Kilchoman open day #islay64

Kilchoman open day #islay64

 

La quarta giornata di fila di cielo blu, con temperature che hanno toccato i 24°C, ha portato un numero record di persone all’open day di Kilchoman. Contrariamente alle altre distillerie – che hanno registrato un calo di partecipazione e di interesse verso l’imbottigliamento del Feis – qui la temuta crisi del whisky ci è sembrata molto lontana.

 

 

Format non variato, un programma musicale che ha visto succedersi diversi gruppi e che ha toccato il momento clou con la performance della Islay Pipe Band.

 

Kilchoman Feis Ile 2026, 15 anni, 50.9%, 70cl, £ 130

Selezionato personalmente da Anthony Wills, è un Calvados Cask Finish invecchiato 15 anni. Tre botti ex-bourbon sono state fatte maturare per 10 anni, per poi essere state trasferite per altri 5 anni in ex-calvados. 637 bottiglie.

 

 

La disponibilità di affinamenti in botti originali e poco sperimentate dalle altre distillerie – come i più disparati vini – sembra avere un po’ stancato l’appassionato e scalfito il carattere torbato e marino della distilleria. Kilchoman si conferma spesso come un porto sicuro per maturazioni giovani – diciamo sotto i 10 anni – e accusa un carattere austero per affinamenti più prolungati.

Non è questo il caso, questo 15 anni è molto fresco al palato, ed elegante al naso. Il finishing in Calvados ha esaltato la naturale fruttuosità del distillato, portando alla luce vivaci note di mela, senza oscurare il carattere costiero e torbato.

Tutti noi abbiamo accusato il prezzo troppo elevato, il solo dram di assaggio era proposto a £ 12. Il risultato è che Kilchoman è stata l’unica distilleria in cui il nostro (assetato) gruppo non ha fatto acquisti.

 

 

Molto interessanti i campioni provenienti dalla Warehouse Tasting, tre imbottigliamenti di 10cl proposti con maturazione in ex Bourbon (7 anni, 58.4%), White Port finish (10 anni, 52.3%) e Vouvray Finish (vino bianco francese prodotto nella Valle,  della Loira, 7 anni, 56.2%). Tre assaggi che hanno confermato la nostra preferenza per la maturazione “giovane” in botte americana.

 

 

Nei giorni precedenti avevamo già visitato la spiaggia di Machir Bay, che ci aveva accolto con un tramonto mozzafiato.

 

 

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