Lago Ladoga

Dal diario di viaggio di Claudio Riva, whisky e dintorni


Lasciamo il lago Ladoga, che ci ha regalato una bellissima camminata su una infinita spiaggia di sabbia. Già il percorso sulla P-21 ti fa godere di essere in Carelia, un striscia di asfalto che taglia la foresta in due (disseminata di anziani contadini che passano la giornata tentando di vendere un secchiello di patate e un paio di cestini di frutti di bosco) e da cui partono sporadiche arterie secondarie tutte rigorosamente sterrate. Lungo la strada frequenti sono i riferimenti alla seconda guerra mondiale, esattamente qui la “grande guerra patriottica” ha combattuto sul fronte finlandese una snervante guerra di posizione, il clima ed il territorio erano poco adatti a grandi manovre belliche.

E tanti monasteri ortodossi datati circa 1500, grandi e tutti con importanti opere di restauro in atto. Negli anni successivi alla rivoluzione d’ottobre (1917) i monasteri sono stati chiusi, i patriarchi incarcerati e le chiese profanate. Solo negli ultimi decenni la vita monastica ha potuto riprendere, e questa è la ragione dei lenti e graduali restauri.

Il Monastero della trasfigurazione di Wazheozersky è molto bello. Il tempio sul lago è il suo battistero, un gioiello. Al suo interno una scaletta di legno si immerge direttamente nelle acque del lago, è un luogo di profonda energia.

In viaggio con Whisky Club Italia.







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