Weekly Dram 26.14
All’inizio di questa crisi che ha investito il mondo del whisky (e non solo), una delle prime vittime illustri è stata Waterford, la distilleria irlandese fondata da Mark Reyner che metteva al centro della propria filosofia la materia prima, l’orzo.
Forse per eccesso di ambizione o di zelo, l’azienda dovette dichiarare bancarotta a fine 2024, ed è notizia di pochi giorni fa l’acquisto da parte di Tennesse Distilling Group per circa 6 milioni di euro, con l’intenzione di investire per la ripartenza (la distilleria è ferma da un anno e mezzo).
La nuova proprietà intende fare tabula rasa del lavoro di Reyner per produrre un whiskey “più approcciabile e prevedibile” (parole loro), in parte anche per i prodotti a loro marchio, utilizzando le scorte presenti nei magazzini per imbottigliamenti di lusso.
Una fine davvero ingloriosa per chi credeva fortemente nell’influsso dell’orzo sul prodotto finale, spingendo il concetto di terroir applicato al whisky fino all’estremo, segno di una crisi che colpisce anche chi il cereale lo coltiva.
Se infatti le coltivazioni locali non sono mai state davvero il cuore della produzione del whisky, irlandese quanto scozzese, la riduzione di domanda da parte delle distillerie sta mettendo in ginocchio l’intero settore dell’agricoltura legata all’orzo, rifiutando in alcuni casi di onorare gli ordinativi fatti l’anno precedente.
I coltivatori si trovano con enormi quantità di orzo che il mercato della distillazione non può più assorbire, trovandosi a doverlo rivendere come mangime a prezzi ovviamente inferiori: solo in Scozia, i raccolti di orzo erano destinati per un terzo alla produzione di whisky.
La salvezza potrebbe risiedere nella conversione delle distillerie di Scotch all’orzo 100% scozzese, ma se questa è una strada complessa e irta di difficoltà, c’è chi da tempo però la sta percorrendo con grandi soddisfazioni.
È nota un po’ a tutti gli appassionati la serie 100% Islay di Kilchoman, un’edizione annuale che origina da un distillato di orzo coltivato nei campi della distilleria, e che sempre più spesso gode di imbottigliamenti estemporanei per mettere in risalto la qualità (se non il terroir, sebbene non nominato) delle loro coltivazioni.
Ed è di uno di questi che vi parlo oggi, uscito verso la fine dell’anno scorso, basato su orzo torbato in casa a 20ppm e che rappresenta quello che potrebbe essere il futuro (o la salvezza) per il whisky scozzese.
KILCHOMAN 100% ISLAY 11YO
Single Malt Scotch Whisky
50%abv, botti ex sherry
Prezzo intorno ai 180 euro
Ruvido e morbido allo stesso tempo al naso, con cuoio, frutta secca (noci, mandorle, nocciole tostate), prugna secca, arancia candita, ananas grigliato e caramello salato che si rincorrono tra le narici, avvolti da un fumo terrigno. Consistenti venature minerali e costiere, a tratti di zolfo, in lunghezza porta in superficie una decisa nota agrumata, declinata al rosso. Liquirizia, fondente, chicchi di caffè e zucchero tostato di fondo, assieme a una spolverata di spezie (cannella, noce moscata). Esprime una freschezza notevole per una maturazione così intensa in sherry.
In bevuta, ritrova la stessa, frizzante freschezza dell’olfatto pur in una consistenza oleosa, complici le note agrumate ancora più evidenti (tra succo, canditi e marmellata), una vivace speziatura (compresi pepe nero, anice e chiodi di garofano) e una lieve inflessione balsamica. Il cuore è sempre sherried, tra frutta (anche datteri, amarene e carrube), ancora caramello salato, cacao e caffè (più marcati), cuoio (meno marcato) e crema catalana. Il fumo cresce di intensità senza mai prevaricare, tra malto e legna bruciati, con una spiccata salinità specie in lunghezza. Molto equilibrato e pieno, sostanzioso.
Finale lungo di fumo e agrumi, tra cenere, arancia candita, frutta secca, lieve speziatura, liquirizia e tanto sale.
Conclusioni: Un whisky ricco e pieno, che dà piena soddisfazione con equilibri perfetti e una corposità bilanciata tra opulenza e leggerezza. Un ottimo esempio di quello che un 100% Islay possa esprimere.
Link a tutti gli assaggi di Kilchoman: https://whiskyart.blog/category/scozia/islay-whisky/kilchoman-islay/
Il profilo della distilleria Kilchoman: https://whiskyclub.it/distilleria/kilchoman/




