La cucina russa

Dal diario di viaggio di Claudio Riva, whisky e dintorni


Come già detto la cucina russa non ha una identità forte, chiedendo suggerimenti ti viene sempre consigliato di assaggiare quella georgiana / caucasica. Le esperienze che abbiamo fatto sono state molto soddisfacenti.

Da quelle ex repubbliche sovietiche arrivano anche distillati che fanno dimenticare in tempo zero la vodka. Il chacha (o chacha brandy) è la “grappa” georgiana, facile che si sia arrivati a produrla visto che il vino georgiano è parte importante della loro storia, economia e cultura (5000 anni di storia, probabilmente il primo vino al mondo, 500 varietà autoctone). Stessa evoluzione della nostra grappa: origine contadina, capacità “curative”, oggi appannaggio delle distillerie industriali.

Dall’Armenia e per le stesse ragioni arriva invece il brandy di vino. Dopo la vodka, il distillato più popolare in Russia è sicuramente il cognac, seguito dallo scotch whisky (che si sta guadagnando quote via via più importanti). Ovvio tentare di produrre un “cognac” locale, seguendo lo stesso processo produttivo: doppia distillazione in potstill Charentais e maturazione in rovere caucasico (Quercus macranthera), normalmente di 6 anni ma si arriva serenamente ai 10 o 20.

In viaggio con Whisky Club Italia.








Veloci appunti e qualche fotografia, importati da Facebook

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