La Carelia

Dal diario di viaggio di Claudio Riva, whisky e dintorni


Oggi torniamo in città. Come sempre non puoi dire di conoscere una nazione se non pigli un’auto e ti fai almeno 10 giorni nel bel mezzo del nulla, solo per il piacere di vedere, scoprire, capire.

La Carelia non è solo uno degli stati della confederazione russa. La continua disputa di questo lembo di terra tra la Finlandia e la Russia ha portato a continui reset di cultura e tradizioni che solo ora riescono ad emergere anche grazie ad un turismo che qui è solo agli inizi. Per lo stesso motivo si è guadagnata una maggiore autonomia (anche se non scritta); loro dicono di essere uno stato nello stato.

Turismo principalmente locale, russo e finlandese, lo straniero è cosa rara anche se abbiamo incontrato gruppi di spagnoli, di francesi e una sparuta rappresentanza italiana. La lingua è seriamente un grosso problema, l’accoglienza difficile da interpretare, io per carattere cerco sempre di non usare la chiave di lettura “occidentale” e di trovare il buono di ogni cultura ma in almeno un paio di occasioni si sono create situazioni imbarazzanti – ben oltre lo stereotipo russo dipinto della cinematografia americana. Un saluto alla signora che vende i biglietti delle escursioni verso Valaam – biglietti non disponibili perché tutti acquistati dalle agenzie turistiche del posto – e che passa la giornata ad insultare i turisti che si presentano con un “do u speak english?” urlando (ovviamente in russo) che di biglietti non ce ne sono più e di non rompere le scatole. Otto ore di lavoro in queste condizioni devono essere dure, che l’avvicinamento alla pensione sia lungo e sofferto e che le giornate passate in quella “gabbia” di 80x80cm completamente esposta al sole le diventino sempre più insopportabili. Insomma ci tornerei per la natura, un po’ meno per la gente. I sorrisi sono davvero cosa rara.

Purtroppo il fattaccio del sommergibile nucleare ci ha impedito di visitare il Mar Bianco e di godere di terre ancora più isolate. Nota di cronaca il livello di radiazioni in Carelia sud non si è spostato di un millimetro, non lo dice ovviamente la Russia ma la rete di sensori posizionata dalla Finlandia sul confine russo; questo non toglie gravità ad un incidente che è successo e che come sempre è stato mal gestito dalle autorità militari e politiche.

Un altro rammarico è stata l’assoluta assenza di animali selvatici. Abituato alla Scozia – dove basta essere solo un po’ curiosi per scorgere forma di vita nei boschi, in mare, sulle spiagge – dopo 1800 km di foresta, molti su strade secondarie, e 12 miliardi di alberi abbiamo totalizzato ben 2 scoiattoli rossi e un falco 🙁 di orsi, cervi, lepri, alci neanche l’ombra. Presi da sconforto abbiamo pure visitato un parco naturale dove gli animali c’erano … ma erano delle belle statue di legno #nessunasperanza. La foresta è così ampia e la presenza dell’uomo così marginale da creare ben poche occasioni di contatto (qui la caccia è importante fonte di reddito).

Un saluto alla latitudine 63°N (le Shetland sono a 60°N, le Orcadi 59°N). Due settimane con solo due velocissimi temporali, giornate completamente blu e massime attorno ai 20°C, le migliori condizioni climatiche per godere di tanta bellezza.

In viaggio con Whisky Club Italia (tranquilli adesso si torna a parlare di distillati)




Veloci appunti e qualche fotografia, importati da Facebook

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