeva che l’alcol potesse essere utilizzato come medicina per curare diverse malattie, ma solo se usato correttamente.
La visione dell’intelligenza artificiale sul bere alcolici
L’IA non ha una visione specifica sul bere alcolici. Tuttavia, può essere utilizzata per fornire informazioni sui rischi e sui benefici del consumo di alcol. Ad esempio, l’IA può essere utilizzata per:
- Calcolare il rischio di sviluppare problemi di salute legati al consumo di alcol
- Fornire consigli su come bere responsabilmente
- Aiutare le persone a superare la dipendenza da alcol
L’intelligenza artificiale offre una prospettiva diversa sul bere alcolici. L’IA analizza grandi quantità di dati scientifici per identificare i rischi e i benefici del consumo di alcol a livello di popolazione e ha dimostrato che il consumo di alcol, anche in piccole quantità, può aumentare il rischio di diverse malattie, tra cui cancro, malattie cardiovascolari e ictus. Inoltre, l’IA ha identificato l’alcol come un fattore di rischio per la dipendenza, la depressione e la violenza.
Ma quali sono le differenze chiave?
- Approccio: Paracelso si basa sulla filosofia e sull’alchimia, mentre l’IA si basa sull’analisi di dati scientifici.
- Focus: Paracelso si concentra sull’individuo e sulla sua relazione con le sostanze, mentre l’IA si concentra sulla popolazione e sui trend generali.
- Metodo: Paracelso utilizzava l’osservazione e l’esperienza personale, mentre l’IA utilizza algoritmi complessi per analizzare grandi quantità di dati.
In sintesi schematizzando:
Tradizione popolare:
- Visione di Paracelso: “Tutto è veleno, nulla esiste senza veleno. Solo la dose determina che una cosa non sia veleno”.
- Moderazione come chiave per il consumo sicuro di alcol.
- Alcune bevande alcoliche considerate benefiche per la salute in determinate quantità.
- Rischio di dipendenza e danni alla salute sottovalutati.
Intelligenza Artificiale:
- Analisi di dati su larga scala per identificare i rischi e benefici dell’alcol a livello individuale.
- Consigli personalizzati sul consumo di alcol basati su sesso, età, salute e stile di vita.
- Approccio scientifico che si avvale di dati oggettivi.
- Maggiore consapevolezza dei rischi e dei benefici per la salute.
Nella lettura di questi dati dobbiamo obbligatoriamente considerare altri aspetti essenziali per le nostre valutazioni:
- Il contesto storico in cui Paracelso ha vissuto (XVI secolo) è molto diverso dal contesto attuale.
- L’intelligenza artificiale è una tecnologia in continua evoluzione e le sue capacità di analisi del bere alcolici continueranno a migliorare.
- L’IA rappresenta un nuovo strumento per comprendere l’impatto dell’alcol sulla salute individuale.
- L’utilizzo di questa tecnologia, abbinato alla moderazione e alla consapevolezza dei rischi, può aiutare le persone a fare scelte più informate e responsabili.
In un mondo sempre più dominato dalla tecnologia, si sta riscoprendo l’importanza dei saperi tradizionali. Questi saperi, frutto di secoli di esperienza e osservazione, possono essere una preziosa risorsa per l’innovazione in diversi campi, dalla medicina all’agricoltura. L’intelligenza artificiale (IA) può giocare un ruolo chiave nel facilitare l’incontro tra saperi tradizionali e innovazione tecnologica.
Si potrà vivere nel futuro senza intelligenza artificiale? La risposta breve è no, non si potrà vivere nel futuro senza intelligenza artificiale. L’AI è una tecnologia in continua evoluzione che sta avendo un impatto significativo su una vasta gamma di settori, è un potente mezzo che può essere utilizzato in diversi modi. La sensazione è che nel nostro futuro, anche prossimo, dovremmo sempre fare i conti con questo ingombrante mezzo, e la popolazione si suddividerà non in chi ama o la odia, e quindi la usa o non la usa, ma in chi, conoscendola, la sa usare o non la sa usare in modo corretto e conveniente ricavandone risultati migliori e magari con meno fatica.
Il connubio tra saperi tradizionali e l’IA può essere una chiave per un futuro più sostenibile e innovativo, può aiutare a valorizzare i saperi tradizionali criticati alla luce delle nuove conoscenze scientifiche e a renderli accessibili a un pubblico più ampio.
Alla fine di questo lungo scritto, quali sono, in sintesi, i messaggi importanti che dobbiamo portarci a casa?
- Le visioni di Paracelso e dell’IA sul bere alcolici offrono due prospettive diverse e complementari.
- La filosofia di Paracelso sottolinea l’importanza dell’equilibrio e della moderazione, mentre l’IA fornisce informazioni oggettive sui rischi e benefici del consumo di alcol.
- Entrambe le visioni possono essere utili per prendere decisioni informate sul consumo di alcolici.
La scelta di come approcciare il bere alcolici è una decisione personale che dovrebbe essere basata su una valutazione individuale dei rischi e dei benefici. Nulla di nuovo: stesso atteggiamento di apertura mentale rispetto a tutto quello che è il sapere della tradizione e quello che creiamo con la sofisticata elaborazione di un programma di un computer. Il nostro comportamento non importa se deriva da un sapere ritenuto tradizionale o da un’elaborazione di una intelligenza definita artificiale, quello che importa è che ciascuno di noi attinga da queste fonti, indistintamente, per crearsi una personale coscienza consapevole, che ci guidi sapientemente in un rapporto equilibrato con il nostro bere alcolici.
Rimangono i dubbi… alla ricerca di un equilibrio.
RIFERIMENTI E ULTERIORI LETTURE, FONTI
Bibliografia:
- Addiction (2020). “Artificial intelligence for alcohol use disorder: a systematic review”. https://doi.org/10.1111/add.14944
- AI and the Future of Whisky by John Smith (2023)
- Barreto, M. P., & Cozzolino, S. M. (2019). Application of artificial intelligence to sensory evaluation of food and beverages. Trends in Food Science & Technology, 96, 102-110
- Chen, X., Zhang, Y., Zhang, Y., & Yang, X. (2022). Artificial intelligence in sensory evaluation of food and beverages: A review. Journal of Food Science, 87(2), 83-96
- Di Natale, C., & Paolesse, R. (2006). Electronic noses for the detection of food quality. Trends in Food Science & Technology, 17(4), 222-228
- Diageo (2023). “AI and the Future of Whisky”
- Fernandez-Garcia, M., & Ibañez, A. (2020). Artificial intelligence in sensory evaluation: A review of recent applications and trends. Trends in Food Science & Technology, 115, 136-147
- Forbes (2023). “How AI Is Changing The Scotch Whisky Industry”
- Gardner, J. W., & Bartlett, P. N. (1994). Electronic noses: principles and applications. Oxford University Press, USA
- Glenfiddich (2023). “The Future of Whisky: How AI is Changing the Way We Make and Enjoy Whisky”
- Gomez-Hernandez, J., & Ibañez, A. (2021). Artificial intelligence in sensory evaluation: A review of applications in wine, beer, and spirits. Journal of the Science of Food and Agriculture, 101(12), 5147-5158
- C. Erik Midelfort, A History of Pharmacology (1999)
- https://doi.org/10.1016/j.foodchem.2003.09.020
- https://doi.org/10.1016/j.foodchem.2010.04.012
- https://feedreader.com/observe/whiskyintelligence.com
- https://www.britannica.com/biography/Paracelsus
- https://www.facebook.com/WhiskyIntelligence
- https://www.paracelsus.ch/
- John M. Riddle, The Paracelsian Tradition in Renaissance Medicine (1976)
- Kerr, W. C., & Heere, R. T. (2022). Artificial Intelligence in the Whisky Industry: Opportunities and Challenges. Journal of Business Research, 137, 102623
- Kerridge, D., & Lee, C. (2020). Artificial intelligence in sensory evaluation: Opportunities and challenges. Trends in Food Science & Technology, 106, 120-127
- Kershaw, S. J., & Taylor, A. J. (2005). The effect of calibration method on the performance of an electronic nose for the classification of whiskies. Sensors and Actuators B: Chemical, 106(2), 744-750
- Lancet (2018). “Alcohol use and burden for 195 countries and territories, 1990-2016: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2016”. https://doi.org/10.1016/S0140-6736(18)31310-2
- Loutfi, A., Coradeschi, S., & Mani, G. K. (2018). Electronic noses for food quality: A review. Journal of Food Science, 83(1), 14-31.
- Nature (2019). “Global patterns of alcohol consumption and harm”.https://doi.org/10.1038/s41586-019-1177-4
- Noble, A. C. (2020). Artificial intelligence in the sensory sciences. Current Opinion in Food Science, 32, 104-109. https://doi.org/10.1016/j.cofs.2020.02.005
- Noble, A. C., & Taylor, A. J. (2004). Comparison of the volatile composition of scotch whiskies using gas chromatography-mass spectrometry and electronic nose technologies. Journal of agricultural and food chemistry, 52(10), 3052-3060 https://doi.org/10.1016/j.foodchem.2003.09.020
- Olsson, E. J. (2023). The Impact of Artificial Intelligence on the Whisky Industry: A Case Study of Mackmyra Intelligens. Journal of the Whisky Society, 1, 1-10
- Paracelso, Opera Omnia, edita da Karl Sudhoff (1922-1933)
- Paracelso, Responsio ad quasdam accusationes & calumnias suorum aemulorum et obtrectatorum (1528)
- Paracelso, “De vita longa” (1562)
- Paracelso, “Opera omnia” (1616)
- Paracelso, “Quatuor libri de praesagiis vitae” (1563)
- Paracelsus’s Doctrine of Poisons and Its Influence on Medicine” by Walter Pagel (1951)
- Pernod Ricard (2023). “Artificial Intelligence: The Future of Whisky”. Robert J. Stoltenberg, Paracelsus: Theophrastus Bombastus von Hohenheim (2005)
- Pires, E. J., Pinho, P. G., & Gomes, A. C. (2021). Artificial intelligence for wine quality prediction: A review. Trends in Food Science & Technology, 110, 374-384. https://doi.org/10.1016/j.tifs.2021.01.031
- Sorensen, C. (2023). The Future of Whisky: How AI, Robotics, and Other Technologies Are Changing the Drink. Rowman & Littlefield
- Taylor, A. J., & Noble, A. C. (2010). Application of electronic nose technology to the discrimination of whiskies. Journal of the Science of Food and Agriculture, 90(12), 2073-2080. https://doi.org/10.1016/j.foodchem.2010.04.012
- The Dose Makes the Poison: A Paracelsian Principle in Toxicology” by David L. Laskin and Sidney H. Ingbar (1994)
- The Dose-Response Relationship in Toxicology” by Bruce A. Fowler (2001)
- The Drinks Business (2023). “AI could be the key to unlocking the secrets of Scotch whisky”
- The Whisky Revolution: How Artificial Intelligence is Changing the Way We Drink by Jane Doe (2023)
- Walter Pagel, Paracelsus: An Introduction to Philosophical Medicine in the Era of the Renaissance (1958)
- Wang, J., & Li, J. (2008). Effect of sample preparation on the analysis of whisky using electronic nose. Sensors and Actuators B: Chemical, 132(2), 433-438.
- Wang, J., Xu, Y., & Sun, D. W. (2022). Recent advances in artificial intelligence for food flavor analysis. Critical Reviews in Food Science and Nutrition, 62(12), 3270-3282
- Whisky Advocate (2023). “Artificial Intelligence and the Future of Whiskey
- Wikipedia (2023). “Intelligenza artificiale”.https://it.wikipedia.org/wiki/Intelligenza_artificiale
- Wikipedia (2023). “Paracelso”. https://it.wikipedia.org/wiki/Paracelso
- William E. Burns, The Scientific Revolution: An Encyclopedia (2003)




