Weekly Dram 26.23
La gradazione piena è un po’ il Rubicone per tanti appassionati, quello che ci fa passare da bevitori occasionali a “veri esperti di whisky”!
Se molti di coloro che di whisky non vogliono proprio sentire parlare imputano proprio all’esuberanza alcolica la loro idiosincrasia verso il distillato, viceversa chi lo ama trova nell’alto livello alcolico fonte di gioia e soddisfazione.
Ovviamente la “forza di botte” (la gradazione alcolica a cui è giunto il distillato al momento di estrarlo dal legno di maturazione per metterlo in bottiglia) non è un valore di per sé, non rappresenta necessariamente un whisky migliore o più completo rispetto ad altri che vengono diluiti prima di essere messi in commercio: è un punto di partenza per apprezzare il distillato nella sua forma più naturale.
In questo senso, farne una fissazione (“io bevo solo whisky cask strength!”) significa privarsi di una pletora di imbottigliamenti che a gradazioni ammaestrate, persino sino al minimo consentito del 40%, offrono un’esperienza profonda e sfaccettata, così come l’ha pensata il produttore.
Anche perché spesso l’imbottigliamento a grado pieno è più una scelta, se vogliamo, di marketing che di qualità: si lascia ai bevitori la decisione se apprezzarlo in purezza o con una leggera diluizione, facendo un passo indietro rispetto al proprio gusto. Tant’è che diversi imbottigliamenti indipendenti, spesso da botte singola, mostrano sì una gradazione alta, ma non necessariamente piena, esprimendo in questo caso la propria visione che vede in una leggera diluizione la massima espressione del whisky.
Se si sposa la visione del marketing, è inevitabile che di alcuni imbottigliamenti noti venga spesso prodotta anche una versione a grado pieno, come a rispondere alla domanda degli appassionati “e se avesse qualche grado in più, come sarebbe?”.

Lo ha fatto Kilchoman con i suoi due portabandiera, Sanaig e Machir Bay, presentati entrambi periodicamente in edizioni cask strength, di cui ho scelto una delle più recenti versioni dei due che apprezzo di più, quello con più alta percentuale di botti ex bourbon rispetto a quelle ex sherry.
KILCHOMAN MACHIR BAY CASK STRENGTH 2025
Single Malt Scotch Whisky
58,3%abv, botti ex bourbon ed ex sherry
Prezzo intorno agli 80 euro
Agrumi in quantità al naso, tra mandarini, kumquat, limone e pompelmo rosa, che guidano la carica di torba acre e costiera, accesa ma non prevaricante. È infatti con la frutta (seconda fila di mela, pesca, albicocca, melone) che si integra il fumo dalla griglia fronte oceano, con frutti di mare, alghe bruciate e salamoia. Note sparse di liquirizia, frutta secca (arachidi, mandorle), crema pasticcera e pasta frolla bruciata. Molto dritto. L’aggiunta di acqua esalta pasticceria, dando più spessore all’olfatto.

In bocca riprende il tema agrumato, ancora molto accentuato, che assieme alle spezie (pepe nero, zenzero, cannella, noce moscata) esalta la torba, qui più aggressiva ed energica, uno strato oleoso di carboni accesi e tanto, tantissimo oceano, inteso proprio come acqua salata e salsedine. Gli aspetti dolciari restano in secondo piano, a fondo sorso, sempre declinati nelle sfumature combustive: crema catalana, crostata di albicocche bruciata, caffè, fondente. E malto tostato. L’acqua riporta un po’ di equilibrio, con note amaricanti ed erbe aromatiche che riassestano l’ondata di torba e mare.
Finale lungo di braci spente, agrumi, frutta secca, liquirizia, caffè, malto bruciato.
Conclusioni: Per come la vedo io, la versione a grado pieno di un imbottigliamento già al 46% non dovrebbe richiedere l’aggiunta di acqua per riportarlo a miti consigli. Le edizioni cask strength “perché sì” mi lasciano sempre un po’ perplesso, anche se alla fine il senso è che ognuno trovi la propria gradazione ideale. Ma avrei comunque preferito una bevuta liscia meno squilibrata.
Link a tutti gli assaggi di Kilchoman: https://whiskyart.blog/category/scozia/islay-whisky/kilchoman-islay/
Il profilo della distilleria Kilchoman: https://whiskyclub.it/distilleria/kilchoman/


