Si è svolta ieri sera, presso il prestigioso Laurin Hotel di Bolzano, la degustazione dedicata a Laphroaig organizzata da Manuel Zama.
Era un po’ di tempo che non guidavo una degustazione di Laphroaig in presenza. Era da un po’ di tempo che non aprivo un 10 anni a 43 gradi. Era da un po’ di tempo che non davo il via ad una cerimonia della torba.
Il Quarter Cask si conferma la bevuta più gratuita, il mix di dolcezza, torba e aria salata lo rende semplicemente irresistibile. Sempre ottimo rapporto qualità prezzo.
Il 10 Cask Strength (Batch 15 del 2021), con i suoi 56.5% e una dolcezza quasi floreale, vorrei fare il duro ma alla fine ti entra nel cuore e diventa io migliore amico fidato. Sorprendente equilibrio, anche sulla nota alcolica.
Il Lore è quello più raffinato del gruppo, meriterebbe di essere chiamato Lafruà alla francese ahahahaha. Sottile al naso, speziatissimo in bocca, finale molto lungo. Non vuole prenderti a schiaffi, ma si fa ben rispettare.
Lore è tradizione, un richiamo alle arti del passato, un passato che abbiamo potuto assaggiare nel 10 anni importato da Spirit SpA Genova. Bottiglia a 43% abv, formato 70 cl, quindi già inizio anni ’90, assenza del Royal Warrant in etichetta, quindi pre-1994. La ho datata – tirando un numero a caso – 1992, una distillazione del 1982 circa, anni in cui su Islay regnava la desolazione.
Una bevuta assolutamente atipica per il Laphroaig come lo conosciamo oggi. Complessa, fruttata, la torba relegata ad una nota di cereale bruciacchiato/tostato sul finale. Poi caramello salato, alga, incenso da chiesa. Un dram non “urlato” che ha convinto tutti, un “o lo ami, o lo ami”.
Ringrazio i tanti presenti, Manuel per la perfetta organizzazione e tutto lo Staff del Laurin per l’estrema cortesia.
Alla prossima!







