Laphroaig Elements L 2.0 #WeeklyDram

Laphroaig Elements L 2.0 #WeeklyDram

Weekly Dram 25.51

Come promesso, torno sulla serie speciale che Laphroaig ha dedicato alle piccole variazioni sulla produzione del proprio whisky, intervenendo sui singoli elementi come il nome suggerisce.

 

 

Dopo il mosto del primo, in questo secondo imbottigliamento è il passaggio successivo della fermentazione a discostarsi dal consueto, allungandola dalle abituali 55 ore per spingersi fino a 115 ore.

Si tratta ovviamente dell’unione di tempistiche diverse in cui le 115 ore (quasi 5 giorni) sono state le più lunghe, iniziando in un gennaio particolarmente gelido in mash tun dall’aerazione particolare che, nelle intenzioni, avrebbe portato a un maggior sviluppo delle note fruttate grazie a una fermentazione secondaria.

La distilleria ci tiene a far sapere come questa bottiglia abbia vinto il premio come whisky dell’anno 2024 secondo la nota rivista statunitense Whisky Advocate: date il peso che volete a questa imprescindibile informazione.

 


LAPHROAIG ELEMENTS L 2.0
Single Malt Scotch Whisky
59,6%abv, botti ex bourbon

Prezzo intorno ai 200 euro

 

Grande assente al naso è la gradazione, assolutamente non percepita, mentre intensa è la sensazione di frutta stufata (mela, pera, albicocca, susina), pasticcera (banana bread, crostata all’ananas e kiwi) e anche in yogurt, unita a un filone erbaceo di fieno e alghe. E qui entra la parte costiera di Laphroaig, con una manciata di cerotti e disinfettante assieme al fumo in un ruolo di comprimario più che protagonista, un accento che scorre sugli aromi integrati in elegante armonia. Coro di miele d’acacia, canditi (tropicali, cocco compreso) e persino un’impressione di panettone.

 

 

In bocca torna la parte agrumata unita a un’impressione di amaro alle erbe dalle punte speziate (anice, zenzero, cardamomo), con la torba che accanto all’animo (fortemente) costiero ritrova la parte medicinale sebbene non così accentuata quanto Laphroaig ci ha abituato. Frutta tropicale e bianca di sottofondo, dagli accenti canditi, con caffè tostato in grani, noci, malto. Sale e note minerali in lunghezza.

Finale abbastanza lungo e iodato di frutta candita, frutta secca, erbe tostate, fumo medicinale, caffè, sale.

Conclusioni: Esperimento direi perfettamente riuscito, cambiando alcuni elementi della lavorazione il risultato finale stravolge quanto conosciamo di Laphroaig, anche se non tutte le caratteristiche vanno perdute. Qualcosa di nuovo e diverso, sicuramente piacevole e ben costruito, non saprei se migliore o peggiore ma molto interessante.

 

Link a tutti gli assaggi di Laphroaig: https://whiskyart.blog/category/scozia/islay-whisky/laphroaig-islay/

Il profilo della distilleria Laphroaig: https://whiskyclub.it/distilleria/laphroaig/

 

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