Irish whiskey: il Red Book of Ossory

Irish whiskey: il Red Book of Ossory

L’Irlanda è sia la patria del whisky, che il luogo da cui il whisky ha preso il nome.

Molte evidenze portano a dichiarare che l’Irish Whiskey è il whisky più antico del mondo. Il primo riferimento scritto alla distillazione del whisky si trova infatti nel Red Book of Ossory, scritto in Irlanda nel 1324. Cioè 170 anni prima delle prime registrazioni scritte in Scozia, la famosa annotazione del Frate John Cor sul registro delle tasse del 1494 che dichiarava “l’acquisto di 8 bolls di malto per Friar John Cor per produrre aqua vitae“, una quantità sufficiente per produrre centinaia di bottiglie di quello spirito potente che poi, affinato e migliorato, avremmo conosciuto come Scotch.

Si ritiene che il Red Book of Ossory sia stato scritto principalmente da Richard de Ledrede che servì come vescovo di Ossory per 44 anni dal 1317 al 1361 circa. La diocesi della chiesa di Ossory copre la contea di Kilkenny e parti della contea di Laois, a metà strada tra Dublino e Cork. Durante questo periodo, la peste nera devastò Kilkenny e si ritiene che la distillazione facesse parte delle risposte medicinale e pastorale che il vescovo aveva adottato per superare la crisi.

Il vescovo Ledred era famoso per il suo temperamento focoso da Francescano, un inquisitore che condusse una lotta prolungata contro presunti eretici come Lady Alice Kyteler, accusata di stregoneria. Lady Alice riuscì a scappare, ma questo non impedì al vescovo di condannare al rogo alcuni degli accusati, tra cui la sua serva (1325). Di questa attività da moralizzatore non vi è traccia nel Red Book.

 

La rilegatura del Red Book of Ossory

 

Il Red Book of Ossory contiene 79 fogli di pergamena e prende il nome dal colore della rilegatura in pelle, sbiadita all’esterno, ma ancora vivo all’interno della copertina. Come altri registri episcopali medievali, contiene un’ampia gamma di documenti, di difficile classificazione.

Il volume è noto a livello internazionale per una serie di motivi: contiene numerosi documenti di interesse giuridico, come le disposizioni della Magna Carta, oltre a 60 canti che onorano la Vergine Maria. Sino ad arrivare ad un lungo trattato medico sull’acquavite, che occupa tre pagine e mezzo fittamente scritte in stenografia latina. Fornisce la prima ricetta nota per la distillazione, per la produzione di Aqua Vitae, parola latina conosciuta in gaelico irlandese come Uisce Beatha o Fuisce, termini poi anglicizzati in whisky. Per quanto lo scopo fosse medicinale – il suo contenuto è di particolare interesse per l’industria del whisky irlandese.

 

 

Era davvero whisky questa acquavite descritta nel Red Book e nella ricetta di Friar John? Di certo non era il whisky che conosciamo oggi, l’utilizzo di erbe e spezie ne azzera le possibilità. Da queste prime ricette medioevali sino all’interpretazione di whisky del XVIII secolo, c’è una mancanza totale di informazioni. 300 anni in cui la tecnica della distillazione è lentamente uscita dai monasteri per entrare nelle fattorie ed affinare segretamente una ricetta di cui oggi possiamo godere tutti i benefici.

Il Red Book of Ossory è attualmente conservato presso la Biblioteca RCB della Chiesa d’Irlanda a Dublino, è stato digitalizzato ed è consultabile online a questo indirizzo. Agli impavidi auguriamo una buona lettura, a noi non resta che consolarci con questo video della Kilkenny Whiskey Guild ! 😉

 

 

The First Drop

 

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