La I.G. dell’Irish Whiskey

La I.G. dell’Irish Whiskey

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L’Irish Whiskey come sappiamo non ha un disciplinare ma beneficia di una I.G. (identificazione geografica) europea stesa allo scopo di definire le caratteristiche del distillato e di proteggerlo a livello internazionale.

Il Technical File (2014) definisce alcuni aspetti interessanti.

Dichiara che l’Irish Whiskey viene prodotto dal 6° secolo (?)
La zona di produzione è l’intera Isola Irlandese inclusa l’Irlanda del Nord.
Definisce le tre sottocategorie: Pot Still Irish Whiskey, Malt Irish Whiskey e Grain Irish Whiskey, che combinate danno vita al Blended Irish Whiskey.
Utilizzo di cereali maltati con o senza aggiunta di cereali non maltati. Saccarificazione con le diastasi del malto contenuto nel mashbill con (!) o senza aggiunta di altri enzimi naturali. Fermentazione solo con lieviti.
Distillazione sino alla gradazione massima del 94.8% abv.
Maturazione per almeno 3 anni in botti di legno (quindi non solo rovere) della capacità massima di 700 litri.
Nessun additivo ad esclusione di acqua e caramello.
Malt e Single Pot Still obbligatoriamente distillati in potstill di rame.
Il Grain deve utilizzare massimo 30% di orzo maltato e deve necessariamente essere distillato in colonna.
La pratica tradizionale è quella di effettuare la tripla distillazione, ma non esiste alcun obbligo formale.
L’Irish Whiskey non può essere esportato in botti di legno, la maturazione deve avvenire solo in Irlanda.
L’imbottigliamento può avvenire anche fuori Irlanda, la gradazione minima in bottiglia deve essere del 40% abv.
Il chill filtration è consentito ma solo per rendere il whiskey più limpido, senza cambiarne colore e aroma.
Caramello: E150a.
Il pot still viene prodotto da malto tradizionalmente non torbato (minimo 30%) e obbligatoriamente orzo non maltato (minimo 30%) + eventualmente altri cereali non maltati. Tipicamente distillato in grandi potstill per aumentare il riflusso, contrariamente al malt che viene tipicamente distillato in piccoli potstill. Allo scopo di mantenere stabile la qualità del distillato vengono consentite diverse pratiche come il prelevare i pot ale a fine distillazione, fargli fare un passaggio in alambicco e colonna per poi aggiungerli ai batch successivi in potstill.
L’anno di distillazione in etichetta (il vintage) può essere indicato solo in presenza dell’anno di imbottigliamento o dell’età del whiskey.
Se riportata, l’età deve corrispondere a quella del whiskey più giovane contenuto nella bottiglia.
La I.G. consente l’uso di entrambi gli spelling WHISKEY e WHISKY.

Whisky Club Italia #2021 #annodellIrish


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