Limestone Branch distillery, Kentucky

Limestone Branch distillery, Kentucky

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Whisky Club Italia negli USA – Day 25

Colgo l’occasione del racconto della distilleria più folle che mi è capitato di visitare nel super industrializzato Kentucky per parlare di alcune categorie poco conosciute di whiskey americano.

La Limestone Branch Distillery si trova a poche miglia dalla distilleria Maker’s Mark con cui condivide il cognome del proprietario (Beam), con la differenza che il grande gruppo Jim Beam oggi è di proprietà della Suntory, mentre la Limestone Branch è ancora “affare di famiglia” essendo stata fondata nel 2011 da Steve e Paul Beam.

I 200 anni di storia di questa fondamentale famiglia per il Bourbon sono nelle mani di una distilleria che usa un processo di produzione davvero artigianale e che possiede quel pizzico di estro che non guasta mai. Lunga fermentazione in due piccoli tini aperti e coperti con un telo bianco per evitare che le mosche ci finiscano dentro. Distillazione in alambicchi di poche decine di galloni, con lo spirito che viene raccolto in un secchio di acciaio, secchio in cui veniamo invitati a intingere il dito per un assaggio ad elevato tasso alcolico. Maturazione che inizia in un container fuori nel piazzale … non hanno spazio nei magazzini e pensano di costruirne di nuovi, ma per il momento “parcheggiano provvisoriamente” i barili in questo container che – quando pieno -verrà trasportato verso magazzini di terzi. La linea di imbottigliamento occupa metà dei locali della distilleria ma non viene usata perché fanno più veloce ad imbottigliare a mano. 😂

Il prodotto che mi è piaciuto di più è il loro CORN WHISKEY, un whiskey di mais non invecchiato bello dolce con una piccola nota speziata. La categoria del Corn è il punto di contatto tra il mondo del whiskey legale e quello proveniente dal mondo sommerso, una sorta di tentativo di mettere in vendita il moonshine quando era sconosciuto ai più.

Attenzione, adesso scatta il momento Piero Angela, perdonate la noia … 🙁 🙁 🙁

Il Corn whiskey è regolamentato da disciplinare: deve essere distillato ad una gradazione non superiore ai 160° proof (80% ABV) da un mash fermentato contenente almeno l’80% di mais e senza richiesta di età, può essere venduto bianco o invecchiato. Se maturato deve essere messo in botte alla gradazione massima di 125° proof (62,5% ABV) e la botte – stranamente – deve essere usata o di legno nuovo ma non carbonizzato. Il charring non deve mai venire a contatto con questo whiskey. Diventa Straight Corn Whiskey allo scoccare dei due anni di maturazione; può anche essere un mix di whiskey provenienti da distillerie diverse ma devono essere stati tutti prodotti nello stesso Stato.

Un LIGHT WHISKEY è un whiskey prodotto negli USA ad una gradazione superiore ai 160° proof (ma inferiore ai 190 proof) e maturato in botti usate o di legno nuovo ma non carbonizzato. Non ne ho ancora incontrati.

Infine, un BLENDED WHISKEY (può essere chiamato anche WHISKEY – A BLEND) è una miscela di almeno il 20% (di contributo alcolico, di proof) di uno o più straight whiskey con whiskey americani di qualsiasi tipo o con spirito neutro. Ne ho incontrato solo uno, e – devo dire – la denominazione Blended genera parecchia confusione.

E poi la situazione si complica ulteriormente con gli “spirit whiskey” o i “blend of straight whiskeys”. Alla faccia dell’America che ha poche regole chiare, qui non si coglie proprio l’utilità di definire categorie che non hanno rappresentanti.






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