Laphroaig e Sigaro

Laphroaig e Sigaro

Laphroaig e Perdomo Connecticut

Ho un animo godereccio ma non sono un fumatore, anzi, in generale il fumo sia passivo che attivo mi disturba. Non ho mai iniziato a fumare, nemmeno da adolescente, e quindi posso dire di non aver mai nemmeno smesso.

Questo mi permette qualche lusso, sono curioso e quindi nel corso degli anni mi è capitato di fumare, soprattutto sigari, abbinati con bevande alcoliche, facendo anche esperienze molto formative su come funziona la fisiologia del gusto.

Le tre cose che mi sono entrate in testa, empiricamente e certamente dallo scarso valore statistico, ma dal valore esperienziale e di memoria gustativa, sono:

  1. Il sigaro e i distillati spesso fanno a cazzotti: il calore del fumo e il calore dell’alcol rendono spesso la bevuta faticosa. Meglio bevande fresche/fredde (birra, champagne, cocktail).
  2. Tra i distillati, il whisky è uno di quelli che si comporta peggio, con vari livelli di durezze che si vanno a sommare a quelle del fumo.
  3. Proprio per il punto 2, tra le tipologie di whisky quello torbato è proprio da evitare, caldo su caldo, fumo su fumo, polifenoli su polifenoli, terribile.

Aggiungo anche che negli ultimi anni non bevo quasi più “torba”, preferendo altri profili.

 

 

Quindi cosa c’è di meglio di partecipare in una calda giornata di fine giugno a un evento di abbinamento sigaro e Laphroaig?

Terry Nesti, ambasciatore del Sigaro Toscano ha proposto un sigaro importato dalla Manifattura, il Perdomo Reserve 10th Anniversary Connecticut Robusto, realizzato con foglie da capa di tabacco Connecticut ecuadoriano. Una fumata morbida, adatta anche ai principianti, quasi “cremosa”, dolce e avvolgente.

 

 

Ad accompagnare il sigaro, nella sua evoluzione: Laphroaig Quarter Cask, 10 Sherry Oak Finish, The Cask Lore, 10 Cask Strength batch #17. C’erano tutte le premesse per mettermi al tappeto, alimentando la mia compiacenza per i miei preconcetti. Invece mi sono completamente rilassato, abbinamenti in crescendo, la narrazione di Terry e Niccolò D’Andrea, Brand Ambassador di Suntory, si alternano a fumata, ottimi bocconi e sorsi. Il sigaro avvolge, accarezza e coccola e riesce a contenere i muscoli isolani, quasi che la provenienza del tabacco indichi proprio l’azione di “eguagliare”.

 

 

Trovo inutile aggiungere note tecniche di degustazione o altri dettagli soprattutto quando tutte le premesse si son frantumate davanti all’esperienza diretta: essere smentiti su tutti i fronti può essere una grande soddisfazione. Il diavolo si nasconde anche nel nome della manifattura, va bene, Perdomo.

 

 

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