Jameson Caskmates Stout Edition #WeeklyDram

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Weekly Dram 26.36

Quando si pensa al whiskey irlandese, probabilmente il primo nome a saltare in mente è Jameson, il noto blended prodotto nella distilleria Midleton a Cork, in Irlanda.

Se infatti le origini del marchio sono dublinesi, la tormentata storia dell’isola verde ha portato la produzione nel sud del Paese, durante la pesante crisi che distrusse (quasi) completamente la produzione di whiskey nazionale.

 

 

È indubbio che Jameson sia stata fondamentale nella storia della capitale, un marchio fieramente irlandese che, curiosamente, fu creato da uno scozzese, che solo intorno al 1770 si spostò a Dublino per fondare la distilleria.

Tanti gli aneddoti legati alla sua storia durante la permanenza a Dublino, dalle mura esterne che, grazie al calore della produzione, davano conforto ai poveri e senzatetto della città, fino al racconto di un cecchino che, appostato sui tetti della distilleria, teneva d’occhio le strade durante l’insurrezione di Pasqua del 1916.

Inizialmente la produzione veniva realizzata per conto terzi, dovendo attendere il 1963 per vedere la prima bottiglia a portarne il nome, ovvero il Jameson Ten, che più avanti diventerà il Jameson Crest.

Tradizione vuole che sia stata proprio Jameson a creare il Single Pot Still, lo stile di whiskey tutto irlandese che vede l’uso di orzo maltato e non assieme ad altri cereali, il tutto nato dalla volontà di evadere le gabelle imposte sull’orzo maltato (anche se ricerche recenti parlano di una vera e propria volontà di sperimentare da parte di produttori diversi).

Sia come sia, Jameson è un pilastro della produzione irlandese, un blended “facile”, presente in pratica sugli scaffali di ogni bar e supermercato, e al cuore del notissimo Irish Coffee, uno dei cocktail più amati e diffusi nei pub irlandesi sparsi nel mondo.

Del marchio esistono diverse varianti rispetto a quello base, con invecchiamenti diversi fino alle poche edizioni con età dichiarata (compreso il 18 anni), e oggi vi propongo l’assaggio di uno degli imbottigliamenti della serie Caskmates, che vide affiancare le botti che avevano contenuto birre diverse nell’affinamento del blended.

 


JAMESON CASKMATES STOUT EDITION
Blended Irish Whiskey
40%abv, botti ex bourbon ed ex stout

Prezzo attorno ai 40 euro

 

Al naso la prima impressione è quella di pane appena sfornato, un mix di cereali e lievito non particolarmente incisivo giacché gli aromi sono, almeno inizialmente, abbastanza tenui. Concedendogli tempo, si definiscono note di pasta di zucchero, mela verde, frutta secca (pinoli, nocciole), limone e ananas canditi, e infine, andando proprio a scavare nel bicchiere con tanta pazienza, si arriva a un sussurro di caramella al caffè, trattenendo a stento un gridolino di trionfo per aver trovato un’idea di stout. Non proprio esplosivo, ma era difficile aspettarsi altro.

 

 

Un pizzico di pepe e zenzero introduce un palato leggerino (ma non troppo) in cui l’influsso della birra si fa sentire maggiormente, sempre con una discreta componente vegetale sorretta da sentori di crema al caffè, cioccolato, zucchero di canna, un tocco di noce moscata e cannella, sullo sfondo qualche accenno fruttato.

Finale abbastanza breve di caffè, note vegetali, cenni speziati e mela cotta.

 

Conclusioni: Non parte proprio benissimo ma recupera abbastanza nella bevuta, quel tanto che basta da renderlo una piacevole alternativa al blended classico. Non si trovano né si offrono sottigliezze o tridimensionalità, ma l’affinamento fa il proprio lavoro in modo più che dignitoso, e a un prezzo così popolare non ci si può davvero lamentare.

 

Link a tutti gli assaggi di Jameson: https://whiskyart.blog/category/irlanda/jameson-irlanda/

 

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