Weekly Dram 23.01
Con la nuova rubrica Weekly Dram vi proporrò ogni settimana uno dei whisky che mi ha colpito di più nell’ultima settimana sul mio blog Whiskyart, tra i tanti (o pochi, dipende dai punti di vista) che avrò avuto modo di assaggiare nei giorni precedenti.
Non si tratterà necessariamente del “più buono” ma, sempre restando nella piena soggettività che ci contraddistingue quando ci avviciniamo a un dram, di quello che mi ha sorpreso o emozionato maggiormente.
Perché, val la pena ricordarlo, il whisky è fatto soprattutto di sensazioni ed emozioni personalissime, in cui il nostro vissuto, passato e presente, si confronta alla pari con il contenuto della bottiglia.
Lamberto Lamarina
WhiskyArt.blog
E comincio dall’ultima espressione di una serie che, nel tempo, ha sempre confermato una qualità altissima e costante: Kilchoman 100% Islay.
Edizione annuale realizzata dalla (ex) distilleria più giovane di Islay, a partire da orzo proveniente esclusivamente dai loro raccolti e con un livello di torbatura iniziale di 20 ppm, più basso degli altri imbottigliamenti prodotti, l’incarnazione piena dello spirito artigianale e fieramente isolano di Kilchoman.
Un minimo di otto anni di maturazione passati tra 29 barrel ex bourbon e sei butt ex sherry oloroso per 12.500 bottiglie uscite a settembre del 2022.
KILCHOMAN 100% ISLAY 12th EDITION
50% abv, botti ex bourbon ed ex sherry
Prezzo indicativo sotto i 100€
L’introduzione è quella di un naso piuttosto delicato e morbido, in cui la torba è quella terricola e vegetale dalle evocazioni di sottobosco, dove si rincorrono note dolci (di miele, vaniglia e biscotto al malto) e fruttate (di mela, pera e susina) con venature di agrumi. Una cucchiaiata di crema al caramello salato si spalma sugli aromi, che si mantengono pieni e freschi con un magistrale equilibrio tra terra e cremosità.
Frizzantino e vivace al palato, con pepe nero, zenzero e un pizzico di peperoncino che sferzano i sensi, portando in primo piano le proverbiali note agrumate di Kilchoman assieme alla torba che indossa l’abito scuro, con il fumo della frutta grigliata impastata a miele e frutta secca, una sorta di baklava meno zuccherina. Non dimentica le proprie origini agricole, con note vegetali umide e saline da foglie autunnali e alghe che offrono un piacevole substrato, dando in lunghezza una freschezza a tratti balsamica che pulisce la bocca. Una manciata di spezie (noce moscata, cannella) completa un quadro davvero ricco e sfaccettato.
Finale lungo dai tratti salini, in cui la componente cenerina unisce frutta secca, miele, biscotti al malto e note vegetali in una sorta di bignamino della degustazione.
Il rapporto qualità/prezzo di questa serie resta altissimo, un whisky ricco e complesso che riesce a essere al contempo coerente e cangiante a ogni rilascio, mostrando tutta la capacità di fuoco di una distilleria che dimostra amore e cura per ogni goccia che esce dai propri alambicchi.
Chapeau.
Link a tutti gli assaggi di Kilchoman: https://whiskyart.blog/it/category/scozia-2/islay-whisky/kilchoman-islay/
Maggiori informazioni sulla distilleria Kilchoman




