Iris, non c’è 2 senza 36

Iris, non c’è 2 senza 36

Si è ripetuta ieri sera l’esperienza Formaggio e Whisky presso l’azienda agricola Iris, sui colli parmensi. Dopo l’entusiasmante visita di un anno fa, anche questa mattina la sensazione è stata quella di risvegliarsi con un sorriso che nessun evento potrà toglierci per almeno una settimana.

Un meteo inclemente, che ha parzialmente condizionato la visita, non ha bloccato l’entusiasmo delle amiche e degli amici giunti da tutto il nord Italia, da Milano a Ravenna, e persino da Vasto in Abruzzo! Fortemente voluto dall’amico Andrea Ferri, l’incontro si è svolto in quattro tappe: benvenuto, visita al caseificio, degustazione con abbinamento e cena.

Oltre ai presenti e ad Andrea, ringrazio Monica e Davide di Iris per l’ineguagliabile accoglienza, Gabriele e Spirits & Colori per i dram superlativi e Alice per le foto e l’assistenza.

Ricordatevi di non mancare la prossima visita, tra un anno giusto!

In questo nostro articolo trovate tutte le informazioni sull’azienda agricola Iris, bio dal 1997. Di seguito il racconto della degustazione.

 

 

La degustazione

Grazie al contributo di Spirits & Colori e ai racconti di Gabriele Rondani, abbiamo abbinato 5 dram ai prodotti dell’azienda agricola Iris. Ho raccolto i pareri di tutti i presenti, ed ho ricevuto la conferma di quanto sia apprezzato il pairing Whisky e Formaggio e delle diverse preferenze.

 

 

Black Bull 21 anni

Fin dai primi giorni (1864), George Willsher ha desiderato offrire ai clienti del suo negozio di Dundee un’esperienza di gusto e di sapore senza precedenti, un vero e proprio highlander con un grande pedigree. Utilizzando un minimo del 50% di whisky di malto nei suoi blended e imbottigliando al 50% abv, ha sacrificato il profitto a favore dell’aroma. Willsher era un agricoltore che allevava bestiame e quindi il suo toro preferito occupava un posto d’onore sull’etichetta del suo whisky più iconico. Originariamente denominato Pride of the North, dai clienti venne sempre ordinato come “dammi un dram di quel toro nero”, da cui l’origine del nome commerciale, che ha subito raggiunto un successo internazionale.

Il marchio è stato rivitalizzato nel 2001 da Euan Shand di Duncan Taylor.

Il Black Bull 21 anni è un notevole e raro blended scotch whisky di Duncan Taylor, caratterizzato dalla lunga maturazione e dalla presenza di circa il 55% di whisky di malto. Affinato in un mix di botti ex sherry e ex bourbon, è non filtrato a freddo. Molto fresco al naso, con note di crema al limone che contrastano quelle tostate e speziate dello sherry e che trasmettono armonia e dolcezza. Più vivace al palato, con note di pepe, toffee, biscotto e buccia di limone. Finale lungo, più secco.

Il dram che ha accompagnato la nostra passeggiata in Caseificio.

 

 

Craigellachie 10 anni Duncan Taylor, 54.5%

Sia rimasti in casa Duncan Taylor per l’assaggio di un single malt della linea single cask a gradazione piena. La scelta è stata quella di abbinare al Parmigiano Reggiano biologico 24 mesi di Iris un Craigellachie 10 anni con maturazione in una botte ex bourbon.

Le riconoscibili note dolci, pannose, del parmigiano di Iris sono state contrastate dalla dolcezza pungente del dram dello Speyside, con il suo ingresso in bocca da crema pasticcera con note di mandorla, e il suo finale biricchino, un poco sulfureo e carnoso.

Per nulla fastidiosa, al mio palato, la gradazione alcolica.

 

 

Whitlaw 5 anni, Dechar/recharred Butt, 46%, The Ultimate

Un dram sorprendente. La linea The Ultime dell’olandese Van Wees è caratterizzata da una selezione di single cask imbottigliati al 46% abv, senza coloranti e senza filtraggio a freddo. Tutti prodotti da bere, emozionanti, didattici e senza inutili fronzoli.

Il Whitlaw, come sappiamo, è un Highland Park a cui non è consentito utilizzare il nome della distilleria. Il trovarsi tra le mani un giovanissimo orcadiano, imbottigliato non a gradazione piena dopo soli 5 anni in una botte ex sherry ringiovanita, potrebbe facilmente portare a pensare ad un whisky banale. E invece, grande sorpresa, è stato il dram preferito della serata. La torba fresca, molto più marcata rispetto a quella dei soliti HP, ha arricchito l’eleganza di un single malt bilanciatissimo e ricchissimo.

L’abbinamento è andato verso il grasso Pioniere biologico di Iris, un formaggio ottenuto con lo stesso processo di produzione del Parmigiano, ma con con latte intero – in particolare quello ottenuto dalla mungitura del mattino delle razze Bruna e Bardigiana – e affinato per 18-20 mesi.

Molto piacevole il contrasto dell’anima burrosa del formaggio con la torba sapida del Whitlaw.

 

 

Wolfburn Morven lightly peated, 46%

Abbiamo assaggio pochi giorni fa il Wolfburn Morven con l’ambasciatore Mark Westmorland e ne avevo evidenziato l’uso gastronomico. Detto, fatto.

Maturato in una combinazione di botti quarter cask di Islay e di ex botti di Bourbon, per circa quattro/cinque anni, mantiene una freschezza marina accompagnata a sentori di crema al limone, di miele di acacia e di leggera speziatura.

Lo abbiamo abbinato con il Fieno di Maggio biologico di Iris, un formaggio nato nel 2021 e che utilizza il latte della razza Modenese (Bianca Val Padana) e un affinamento in barrique, avvolto nel fieno del mese di maggio. Un aroma dolce, floreale, una consistenza grassa, che ben si sono sposati con l’aroma selvaggio proveniente dal profondo nord della Scozia.

 

 

Aultmore 2010 11 anni Refill Butt, The Ultimate, 46%

L’ultimo arrivato in casa Iris è il Rinet biologico, lo assaggiamo per la nostra prima volta. Un formaggio di latte di razza Bardigiana con un sentore intenso da puzzoni della Normandia, a crosta lavata e pasta morbida. Un formaggio che avremmo facilmente abbinato a frutta secca, miele di castagno e mostarda di ciliegie, tutti aromi che abbiamo ritrovato in questo dram di Aultmore in refill butt.

La distilleria, fondata nel 1897 da Alexander Edward in pieno boom di fine XIX secolo, ha sempre fornito malto alle grandi case dei Blender, che lo apprezzavano per la morbidezza del suo spirito. Il passaggio di botte ex sherry ha conferito un carattere più austero, autunnale.

 

 

Il Parmigiano Whisky Club Italia

È successo anche questo, un Déjà vu.

 

 

Con Iris e con Andrea l’appuntamento è per l’anno prossimo, con questa forma di Parmigiano tra 36 mesi esatti!

Produzione 19/10/2024, marchiata Whisky Club Italia e battezzata con un generoso dram di Black Bull 21 anni!

 

 

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