Barra è la prima isola che tocchiamo nel nostro viaggio itinerante alle Ebridi Esterne di cui ho già iniziato a parlarvi qualche giorno fa, qui trovate la prima puntata.

Diciamo subito che il titolo di questo post è fuorviante perché di whisky a Barra non se ne produce nemmeno un’oncia: l’unica distilleria dell’isola per il momento produce gin, vodka e rum. Ok, trovate anche dei blended malt, ma qui siamo su Whisky Club Italia e non serve che vi spieghi che i componenti della miscela sono stati distillati da altri.
Quindi, niente whisky = niente post su Barra? Nemmeno per idea! Parleremo di Barra perché questa isoletta è tanto piccola quanto graziosa e ha molto da offrire. Ci sarà tempo per parlare di whisky quando vi racconterò delle altre isole. E allora non cambiate canale e continuate a leggere.
Diciamo subito che l’inizio non è stato dei migliori. Se a Edimburgo c’era il sole e a Oban una pioggerellina leggera, a Barra, dopo cinque ore e mezza di traghetto e con i piselli ai raggi gamma che ancora si agitavano nello stomaco, siamo accolti dalla nebbia, con il Kisimul Castle che appare e scompare man mano che ci avviciniamo e decine di passeggeri che vorrebbero scattare la foto del secolo e invece fotografano solo cielo bianco, mare grigio e muri talpa (sapevate che esiste il color talpa? Io l’ho scoperto da poco, finora gestivo i colori con soli 4 bit, come la prima versione di Windows).
Insomma, la giornata è a dir poco uggiosa, però l’entusiasmo è alle stelle e così anche quel panorama un po’ deprimente acquista tutto un altro valore e ci sembra di essere dentro un film, quando il protagonista arriva nel castello infestato dai fantasmi in una notte da lupi.
Appena scesi facciamo subito un salto in distilleria, lo shop è ancora aperto e così assaggiamo il gin e il rum, entrambi buoni, e acquistiamo qualche sample per gli amici. La struttura è abbastanza spartana, pensata più per la funzionalità che per l’estetica, ma sappiamo che il progetto di Barra è in progress (ne parliamo dopo) e che si tratta di un’iniziativa anche sociale, visto che punta alla creazione di posti di lavoro sull’isola per contrastare lo spopolamento, quindi merita di essere supportato. Torneremo più avanti sul progetto della distilleria, intanto vediamo qualche consiglio di viaggio. Se vi capita di venire qui dovete provare i take away locali! Fish Box Kitchen, per esempio, prepara succulenti ricette da asporto a base di pesce. Io ho provato il loro fish burger di rana pescatrice croccante in tempura, insalata, cipolla e salsa piccante, Silvia invece una scatola di capesante e code di scampi impanati con salsa chorizo e aglio piccante, entrambi buoni buoni (buoni2) e appetitosi. Attenzione: si tratta di un food truck che si sposta in giro per l’isola, cercate la posizione corrente sul loro sito, dovunque siano è sempre facile raggiungerli viste le dimensioni di Barra. Un altro “locale” che vi consiglio di provare è Greim at Grinn, un chiosco fisso che si trova qui e in cui si può anche consumare sul posto, comodamente seduti in mezzo alla brughiera. Lo visitiamo il terzo giorno di viaggio e ci rifocilliamo con un wrap di haddock in tempura con insalata, cipolla e salsa e un hamburger con capesante e black pudding… Si, avete letto bene: capesante e black pudding, accostamento a prima vista azzardato, ma in realtà azzeccatissimo e maledettamente buono Buono BUONO (buono3)!
Per la notte abbiamo affittato uno dei tanti “pod” che si trovano su queste isole, moduli abitativi indipendenti, piccoli ma spesso dotati di tutti i comfort. Il nostro pod è questo, immerso nella natura e in cui dormiamo benissimo, cullati dal fischio del vento e dal belare delle pecore.
Uno dei motivi per cui abbiamo scelto le Ebridi Esterne è la grande varietà di escursioni e passeggiate che si possono fare in mezzo alla natura. Consultate il sito Walking Highlands, dove troverete una quantità enorme di informazioni sui diversi itinerari, con mappe, profili altimetrici, tracce GPS, foto e recensioni di altri viaggiatori. Utilizzate il sito per documentarvi e programmare le attività, poi, boots on the ground, usate la loro app, che vi consente di scaricare gli itinerari per poterli consultare anche offline, cosa utilissima quando non c’è campo e temete di esservi persi.
Noi optiamo per l’escursione Dùn Ban and Halaman Bay Tangasdale, un facile anello che percorre un territorio ondulato vicino al mare e termina sulla bellissima spiaggia di Tangasdale. Non c’è nessuno e il meteo, nuvoloso e ventoso, fortunatamente ci risparmia almeno la pioggia (in ogni caso siamo ben attrezzati e non temiamo nulla). I panorami sono molto belli, costeggiamo dei laghetti che pullulano di fauna avicola mentre un’aquila volteggia sulle nostre teste. Raggiunta la linea di costa la seguiamo per saliscendi fino ai resti di un antico broch in cima alla scogliera, dove facciamo una sosta e uno spuntino. L’itinerario si chiude con una bella camminata sulla sabbia bianchissima di Tangasdale, con il mare che ha disegnato linee ondulate sulla sabbia e i gabbiani che passeggiano in cerca di molluschi e pesciolini.
Vi lascio la traccia del percorso che ho registrato personalmente, la trovate anche su Walking Highlands assieme a foto e altro materiale.
In tema di escursionismo c’è solo l’imbarazzo della scelta, per i più allenati e impavidi suggerisco l’Hebridean Way, un percorso di 250 chilometri che attraversa tutte le isole partendo proprio da Barra e richiede tipicamente 12 giorni, con tappe di lunghezza variabile, compresa tra 17 e 30 chilometri.
Tornando a parlare della distilleria, c’è un progetto ambizioso che prevede un investimento di 12 milioni di sterline per la realizzazione della nuova sede nella parte settentrionale dell’isola. La nuova distilleria darà lavoro inizialmente a 12 persone, per arrivare a 40 addetti nel giro di qualche anno. Facciamo tanti auguri a Michael e Katie affinché riescano a realizzare il loro sogno, per il bene della loro piccola isola e un pochino anche per le nostre povere gole assetate. In attesa che i lavori abbiano inizio, siamo andati a vedere il sito dove sarà costruito l’impianto, proprio su una sottile lingua di terra stretta tra le due coste, chissà quanto iodio e quanto sale impregneranno quelle botti! Per il momento non è stato ancora edificato nulla, ma il terreno è stato sbancato e quindi… non ci resta che aspettare.
A proposito, quella che vedete nella foto è l’unica strada che porta fin qui. Confidiamo che sia allargata a sufficienza!
Già che ci siamo, andiamo a vedere il famoso aeroporto di Barra. Famoso perché ha una caratteristica speciale: gli aerei decollano e atterrano su una spiaggia! Siamo fortunati, nel primo pomeriggio è previsto l’atterraggio di un volo Loganair proveniente da Glasgow e così ci fermiamo a bordo spiaggia per immortalare l’insolito (per noi) avvenimento.
Dopo aver assistito a questo spettacolo, ce ne andiamo verso Ardmhòre, dove ci imbarcheremo per la prossima isola. Stay tuned…


















