Lindores distillery

Lindores distillery

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Lo troviamo riportato in tutti i testi che parlano di Scotch Whisky. La prima testimonianza scritta risale al 1494 quando il Re Giacomo IV di Scozia commissionò al frate John Cor, un monaco dell’Abbazia di Lindores, di produrre Aqua Vitae da 8 “bolls” di malto (500 kg, sufficienti per produrre circa 400 bottiglie di acquavite, come veniva chiamato allora il whisky).

Oggi dell’Abbazia di Lindores restano solo poche rovine, lo Scotch Whisky attraversa il periodo di massimo fulgore, e sul sito è stata inaugurata pochissimi mesi fa la Lindores Abbey Distillery. Ancor prima di entrare nell’accogliente visitor centre, l’impressione che si ha è quella di trovarsi di fronte ad un lavoro maestoso (un investimento da 10 milioni di sterline!). Con radici così calate nella storia dello scotch c’era poco margine per la fantasia? Sembrano pensarla diversamente…

Un wash e due luminosi spirit stills, un malto delle lowlands ma leggermente torbato, uno dei magazzini verrà riscaldato per accelerare la maturazione, il tentativo di un laboratorio universitario di replicare un ceppo indigeno di lievito del XV secolo, il rilascio – da subito – non di un gin ma di una Aqua Vitae che si pensa possa replicare lo stile tonificante dell’antico “liquore” prodotto dai monaci che veniva infuso con piante e erbe. Ricetta rigorosamente segreta, ovviamente.

Il risultato è una visita sbalorditiva, spesso stucchevole per i continui riferimenti storici in un ambiente nato chiaramente per fare business. Una visita che indubbiamente lascia un segno indelebile nelle menti e nei cuori. Basterà attendere qualche anno per coglierne la vera sostanza.

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