Isle of Lewis

Isle of Lewis

Isle of Lewis: altre spiagge da sogno, castelli, scacchi e fari sulla scogliera, delfini, pietre millenarie e una perla nascosta

Penultimo appuntamento con le Ebridi Esterne, dopo questo articolo ce ne sarà solo un altro e poi avrò smesso di tediarvi, promesso. Qui i link alle puntate precedenti.

E così approdiamo sull’isola di Lewis. È la prima volta che arrivo in auto su un’isola senza prendere un traghetto, attraversare un ponte o percorrere un tunnel, ma se avete letto l’articolo precedente sapete già tutto: Lewis e Harris, due isole in una, o forse un’isola in due? Ah, saperlo! Così avrebbe detto il Pazzaglia, in ogni caso… misteri ebridiani.

Allora, la prima tappa è il Lews Castle, a Stornoway, palazzo baronale del 1840, nel cui parco ogni anno a luglio si svolge l’Hebridean Celtic Festival, quest’anno dal 16 al 19 luglio e noi ci saremo per raccontarvelo. Il castello oggi ospita un bellissimo albergo, ma il parco e il piano terra della struttura sono accessibili e liberamente visitabili. Alcune stanze sono arredate in stile ottocentesco, altre ospitano il Museum nan Eilean, il Museo delle Isole, molto ben organizzato e interessante. Tra le cose più affascinanti una sala “immersiva” in cui un video accelerato mostra i panorami dell’isola evolversi nelle 4 stagioni, alcune bottiglie di whisky recuperate dal famoso naufragio del Politician (ricordate Whisky Galore? Se non lo ricordate andate agli articoli precedenti) e 6 pezzi dei famosissimi scacchi di Lewis, realizzati in avorio di tricheco nel XII secolo e conservati in parte nel British Museum di Londra, in parte nel Museum of Scotland di Edimburgo e 6 pezzi, appunto, qui a Stornoway.

 

 

Visto che è presto per andare a reclamare il nostro alloggio, andiamo a visitare il sito di Callanish e poi l’isola di Great Bernera, collegata a Lewis da un ponte, dove si trova la bellissima spiaggia di Bosta Beach.

Callanish è uno dei cerchi di pietre erette più completi della Gran Bretagna, risale a 3800-5000 anni fa ed è uno dei siti preistorici più suggestivi al mondo. Sorge su un isolato e selvaggio promontorio che sovrasta il Loch Roag: 13 menhir disposti a cerchio con al centro una pietra alta 4,5 metri. Altri 40 menhir più piccoli si irradiano formando una croce e al centro i resti di una camera funeraria. Le pietre erette si stagliano sull’azzurro del cielo e dei loch circostanti. Le teorie sull’origine e sullo scopo di questo luogo sono molteplici, si va dall’osservatorio astronomico al luogo di culto fino alla leggenda secondo cui queste pietre sarebbero dei giganti pietrificati. Scegliete pure quella che vi piace di più.

 

 

Lungo la strada per Great Bernera troviamo un simpatico chiosco in mezzo al nulla che fa un’ottima pizza, mitica quella con haggis e black pudding, splendido esempio di gemellaggio Italia-Scozia. Chiedo al tizio dove ha imparato a fare così bene la pizza, la sua risposta è telegrafica: a Edimburgo! Ah gli scozzesi… quasi più essenziali dei veneti.

 

 

La strada che porta a Bosta Beach è decisamente spettacolare e la bellezza della spiaggia ripaga dei chilometri e dello stress per arrivare fin qui. Poco prima della spiaggia c’è un vecchio cimitero e la ricostruzione di un villaggio dell’età del ferro che fu rinvenuto sulla spiaggia nel 1996.

 

 

Il giorno dopo lo dedichiamo all’esplorazione della costa occidentale di Lewis. Diciamo subito che qui la natura è grandiosa: coste frastagliate, verdissime, panorama disseminato di lochan e solcato da un’unica strada, la B8011, un’unica corsia per entrambi i sensi di marcia si srotola faticosamente in un territorio tanto aspro quanto bello, restringendosi sempre più fino a terminare nel nulla proprio qui.

Poco prima di arrivare a Miavaig, prendiamo una deviazione verso nord e facciamo un percorso circolare attraverso il Balthos Estate fino a Reef Beach, una spiaggia bianca lunga 1,5 km, praticamente deserta e con colori caraibici, sulla quale facciamo una bella passeggiata e scattiamo molte foto. Se venite a Lewis non potete assolutamente perdervi questa meraviglia, fate in modo di dedicarle almeno un’ora.

 

 

Tornati a Miavaig la strada prosegue verso ovest attraverso una gola rocciosa fino a Timsgarry e alla vasta distesa sabbiosa di Traigh Uige (Uig Sands o Ardroil Beach) dove nel 1831 furono ritrovati i famosi “pezzi degli scacchi di Lewis” di cui vi ho detto poco fa.

Lo Uig Community Council, per celebrare e richiamare l’attenzione su questo importante ritrovamento archeologico, commissionò nel 2006 all’artista scozzese Stephen Hayward la realizzazione di una statua. L’opera, intitolata semplicemente “The King”, è una riproduzione ingigantita di uno dei pezzi originali del XII secolo, scolpita in legno di quercia e alta circa 2,5 metri. Si trova qui, sul lato della strada che conduce alla spiaggia di Ardroil, a poca distanza dal luogo dove furono scoperti i celebri pezzi.

 

 

Proseguiamo quindi superando Mangersta Beach (altra spiaggia bellissima) e fermandoci in prossimità dei Mangersta Sea Stacks, un gruppo di faraglioni rossicci che sembrano essere piovuti dal cielo in queste acque, dalle quali si innalzano imponenti e appuntiti.

 

 

È giunto il momento di svelarvi qual è la perla nascosta dell’isola di Lewis: la Abhainn Dearg Distillery! Sicuramente si tratta di una perla rara, visto che è la prima distilleria che ha prodotto ufficialmente e legalmente il maltoso nettare che amiamo tanto sulle Ebridi Esterne dopo quasi due secoli. E direi che si merita di diritto anche l’aggettivo nascosta, visto che si trova in un luogo che definire remoto è dir poco. Ve ne parlerò nel prossimo articolo, che sarà anche l’ultimo (sento già il vostro sospiro di sollievo), perché voglio lasciare a Mark Tayburn e alla sua creatura lo spazio che si merita. E’ il pomeriggio di mercoledì 16 luglio quando entriamo nella distilleria, ne uscirò barcollante ma felice.

 

 

Il giorno dopo, ultimo di permanenza alle Ebridi Esterne, lo dedichiamo a una bellissima escursione che vi consiglio caldamente di fare, un percorso ad anello che parte dalla spiaggia di Eoropie e arriva, costeggiando la scogliera frastagliata, fino al Butt of Lewis, il faro che sorge nel punto più settentrionale dell’isola. Qui trovate la traccia che ho registrato con tempi, lunghezza e dislivello. Si tratta di una camminata alla portata di tutti, che non dovete assolutamente perdervi se venite a Lewis. Da Eoropie al Butt of Lewis abbiamo incontrato solo una persona, innumerevoli invece le pecore. La sorpresa più grande e più gradita sono stati i delfini che abbiamo avvistato mentre giocavano nelle acque sotto di noi.

 

 

Terminata l’escursione, andiamo a sfamarci da The Breakwater, a Port of Ness, un locale con tavoli all’aperto che, vista la fantastica giornata, sfruttiamo con gioia. Vedete qui sotto la mia espressione beata, specialmente dopo una bella e freddissima Deuchars.

 

 

Nel pomeriggio andiamo poi a visitare la Arnoil Blackhouse, un’altra delle attrazioni che parlano della storia locale. Le blackhouse erano abitazioni tradizionali, con muri spessi e una struttura robusta pensata per resistere ai forti venti di questi luoghi. Erano divise in varie sezioni, alcune delle quali dedicate agli animali, e venivano riscaldate con un fuoco di torba che ardeva all’interno, ma non essendo dotate di camino il fumo impregnava ogni cosa, oltre ad annerire inevitabilmente gli interni dell’abitazione.

 

 

Tornati a casa e preparati i bagagli (domattina si parte con il traghetto delle 7.00, check in alle 6.00), andiamo a goderci l’ultima serata ebridiana all’Hebridean Celtic Festival, che inizia proprio oggi. Si tratta di una kermesse di musica e folklore celtico che attira gente da tutte le isole e anche dalla mainland e si svolge nel parco del Lews Castle. I gruppi che si esibiscono sono davvero tanti, uno più bravo dell’altro (sul sito ufficiale dell’evento si possono trovare i programmi dettagliati) e la partecipazione attiva e appassionata del pubblico fa capire quanto sia sentita la manifestazione dai locali. Numerosi stand enogastronomici offrono le loro specialità.

Vi lascio con queste foto, arrivederci alla prossima settimana per l’ultimo capitolo dedicato alla distilleria Abhainn Dearg.

 

 

ALTRI ARTICOLI

Comments

Leave a comment