Leopold Reimonenq (21 febbraio 1933 – 18 gennaio 2025), figura di riferimento del rhum della Guadalupa, è morto oggi all’età di quasi 92 anni.
Riprendiamo l’articolo scritto dopo la nostra visita alla distilleria nell’aprile 2023 con Anna e Michele.
Indimenticabile la luce nei suoi occhi e l’energia con cui ci ha orgogliosamente accompagnati nel tour del suo gioiello.
Reimonenq: un uomo, una distilleria
La nostra seconda tappa tra le distillerie di Guadalupa, non poteva che portarci in seno ad un pezzo di storia del rhum agricole.
Dalla modernità di Bologne, passiamo alla tradizione ed al savoir faire di un grande uomo del rhum, Leopold Reimonenq, ancora oggi, a 90 anni, cuore pulsante e mente pensante dell’omonima distilleria di Sainte Rose.
La storia
Reimonenq viene costruita come distilleria nel 1914 dai fratelli Reimonenq, finlandesi di origine, con l’aiuto di André Bon, proprietario dello zuccherificio di Grande-Anse, a Marie-Galante-: essi poi ne rilevano completamente la proprietà ed iniziano nel 1915 la produzione.
La società si chiama “J. et F. Reimonenq”. Joseph Reimonenq muore senza figli nel 1950. Quando muore anche suo fratello, è il figlio di quest’ultimo, Léopold, che ha solo 26 anni, a rilevare la distilleria. Oggi Leopold è ancora al timone, assistito dalla moglie e da tre figlie, delle quali è Benedicte a riceverci.
Benedicte ci riserva una grande sorpresa: sarà l’inossidabile Leopold a guidarci in visita alla sua creatura, un regalo inestimabile. Leopold, dal passo svelto e dalla lena incredibile ci fa montare al reparto produttivo, e ci mostra dall’alto la distilleria, in questo momento non ancora in funzione, vestito della sua inconfondibile camicia con sul retro la rèclame del suo prodotto più riuscito, il rhum vieux JR, “Ouisky An Nou”. Nel frattempo ci illustra la storia: un tempo erano 100 gli ettari di canna piantati, e fu uno dei primi domaine in Guadalupa ad essere meccanizzato per suo volere.
Nel 1970 la distilleria fu gravemente danneggiata da un incendio. La sua ricostruzione fu l’occasione per dotarla di mulini elettrici. Nel 1978 molti dei 100 ettari furono convertiti in piantagioni di banane. Oggi sono 30 gli ettari di canna da cui si attinge per il rhum. Nonostante le perdite causate da cicloni e uragani negli anni 70 e 80, Reimonenq ha saputo sempre risollevarsi, apportando migliorie continue, tanto che i suoi rhum cominciano a divenire sinonimo, attraverso i vari saloni di Parigi, di originalità e grande qualità.
Le Musée du rhum
Fu proprio negli anni ’90 che Leopold volle costruire, accanto alla distilleria, un Museo Del Rum, dove ancora oggi sono conservate due copie del libro del Reverendo Labat sulla distillazione, nonché innumerevoli utensili d’epoca, un mulino a trazione animale, alcuni alambicchi, un completo équipage di sucrottes per la fabbricazione dello zucchero, ed una magnifica collezione di coutelas per il taglio a mano della canna da zucchero, provenienti da ogni paese del mondo.
Al primo piano del Musée, è ospitata una magnifica collezione di vascelli d’epoca in miniatura ed una di insetti e farfalle, dono dello scrittore ed entomologo Fortuné Chalumeau, un cugino di famiglia.
La produzione
Sempre negli anni 90 il marchio Corsaire viene sostituito da Musée du Rhum. Nel 2002 la distilleria acquista e installa una doppia colonna a quattro funzioni, unica nel suo genere, realizzata su progetto del mitico Leopold da Pierre-Olivier Cogat.
Le varietà di canne utilizzate sono i due ibridi più diffusi di Réunion, R570 e R579. Nei campi si pratica un’agricoltura ragionata, essendo per Leopold l’unico metodo sostenibile per bilanciare qualità e quantità di prodotto: la bagasse viene utilizzata come pacciamatura nei campi, per evitare il prosperare di erbacce e liane, oltre che per rendere più ricco il terreno.
La canna subisce raccolta meccanica, e volta portata in distilleria, viene frantumata da due mulini elettrici da 100 cavalli con una capacità di trattamento di 20 tonnellate all’ora. L’acqua utilizzata per l’estrazione del succo di canna proviene da un corso d’acqua sulla proprietà.
La fermentazione si opera in tre grandi bacini in acciaio, dalla capacità di 80-90.000 litri, con lieviti saccaromyces, lungo 24-36 ore, per arrivare ad un mosto che contiene circa il 5% di alcol.
La distillazione avviene nella doppia colonna progettata da Leopold, divisa in una prima colonna di frazionamento, con un pre-concentratore, ed in una seconda di concentrazione con degazificateur, che aiuta nel pulire il distillato dalle frazioni indesiderate, unica in Guadalupa, che Leopold ci illustra con orgoglio e passione, spiegando inoltre che il calore viene distribuito in maniera costante e continua nella colonna grazie ad una serpentina ad olio, anche questa di sua ideazione.
Alla domanda: come si regola il flusso di calore, la risposta è bellissima… Leopold afferra un timone, come quello di un vascello, e lo gira, in un senso e nell’altro, dicendoci che si regola proprio così, a mano, e spiegandoci che il distillatore è aiutato da una serie di termometri posti nei punti chiave, e da due pressostati.
Il rhum esce di colonna tra i 78 e gli 80% abv, poi viene stoccato in cuve inox, per la preparazione dei rhum blancs, che vi riposano almeno un anno, mentre i rhum vieux vengono mandati all’invecchiamento in uno dei 9 chais, tra i quali ci fa orgogliosamente visitare l’ultimo, denominato Fregate, dove vengono custodite una cinquantina di grandi botti da 600 litri in quercia francese nuova di Allier molto spessa, utile per contrastare l’evaporazione massiccia di questi luoghi.
In totale Reimonenq possiede uno stock di circa 1500 botti. Il locale è protetto con uno strato di isolante e le botti stesse sono coperte con esso, essendo il soffitto non molto alto.
Per il funzionamento della distilleria vengono utilizzate due fonti di energia: l’elettricità e un motore diesel.
Dal 1975 i residui di distillazione (vinasse) vengono stoccati e riciclati per l’irrigazione dei campi, oltre ad utilizzare la bagasse come pacciamatura.
La produzione annua della distilleria è di circa 300.000 litri di alcool puro all’anno, un quarto dei quali viene esportato in Francia, mentre il resto è destinato al mercato locale.
La visita al museo e la degustazione
Leopold ci lascia nelle mani di Benedicte, che ci fa visitare il Musée du Rhum, e ci offre, in seguito, una degustazione dei prodotti di cui si va più fieri, sul bancone esterno, dove la giornata che si annuncia molto calda, sembra riservarci una temperatura più mite: i nostri coup de coeur della giornata sono sicuramente il nuovo bianco, Cuvée Manta, a 55% ABV, edito in occasione della Route du Rhum, molto persistente, con le sue note di frutta bianca matura e mandorla tostata, il nuovo ambré Kou De Foudre, dal nome evocativo, invecchiato prima in legno nuovo, poi finito in legno americano, proposto a 42% abv, profondo e avvolgente con le sue note di nocciola e spezie dolci, ed infine il grandissimo classico 9 anni, bottiglia che riscuote premi ogni anno, e soprattutto un basso grado (40% abv) dal corpo pieno e armonico.
Difficile che una visita possa mai lasciarci un ricordo tanto indelebile: Leopold è ormai, morto Roger Damoiseau, il decano del Rhum di Guadalupa, e ne incarna davvero lo spirito, al contempo familiare e fortemente innovativo, ma soprattutto ci ricorda il coraggio d’altri tempi, quando decidere di guidare una distilleria non era una passeggiata, soprattutto a 26 anni, e con tutte le difficoltà che vi ho descritto, tra cicloni e crisi economiche, e anche, ultimamente, problemi di salute gravi, per cui uno più saggio si sarebbe già ritirato a vita privata.
Ed invece, come la fenice, è rientrato al suo posto e lo abbiamo ritrovato saldamente al comando, con l’aiuto paziente e generoso della moglie e delle sue figlie, che da lui hanno preso piglio e passione.
Ringrazio Anna per l’aiuto nella stesura di questo articolo











