La fine per il Rye Whisky Europeo?

La fine per il Rye Whisky Europeo?

Sinceramente pensavo fosse un pesce d’aprile, ho atteso un paio di giorni – e le reazioni ufficiali di distillerie come la danese Stauning o la finlandese Kyrö – prima di condividere la notizia.

Ieri, 1 aprile 2025, si è iniziato ad applicare un accordo commerciale dell’UE, dimenticato in un qualche cassetto per oltre 20 anni, che sta causando problemi inaspettati ai produttori di whisky europei, che hanno improvvisamente scoperto di non poter più etichettare legalmente i loro distillati a base di segale come “rye whisky”.

 

L’accordo bilaterale UE-Canada

L’accordo – sottoscritto il 16 settembre 2003 – rende non conforme per i produttori di whisky europei l’utilizzo del termine “rye whisky”. Le implicazioni di questo accordo sono emerse solo ora, come confermato da diverse distillerie europee (Kyro dalla Finlandia, Stauning dalla Danimarca, Storck dalla Germania, Thy dalla Danimarca, Ruotker’s dall’Austria – per citarne alcune).

Questo il testo integrale dell’accordo E104976, si prega consultare l’articolo 17.2: “Entro la fine di un periodo transitorio di due anni dalla data di entrata in vigore del presente accordo, la Comunità riconoscerà il Rye Whisky come riferito unicamente alle bevande spiritose originarie del Canada e non consentirà l’uso di tale denominazione per bevande spiritose non originarie del Canada”. Come compenso viene vietato in Canada l’utilizzo delle denominazioni Korn (Germania), Ouzo (Grecia) e Grappa (Italia), anche se di grappa prodotta nelle micro-distillerie canadesi ne ho personalmente vista parecchia durante la mia ultima visita del 2017. Alla UE viene concessa l’autorizzazione per continuare a chiamare nella comunità Rye Whiskey, il whisky di segale prodotto negli Stati Uniti.

Da quest’anno, vari paesi dell’UE stanno applicando questa regola. In Finlandia, ad esempio, le autorità non hanno solo vietato il termine “Rye Whisky”, ma anche l’uso delle parole “Rye” e “Whisky” sulla stessa etichetta. La Danimarca è andata ancora oltre e ha vietato del tutto il termine “Rye” sulle etichette di whisky.

Questa la dichiarazione ufficiale di Alex Munch, co-fondatore di Stauning: “Siamo ovviamente delusi dal fatto che l’UE abbia commesso un errore madornale nel concludere questo accordo. La segale, essendo una materia prima utilizzata per i whisky in diversi Paesi, non dovrebbe essere un marchio registrato nell’UE. Proteggere l’uso della materia prima è un po’ come dire che al di fuori della Francia non si può usare la parola ‘uva’ o ‘vino’ nella descrizione del prodotto”.

Mikko Koskinen, co-fondatore della distilleria Kyrö, ha espresso la sua frustrazione: “Abbiamo fondato la Kyrö Distillery nel 2014 con l’idea di produrre single rye malt whisky. Nel 2019 il termine single malt è diventato di uso esclusivo dei distillati d’orzo. Ora ci rendiamo conto che non ci è più consentito neanche chiamare il nostro whisky come Rye. È come produrre olio extravergine di oliva e all’improvviso non ci è più consentito chiamarlo ‘extravergine’ o ‘olio d’oliva’”.

 

Proteggere i territori, non gli ingredienti

L’accordo è apparentemente fatto per proteggere il rye whisky canadese, ma secondo Alex Munch, questo potrebbe essere fatto con una delimitazione geografica, come vediamo con lo Champagne e il Parmigiano Reggiano. “Va benissimo proteggere il ‘Canadian Rye’ – ha senso. In futuro sogniamo di proteggere anche il ‘Danish Whisky’. Di solito si protegge un metodo di produzione specifico o la regione di produzione. Ma l’accordo nella sua forma attuale non ha alcun senso”.

L’accordo ha più di 20 anni e nessuno sembra essere a conoscenza della sua esistenza: né i produttori, né l’UE, né tantomeno il Canada, dove il Rye Whisky di Stauning è stato approvato senza problemi. “Nessuno ne era a conoscenza e non è stato applicato negli ultimi 20 anni. Abbiamo affrontato un lungo processo di approvazione per entrare in Canada e il nostro whisky di segale è stato approvato senza problemi. Nel mercato statunitense, è obbligatorio etichettare il whisky di segale. Questo dimostra chiaramente che si tratta di una situazione strana”, ha affermato Alex Munch.

 

 

Pressione sull’UE per rinegoziare l’accordo

Sebbene Stauning sia pronta ad adattarsi alle restrizioni sulla denominazione, la distilleria sta lavorando con l’UE per modificare l’accordo quando sarà rinegoziato l’anno prossimo. L’attuale regolamento ha poco senso e riguarda tutti i produttori di whisky dell’UE.

“Abbiamo sempre prodotto rye whisky e la segale fa parte delle tradizioni alimentari danesi da 2.000 anni, quindi ovviamente continueremo a fare ciò che sappiamo fare meglio. Per questo motivo, esorto il governo danese a occuparsi della questione, in modo da poter rinegoziare questo elemento dell’accordo del 2004”, ha affermato Alex Munch. Diversi politici danesi hanno già espresso il loro sostegno politico e diversi altri produttori europei faranno pressione per modificare l’accordo l’anno prossimo.

 

Cosa è il Canadian Rye Whiskey?

Storicamente il whisky canadese è sempre stato denominato Rye Whisky perché nel XIX secolo la segale era il cereale più diffuso a quelle latitudini. Poi sono iniziati i commerci del mais proveniente dagli Stati Uniti, il whisky ha iniziato ad utilizzare dei mashbill con stile sempre più simile a quello del Bourbon, ma nessuno ha sentito la necessità di cambiare la denominazione del whisky canadese. Oggi in Canada il whisky può essere indifferentemente chiamato Rye Whisky, Canadian Rye Whisky o semplicemente Canadian Whisky, indipendentemente dal mashbill utilizzato. Per assurdo un Canadian Rye Whisky può utilizzare questa denominazione anche in assenza di segale nella ricetta delle materie prime.

Pur in assenza di un vero e proprio disciplinare, il whisky canadese deve rispettare queste regole:

  • Deve essere fermentato, distillato e maturato in Canada
  • Maturato in botti di «legno» (senza vincoli) di massimo 700 litri per almeno 3 anni
  • Possedere l’aroma, il gusto e le caratteristiche generalmente associati al whisky canadese
  • Essere imbottigliato ad una gradazione alcolica minima 40% ABV (80 proof)
  • Può essere addizionato di caramello
  • Può essere aromatizzato con l’aggiunta fino al 9.09% di qualsiasi vino, vino fortificato o whisky (invecchiato almeno 2 anni), anche proveniente da altri paesi

Una definizione decisamente diversa rispetto a quella del disciplinare del Rye Whiskey Americano, e da quella normalmente percepita (ed applicata) in Europa.

 

Canada - Bandiera Canadese

 

ALTRI ARTICOLI

Comments

  1. […] interessante, vista la recente applicazione di un vecchio accordo tra il Canada e l’UE che vieta l’uso del termine “rye whisky” sui prodotti […]

Leave a comment