Dopo il primo appuntamento con Samuel, domenica si è svolto il secondo incontro tra Whisky Club Italia e il Ristorante Novanta di Bressana Bottarone, comune della piana dell’Oltrepò Pavese.
Il tema scelto da Aldo Pastore ha visto come protagonista l’assaggio di quattro malti di Campbeltown, territorio che lui ha potuto conoscere durante due viaggi con il Club. Ai dram lo Chef Simone Bottazzi ha proposto quattro abbinamenti dichiarati come tapas, ma che – nella realtà – si sono trasformato in un lussurioso pranzo con tanta qualità, quanta sperimentazione. A Simone Verdi, sommelier di sala, il compito di tradurre il linguaggio del whisky in quello più conosciuto dai presenti, tutti appassionati di vino.
Interessante annotare come, dall’inizio dell’anno, io mi sia trovato a partecipare ad un numero maggiore di esperienze con abbinamento, rispetto alle tradizionali degustazioni. Bene! #whiskygourmet
VIAGGIO A CAMPBELTOWN
Presso: Ristorante Novanta, Bressana Bottarone (Pavia)
Chef: Simone Bottazzi
Sommelier: Simone Verdi
Organizzazione: Aldo Pastore
Maritozzo salato, guancia di maialino sfilacciata al miele di castagno
Nel bicchiere: Campbeltown Loch, 46%
Campbeltown Blended Malt Scotch Whisky
Facile pensare di abbinare la carne dolce del maritozzo con quel dram sherroso e sporcato da un filo di torba di Campbeltown Loch. L’abbinamento, che ha mantenuto le promesse, è stato non “scontato”; il merito va sicuramente alla importante nota di caramello salato e di spezia del whisky.
Raviolo piastrato ripieno di anguilla marinata “Valli di Comacchio”
Nel bicchiere: Kilkerran 16 anni edizione 2024, 46%
Campbeltown Single Malt Scotch Whisky
70% bourbon, 20% sherry, 10% rum
Tutto quello che era facile nel precedente abbinamento, si è invece trasformato in sperimentale e rischioso con il raviolo non bollito, ma piastrato. La sua farcia è stata realizzata con un’anguilla in carpione, che seppur leggermente addolcita con un po’ di ricotta, ha mantenuto intense le sue note acetiche. Un abbinamento non approcciabile con il vino, ma che – come abbiamo potuto rilevare durante la nostra Master sul Pairing – riserva interessanti sorprese con il whisky. Il dolce Kilkerran ha confermato la teoria, ed ha offerto un contrasto tra i più graditi dai presenti. Da ripetere, assolutamente.
Cuberoll alla brace, ristretto di pomodoro, polvere di capperi
Nel bicchiere: Springbank 18 anni edizione 2024, 46%
Campbeltown Single Malt Scotch Whisky
100% bourbon
Il Cuberoll, la parte più nobile della costata di manzo, arricchita dalla importante acidità del pomodoro, ha trovato un valido partner nello Springbank 18. Un dram forse troppo elegante per l’intensità del piatto, e non caratterizzato dalla usuale presenza di sherry. Abbiamo valutato anche l’accoppiata con il Campbeltown Loch, a mio parere più armonica.
Terrina di ragó, fondo bruno e chips di verza
Nel bicchiere: Longrow Peated, 46%
Campbeltown Single Malt Scotch Whisky
Il ragò, con la sua carne di costina di maiale intervallata dalla meno nobile presenza di musetto, orecchie e zampetta, è la rivisitazione pavese della tradizionale Cassoeula. Qui è stata protagonista di una terrina servita a temperatura ambiente, accompagnata dalla intensa dolcezza della verza. Sulla carta un affascinante esperimento voluto dallo Chef, nel piatto un sorprendente trionfo di aromi, ottimamente valorizzati dalla rusticità del Longrow. Bravi!
Ringrazio i presenti – tavolata #soldout, lo Chef per avere saputo interpretare in modo originale l’esperienza, Aldo e Simone per l’organizzazione. Il terzo appuntamento si terrà probabilmente a giugno e vedrà al timone la nostra super Adriana.






