Weekly Dram 23.30
La dura e complessa storia del whiskey irlandese è nota più o meno a tutti, con il punto più basso raggiunto nella seconda metà del secolo scorso ritrovandosi con sole due distillerie attive in tutta l’isola, che riuscirono a mantenere la produzione del distillato fino alla rinascita e rifioritura che stiamo vedendo negli ultimi anni.
L’enorme distilleria Midleton a Cork è stata per molto tempo, assieme a Bushmills in Irlanda del Nord, il baluardo del whiskey dell’isola di giada, grazie alla produzione diversificata di single pot still (la ricetta tutta irish composta da orzo maltato e non) e grain che ha concesso di mantenere vivi marchi storici come Jameson, in quei tempi uno dei pochi punti fermi della produzione locale.
Un blended economico e dalla facile bevuta che ha saputo però diversificarsi e sperimentare, grazie a edizioni come Caskmates (con affinamenti in botti che hanno contenuto birre artigianali locali) o la Deconstructed Series (che metteva in risalto il blended nelle sue tre componenti principali: single pot still, grain e botti di invecchiamento), un po’ nello stile del cugino scozzese Johnnie Walker, proponendo anche maturazioni importanti.
Un whiskey che difficilmente risalta nelle bottigliere degli appassionati, ma che offre una introduzione di buon livello allo stile irlandese, riuscendo in edizioni speciali ma ancora economiche a dare quel qualcosa di più che possa, perché no, persino stupire.
Questo Black Barrel credo sia un esempio molto rappresentativo, un’edizione presentata come “small batch” (che nelle produzioni massicce fa un po’ sorridere) e che vede, rispetto alla versione base, l’uso di botti ex bourbon carbonizzate.
JAMESON BLACK BARREL
40% abv, botti ex bourbon first fill
Prezzo: intorno ai 40 euro
Caramello, cereali e note erbacee si fondono al naso in una composizione abbastanza morbida e piacevole, con note fruttate (mela verde, cocco, banana), lieve venatura metallica e, in lunghezza, caramella al caffè. Inflessioni citriche di fondo.
Al palato è più cremoso di quanto ci si aspetti, con un pizzico di pepe e spezie (cannella, noce moscata) sulla parte fruttata che si fa più decisa, tra influssi tropicali e agrumi, con biscotto al malto, cereali tostati, caffè, topping al caramello e ancora una vena amarotica e metallica a segnare la bevuta.
Finale abbastanza lungo di cereali, caramello, caffè, biscotto al malto.
Quando l’ho approcciato la prima volta, ammetto di essere partito un po’ prevenuto, la gradazione minima mi mette sempre sulla difensiva, ma devo dire che si è rivelato più morbido e persistente di quanto mi aspettassi.
Intendiamoci, nulla di trascendentale, ma i sapori sono netti ed equilibrati, dai tratti anche eleganti e con una certa personalità, il tutto in una fascia di prezzo più che popolare.
Link a tutti gli assaggi di Jameson: https://whiskyart.blog/it/category/irlanda/jameson-irlanda/




