La storia della distilleria Glenlivet è ben conosciuta.
Il fondatore di Glenlivet, George Smith, distillava in modo illecito nella valle del Livet – come molti altri contadini, in quella area che noi appassionati di whisky oggi chiamiamo Speyside, nel cuore delle Highland Scozzesi. Di giorno si dedicavano alla terra; di notte spariva nel suo rifugio, al riparo dagli occhi indiscreti dei funzionari della Dogana, tirava fuori gli alambicchi e produceva whisky di contrabbando.
I contrabbandieri portavano questo distillato nei mercati di Perth e delle Lowlands, o persino in luoghi lontani come Londra. Il whisky era molto apprezzato e la voce si diffuse rapidamente. Nell’agosto del 1822, re Giorgio IV chiese un bicchierino di quel famoso whisky “Glenlivet” di cui aveva sentito tanto parlare durante un suo viaggio di Stato, anche se era illegale.

Molti dei contemporanei di Smith erano soddisfatti di questa situazione. Ma il governo aveva altre idee. Agli inizi del XIX secolo, la valle del Livet era costellata da oltre 100 distillerie illegali. Alexander Gordon, il quarto Duca di Gordon, che era il proprietario terriero di questa parte di Scozia, si fece promotore della legge sulle accise del 1823 (Excise Act), che fu approvata dal Parlamento e ridusse significativamente le tasse di licenza, rendendo la distillazione legale più attraente del contrabbando.
Ascoltando i suggerimenti del Duca, George Smith vide nascere una grande opportunità. Cavalcò per tre giorni fino alla città di Elgin per ottenere la licenza per distillare whisky: nel 1824 Glenlivet fu fondata come prima distilleria legale della zona. Lì produceva quello che alcuni chiamano “il whisky originale dello Speyside”. Da questa convinzione è nato il marchio che contente a Glenfiddich il primato di distilleria di malto più grande del pianeta. E tutto questo in una remota valle delle Highlands.
Diventare legale non rese però Smith un uomo universalmente popolare. La sua scelta non fu ben accolta dai distillatori clandestini della zona, che interpretarono questo gesto come un imperdonabile tradimento. I produttori clandestini speravano che la nuova legge venisse abrogata, e la mossa di Smith rischiava di legittimare definitivamente – come poi realmente accaduto – i controlli del fisco. Di conseguenza, l’imprenditore ricevette violente e continue minacce di morte, inclusa quella di veder bruciata la propria distilleria con lui all’interno.
Per proteggersi da questi loschi contrabbandieri, Smith portava sempre con sé due pistole da duello a pietra focaia, ricevute in dono direttamente da George Gordon, figlio di Alexander e successivo quinto Duca di Gordon. Smith dimostrò in più occasioni di non avere paura ad utilizzarle.
Il suo coraggio ha gettato le basi per il whisky come lo conosciamo oggi.


