La chitarra “Single Malt” di Manne

La chitarra “Single Malt” di Manne

Per la fiera di Francoforte c’è bisogno di uno strumento molto particolare… perché non costruisci una chitarra con una botte di whisky?

 

Alex Muhlbauer conosce molto bene il mio interesse per lo Scotch whisky single malt quindi la sua idea ha avuto l’effetto di schiacciare il giusto bottone per farci mettere immediatamente al lavoro.

Con l’aiuto di Johannes Van Den Heuvel di Maltmaniacs and Serge Valentin of Whiskyfun, due grandi ed appassionati esperti di whisky single malt scozzesi, sono stato messo in contatto con Nick Morgan della Diageo che ha provveduto a spedirci una botte della distilleria Lagavulin.

Sono stato su Islay, una isola a poche miglia dalle coste della Scozia, nella primavera del 2007 durante il festival in cui le distillerie dell’isola accolgono gli appassionati provenienti da tutto il mondo.

 

 

La Lagavulin è una delle più vecchie distillerie scozzesi ed il suo whisky è riconosciuto come uno dal carattere più deciso, torbato, marittimo, medicinale ed il loro whisky più diffuso è il sedici anni invecchiato in botti di rovere.

 

 

Una di queste, disassemblata, è arrivata nel nostro laboratorio e non appena abbiamo aperto l’involucro, l’inconfondibile profumo di Lagavulin si è mischiato a quello del legno saturando piacevolmente le nostre narici per qualche giorno.

 

 

Dopo che il legno ha raggiunto la giusta essiccatura ci siamo messi al lavoro per risolvere parecchi problemi dati dalle dimensioni e dallo stato delle tavole. Le due teste, le parti piatte che chiudono i lati della botte si sono rivelate perfette per la realizzazione della parte posteriore della cassa, rendendo possibile conservare la superficie originale con la sua vernice e la caratteristica marchiatura. I pezzi sono solo due ed adatti alla cassa di due chitarre Taos. Abbiamo quindi preparato le doghe per incollarle assieme per creare i top; avendone a sufficienza è stato possibile realizzare un basso Moab completamente con le doghe.

L’interno della botte viene carbonizzato, quindi la parte interna delle doghe è stata piallata giusto il minimo indispensabile per ottenerne un buon piano incollabile, mantenendo le tracce della bruciatura.

Il rovere è un legno molto pesante e compatto, simile al frassino europeo che noi usiamo per i nostri strumenti più rock. Abbiamo deciso di adottare il nostro sistema di Multichambering per alleggerirlo il più possibile e renderlo più “suonante”.

 

 

Una volta che il corpo è stato sagomato e carteggiato, abbiamo creato l’effetto ed il feel del legno vecchio, consumato dal tempo, con l’ossidazione del colore e l’effetto della polvere dei magazzini e della ruggine dei cerchi.

Per proteggere poi il legno abbiamo inventato la formulazione di un olio senza odore mescolato ad un favoloso Lagavulin 91-07 Distillers Edition, che molto probabilmente era proprio il whisky contenuto in quella botte. La formulazione ha la caratteristica di mantenere vivo il profumo originale della botte.

 

 

Costruire strumenti e produrre del whisky sono apparentemente dei mondi molto lontani. Ma non lo sono, perlomeno qui alla Manne.

Per entrambi si parte da pochi e semplici materie prime naturali e tutto il lavoro per ottenere il risultato voluto si basa sul conoscere ed utilizzare con maestria componenti e procedimenti, tempi e conoscenza, controllo e sperimentazione.

 

 

Poi il tempo gioca per entrambi un ruolo importante, invecchiando il whisky sotto l’influenza della botte che lo contiene, mentre lo strumento sviluppa e matura la sua sonorità anche sotto l’influenza di chi lo suona.

Quale è il risultato? Sensazioni.

 

 

Un mezzo per produrre musica dovrebbe ispirare e muovere il musicista verso la profondità dell’essenza della musica, per raggiungere e offrirne il suo piacere.

Il gustare, perché il whisky è qualcosa che non si beve a bicchieri ma si gusta a sorsi, è una esperienza creativa di scoperta di un mondo di gusti e sapori che fanno affiorare ricordi e sensazioni.

La musica e le sensazioni del gusto sono qualcosa che vanno oltre le parole ed hanno un linguaggio universale. Potrebbe essere molto complesso ma in realtà è molto semplice: ti basta sentirlo, “just feel it!”.

 

La chitarra Single Malt di Manne in bella mostra nel Visitor Centre di Lagavulin (2008). Chitarra (numero 3 di 3) che è stata poi messa all’asta da Diageo per beneficenza.

 


Andrea “Manne” Ballarin

Dal 1987 costruiamo chitarre e bassi elettrici. Gli strumenti MANNE sono il risultato naturale della nostra storia artigianale: essenza di suonabilità, sonorità, precisione.

Tutti i corpi e i manici MANNE sono studiati, sviluppati e prodotti da noi. Ergonomia, design e personalità: MANNE offre ai musicisti strumenti pensati per essere versatili e personalizzabili, di alta qualità, affidabili e durevoli.

Alla MANNE abbiamo le idee chiare: sappiamo che “c’è sempre un modo migliore per farlo”.

Questo è il nostro pensiero, che si traduce anche nell’applicazione di idee non convenzionali.

Ci siamo fatti apprezzare soprattutto negli U.S.A., dove – già dal 2005 – Guitar Player America ci ha recensiti paragonandoci a Ferrari, per la qualità e il carattere dei nostri strumenti.

Abbiamo venduto finora 3.000 strumenti in 16 paesi, tra i quali Cina, Australia, Sud Africa, Finlandia, Svezia, UK ed USA.

MANNE ha prodotto e sviluppa tuttora progetti “Special Edition” – ad esempio la chitarra costruita con la botte del whisky Lagavulin – sviluppandoli a seconda delle richieste dei collezionisti.

Fra tutti i bravi musicisti che hanno suonato e suonano i nostri strumenti ce ne sono alcuni di fama internazionale: Glenn Hughes (Deep Purple), Zucchero, Gil Dor (Noa), Nguyen Lè, Fabrizio Grossi (Supersonic Blues machine), Federico Malaman, Daniele Camarda, Magnus Rosen (Avanche), Lionel Loueke, Gianluca Mosole, Massimo Moriconi, Horea Crisovan.

 

MANNE GUITARS di Andrea Ballarin
Fine Italian basses & guitars since 1987
Via Paraiso 28, Schio, VI
www.manne.com

 

 

 

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