La quinta e ultima giornata su Islay è stata impiegata per impacchettare tutte le bottiglie in valigia e per visitare l’ultima distilleria rimasta, quella di Caol Ila. Con un finale molto felice, decisamente godurioso.
Scozia, ci si rivede ad Aprile!
Caol Ila Distillery
La distilleria ha ridotto la produzione da 7 a 5 giorni settimanali. Ci siamo passati che era sabato, gli impianti non era in attività, cosa che ci ha consentito di invadere la Still House e di fare una quantità mai catturata prima di fotografie. La produzione prevista per il 2026 è di 5,9 milioni di litri (dei massimo 6,5 teorici).
Caol Ila: the Islay Home of Johnnie Walker
Come sappiamo, Caol Ila ospita uno dei 4 corner di Johnnie Walker (gli altri sono Glenkinchie, Cardhu e Clynelish). Rappresenta l’anima di Islay del Blended nelle espressioni come il Black e il Double Black. Il malto di Caol Ila apparve per la prima volta nell’inventario di Johnnie Walker del 1897, e da allora ne costituisce la componente torbata.
Volendo simulare il successo del Lagavulin 16 anni, il Caol Ila 12 anni, prima espressione ufficiale e permanente come single malt, è stato lanciato ufficialmente nel giugno 2002 da Diageo. Sebbene la distilleria sia stata fondata nel 1846, prima di tale data il distillato era destinato quasi esclusivamente ai blended whisky, con solo sporadici imbottigliamenti indipendenti.
Il forte legame con Johnnie Walker è ricordato dalla presenza dello striding man, installato nel piazzale di Caol Ila vista Paps. È azzurro ed è stato disegnato dall’artista locale Rosemary Fletcher (Persabus, Islay), insieme alle due figlie Cairisitiona Rose Fletcher e Jessica May Fletcher.
Gli stivali rappresentano la vegetazione di una torbiera di Islay, la giacca riprende le acque agitate del Sound of Islay – il canale che divide l’isola di Islay da quella di Jura, e il cappello i vapori in uscita dai possenti alambicchi della distilleria.
Italia – Inghilterra 23-18
Italia nella storia: per la prima volta la nazionale italiana di rugby ha battuto l’Inghilterra nel Sei Nazioni. Quale piacere può essere più intenso dell’avere seguito live il match? L’averlo fatto, per un insieme di fortuite coincidenze, in un caldo e affollato pub scozzese! Indovinate per chi tifavano i locali…
Felicità! Tutto bello, a parte i nasi dei protagonisti, neanche uno dritto. E, a leggere i titoli dei giornali il giorno successivo, gli inglesi non sembrano averla presa bene.
Una notte al Castello
L’ultima sera in Scozia la abbiamo vissuta sulla terraferma, a Tarbert. Ci siamo viziati, dormendo in Castello e potendo beneficiare della cena migliore di tutto il viaggio!

















