Nel precedente articolo siamo giunti a definire, sommariamente, i principi di funzionamento di un alambicco continuo a colonna.
Non è facile mettere in fila, uno dopo l’altro, i fatti che hanno dato a Coffey la possibilità di brevettare il suo alambicco a colonna. Troppe le informazioni, spesso frammentarie, poche le ricostruzioni complete e affidabili.
Ci viene in aiuto Richard Seale. Quando Christian, ad inizio della Barbados Rum Experience ha presentato suo padre, non come il distillatore e proprietario di Foursquare, ma come un curioso e avido storico della distillazione, nessuno dei presenti si è sorpreso. Da sempre attento agli aspetti tecnici della distillazione, durante la Experience e su Facebook ad inizio 2021 Richard ha condiviso una meticolosa ricostruzione dei fatti che a fine 1700, inizio 1800, hanno portato ai primi alambicchi brevettati della storia dell’umanità.
Anche Chris Middleton ha pubblicato su Whisky Magazine più articoli che hanno messo a nudo i momenti salienti della nascita della distillazione come la conosciamo oggi.
Distillazione continua, i protagonisti
Chiariamo subito una cosa. Quello di Coffey, il Coffey still, non è stato il primo alambicco brevettato, ma è stato sicuramente il primo Patent still con un importante successo commerciale.
Il 1780-1790 fu un decennio in cui gli apparati di distillazione iniziarono a subire notevoli progressi in Gran Bretagna, Francia e America. I successivi 40 anni hanno visto gli inventori apportare varie modifiche alle apparecchiature. Sempre piccoli passi: nuove idee, piccole modifiche e alcuni brevetti, che si diffusero rapidamente nei luoghi con lunga tradizione di distillazione, dove subirono anche adattamenti locali.
Il punto di svolta è stato il potere del vapore. A partire dal 1772, l’irlandese Christopher Colles costruì un motore Newcomen per pompare acqua in una distilleria di Filadelfia. In Gran Bretagna, la distilleria di malto londinese di John Cooke installò un motore a vapore Boulton nell’aprile 1776 e in Scozia, la distilleria Kennetpans di John Stein usò la forza del vapore di Watt per macinare il grano (1787). La data zero per la distillazione a vapore è il luglio 1785, quando il primo brevetto è stato concesso in Gran Bretagna a Benjamin Thompson (alias Count Rumford), americano immigrato in Gran Bretagna un decennio prima.
La maggiore efficienza della distillazione a vapore incontrò l’opposizione del Board of Excise. Durante i due decenni successivi, le autorità britanniche respinsero gli alambicchi brevettati in quanto non conformi agli standard di misurazione fiscale degli alambicchi tradizionali. Molti inventori, come i distillatori irlandesi George Birch della Birchgrove Distillery a Roscrea, Joseph Shee della Green Distillery a Cork e Anthony Perrier di Spring Lane vicino a Cork, dovettero affrontare una simile resistenza quando tentarono di implementare le prime versioni di distillazione continua.
Dal 1827, Aeneas Coffey presso la sua Dock Distillery a Dublino e Robert Stein presso la Kirkliston Distillery Scotland (e anche presso la Atlee’s Wandsworth Distillery) fecero pressioni affinché fossero adottati nuovi standard per i loro nuovi metodi di distillazione continua riscaldata a vapore. Gli sconvolgimenti politici e militari in Francia durante questo periodo portarono ad una serie di invenzioni che potessero assistere le industrie della barbabietole e della distillazione di brandy. Nel 1801 Edouard Adams adattò le bottiglie Woulfe di Guiseppe Angelo Saluzzo e di Glauber in una serie di “uova” che effettuavano una distillazione semicontinua e scalabile. Il numero di uova determinava la gradazione finale. Laurent Solimani sviluppò un alambicco a colonna orizzontale e Michele Baglioni sviluppò una colonna di stripping su un alambicco pot still nel 1813. Jean-Baptiste Cellier-Blumenthal, infine, costruì nel 1808 il primo alambicco verticale con una colonna di frazionamento, alambicco da lui brevettarlo nel 1813; è lui che ha inventato le campanelle o bubble caps montate sui piatti all’interno della colonna di distillazione. Jean–Baptiste Fournier, infine, aggiunse una seconda colonna.
La colonna Cellier-Blumenthal venne migliorata anche dall’ingegnere francese e commerciante di zucchero Armand Savalle e dal farmacista francese Louis-Charles Derosne. Savalle e Cellier-Blumenthal erano collaboratori. Cellier-Blumenthal cedette il suo brevetto a Derosne che lo migliorò e depositò il proprio brevetto, mentre Savalle continuò a lavorare in modo indipendente. Gli alambicchi Savalle si trovano oggi ancora in funzione a Demerara e nelle isole francesi di Martinica e Guadalupa.
Nonostante il successo delle vendite di alambicchi in Scozia, l’attività delle distillerie rallentò alla fine degli anni 1860 e nel 1872 Philip Coffey, figlio di Aeneas, trasferì l’attività al suo storico collaboratore John Dore. Il nipote di Aeneas, Aeneas H Coffey, lavorò come consulente di John Dore per molti anni. Nel 1887, la distillazione riprese a correre e Alfred Barnard, nel suo libro “The Whisky Distilleries of the United Kingdom”, registrò la presenza di Coffey Still in tutte le principali distillerie di Scotch Whisky.
John Dore & Co Ltd prese il testimone da Aeneas Coffey, e iniziò a fornire Coffey Stills alle Indie occidentali, comprese Giamaica, Barbados, Guyana, St Vincent, St Lucia e Grenada. Gli alambicchi Coffey, e i loro progetti derivati, vennero venduti alle distillerie di rum anche da produttori di alambicchi scozzesi come Blairs e McMillans. Dopo la scomparsa della industria manifatturiera britannica, Blairs cessò l’attività nel 1977 e John Dore cessò di operare all’inizio degli anni ’90, sebbene il marchio venne venduto e successivamente utilizzato su alambicchi costruiti da altre produttori. McMillans è ancora oggi in attività, anche se costruisce esclusivamente pot stills.
Jean-Baptiste Cellier-Blumenthal (1813)
Nel 1808, il primo alambicco continuo funzionante fu inventato da Jean-Baptiste Cellier-Blumenthal, venne brevettato nel 1813. Seguirono vari brevetti che lavoravano sullo stesso principio con vari livelli di successo, tra cui l’alambicco Savalle, dal nome dello commerciante di zucchero Armand Savalle, che ha sostanzialmente migliorato il processo Cellier-Blumenthal.

Robert Stein (1828)
Robert Stein, un membro della dinastia dei distillatori delle Lowland (Stein-Haig) che aveva fondato un gruppo di distillerie nel Fife e a Kinross, oltre alle più famose distillerie Kennetpans e Kilbagie nel Clackmannanshire, ha iniziato a sviluppare il suo alambicco mentre Aeneas Coffey aveva già effettuato alcuni esperimenti.
Nel dicembre 1827 Stein ha registrato il suo primo brevetto (#5583), che ha aperto la strada alla distillazione continua (il brevetto #5721 arrivò l’anno successivo). Stein presentò una petizione alle Dogane per ottenere l’autorizzazione di effettuare dei test presso la distilleria Wandsworth a Londra. Nel gennaio 1828, le Dogane autorizzarono i test con l’alambicco brevettato da Stein presso la distilleria Kirkliston, vicino a Edimburgo, test che iniziarono nell’agosto 1829.
Test che ebbero successo e che portarono Stein ad installare (12 maggio 1830) il suo primo alambicco presso la distilleria Cameronbridge. La prima vendita di un alambicco a colonna nella storia dell’umanità.
L’alambicco aveva tre preriscaldatori e il vapore veniva utilizzato per riscaldare il wash, che veniva spruzzato a intermittenza da pistoni in una serie di camere. Le camere erano divise da tele grezze (probabilmente tessuto di crine). Il panno tratteneva bene l’etanolo, ma meno l’acqua e i composti solubili, fungendo quindi sia da rectifier che da filtro. Permetteva di produrre grandi quantità di distillato in un unico passaggio, con un notevole risparmio energetico rispetto agli alambicchi discontinui. Il processo doveva essere periodicamente interrotto per eliminare il residuo oleoso in eccesso, quindi non era esattamente un funzionamento continuo.
Aeneas Coffey (1830)
Sicuramente la figura più importante nella storia della distillazione. Aeneas Coffey nacque probabilmente a Dublino, nel 1780. Suo padre Andrew Coffey era un ingegnere presso la Dublin City Waterworks, la sua presenza ha sicuramente stimolato l’ingegno da inventore di Aeneas.
Carriera da inventore che è in realtà iniziata molto tardi. Infatti Aeneas inizia a lavorare nel 1800 per la Customs & Excise britannica, come esattore delle accise. Solo dopo il suo pensionamento (1824) maturò la consapevolezza di voler esplorare la tecnica della distillazione a colonna.
Nel 1821, quando era ancora in attività, contribuì a introdurre nelle distillerie alcune invenzioni pensate per ridurre l’evasione delle accise attraverso l’introduzione di un sistema chiuse che consentisse al distillatore di lavorare ma che gli impedisse di prelevare liquidi primi del controllo doganale. La più famosa è lo Spirit Safe per il taglio delle teste e delle code e per la produzione del new make, uno strumento che venne poi adottato – con piccole modifiche – dalle Dogane e reso obbligatorio in tutte le distillerie.
Passato, come distillatore, dall’altra parte della barricata, Coffey prese sicuramente spunto dai lavori di Stein sia seguendo i suoi progetti che assistendo ad una sua dimostrazione a Dublino, dove Stein stava tentando di commercializzarlo. Ma il progetto della Coffey still era già disegnato nella sua testa e quel preriscaldamento che Stein faceva esternamente, per lui poteva essere tranquillamente fatto in una seconda colonna, attraversata dai caldi vapori alcolici distillati dalla prima colonna, l’analyser.

Coffey presentò la domanda per il suo alambicco a colonna nel 1830 (brevetto #5974, autorizzazione concessa il 5 febbraio 1831), quando lui era diventato proprietario della Dock distillery di Dublino. I test lì effettuati, lo portarono nel 1832 ad ottenere l’autorizzazione delle Dogane.
Alcune distillerie di Scozia avevano, a quel punto, già installato l’alambicco di Stein. Stranamente, Coffey non riuscì a godere dello stesso successo nella sua terra, a Dublino e in Irlanda, dove questa innovazione era interpretata come lesiva per la qualità dello spirito e dove si è continuato a preferire la produzione di Irish pot still whiskey. Questa testarda posizione, insieme ad altri fattori, condanneranno l’Irlanda a perdere la posizione dominante nella produzione di whisky.
A Coffey, che nel 1837 aveva fondato la Aeneas Coffey & Sons a Barrow Street, Dublino, non restò che trasferirsi a Londra (1839). In pochi anni la sua invenzione si sarebbe trasformata nello standard di produzione del whisky di grano, al punto che anche la distilleria Cameronbridge ad un certo punto abbandonò l’alambicco Stein per passare a quello Coffey.
L’alambicco Coffey ha costruito le fondamenta del successo del Blended Scotch Whisky e ha delineato con assoluta certezza il carattere moderno del whisky. La struttura del suo alambicco era in legno con piatti in rame, oggi è prevalentemente in acciaio, ma gran parte degli attuali alambicchi a colonna usa ancora le invenzioni introdotte da Aeneas Coffey.
Si pensa che una delle cause che possono aver contribuito all’insuccesso di Coffey in patria, fosse l’utilizzo iniziale di piatti e tubi in ferro, cosa che rendeva effettivamente poco gradevole il new make delle sue prime distillazione. Solo più tardi sarebbe passato al rame, quando il danno di immagine a Dublino era difficilmente recuperabile.
Un brevetto più avanzato (1840) del Coffey still (credits Richard Seale)
Non esistono molte informazioni sulla figura di Aeneas Coffey, di lui esiste una sola foto – riprodotta in ogni libro e in ogni pagina web. Foto che, con molta probabilità, è quella del figlio Aeneas Junior.
Installazioni in Scozia
La prima distilleria di Scotch whisky ad installare l’alambicco Coffey fu Grange nel 1834 e negli anni successivi seguirono Inverkeithing, Bonnington e Cambus. Aeneas Coffey Jr provò a mettersi in gioco direttamente con la distilleria Lewisham, a Londra nel 1840, ma non ebbe successo e i Coffey si affermarono come produttori di alambicchi.
L’alambicco a colonna era molto più efficiente rispetto all’alambicco pot still e produceva uno spirito a gradazione più elevata (85-95% abv). Poiché i costi di maltazione (si potevano usare altri cereali non maltati), riscaldamento e manutenzione erano una frazione rispetto a quelli di una classica distilleria di malto, il whisky di grano distillato a colonna costava circa il 50-70% in meno rispetto al whisky di malto prodotto in pot still.
Riportiamo qui di seguito la successione cronologica delle prime installazioni in Scozia di alambicchi continui a colonna, una tabella che decreta il successo definitivo del brevetto Coffey.
- Kirkliston – alambicco Stein, 1828
- CameronBridge – alambicco Stein, 1830
- Grange – alambicco Coffey, 1834
- Inverkeithing – alambicco Coffey, 1835
- Bonnington – alambicco Coffey, 1835
- Cambus – alambicco Coffey, 1836
- Yoker – alambicco Stein, 1845
- Kilbagie – alambicco Coffey, 1845
- Port Dundas – alambicco Coffey, 1845
- Seggie – alambicco Coffey, 1845
- Glenochil – alambicco Stein, 1846
- Haddington – alambicco Coffey, 1846
- Croftanrigh – alambicco Coffey, 1846
- Kennyhill – alambicco Coffey, 1847
- Sunbury – alambicco Coffey, 1849
- Carsebridge – alambicco Coffey, 1852
- Saucel – alambicco Coffey, 1855
- Glenmavis – alambicco Coffey, 1855
- Caledonian – alambicco Coffey, 1855
- Bo’ness – alambicco Coffey, 1876
- North British – alambicco Coffey, 1885

Credits e fonti: Short History of the Art of Distillation (R.J.Forbes), Whisky Technology, Production and Marketing (Inge Russell e Graham Stewart), Whisky Science – A condensed distillation (Gregory H.Miller), Neil Wilson su ScotchWhisky.com, Blog WhiskyScience, Chris Middleton su Whisky Magazine, Richard Seale alla BRE e su Facebook.
LA COLONNA COFFEY
Parte 1: la distillazione continua in potstill
Parte 2: il passaggio alla colonna
Parte 3: I primi brevetti e Coffey



