InQuota Peated Rare Edition #WeeklyDram

InQuota Peated Rare Edition #WeeklyDram

Weekly Dram 25.48

La scommessa del whisky italiano ormai è diventata una solida certezza, con tante realtà che a partire dalla coraggiosa Puni che fece da apripista ormai 10 anni fa, oggi sono impegnate stabilmente a riempire gli scaffali di single malt e grain nostrani, avendo fatto breccia anche nel cuore degli appassionati.

Lontani sono i tempi quando a parlare di whisky prodotto in Italia si ricevevano sguardi perplessi e soprattutto scettici, mentre oggi etichette come Exmu, Strada Ferrata, Florentis e altri sono ormai noti anche ai più esterofili dei bevitori del re dei distillati.

In questa domenica in cui sarete tutti (o quasi, visto che almeno io, mio malgrado, non posso esserci) al Milano Whisky Festival, vi invito a non concentrarvi solo su whisky scozzesi e giapponesi, ma ad avvicinarvi agli ormai diversi banchetti che presentano all’assaggio i whisky italici, potreste avere delle belle sorprese.

 

 

Come questo single cask uscito poco tempo fa per l’etichetta InQuota della distilleria Villa de Varda, che forte della passione e dell’esperienza della famiglia Dolzan (in particolare di Mauro), ha deciso di portare nei nostri bicchieri non solo un single malt a grado pieno, ma persino torbato (37ppm), unico elemento non locale della produzione.

Due botti gemelle, una per il mercato domestico e una per quello estero, che confermano come la via italiana al whisky non sia una moda passeggera, anche in tempi difficili come questi, ma una concreta dimostrazione di come si possano infondere tradizione e artigianalità italiane anche nel whisky, senza sfigurare accanto ai pilastri secolari della Scozia.

 


INQUOTA PEATED SINGLE CASK RARE EDITION CASK #1010
Single Malt Italian Mountain Whisky
54,2%abv, botti nuove ed ex vino

Prezzo intorno ai 100 euro

 

Parliamo subito della torba, che al naso è sicuramente la nota più caratterizzante, scura e vegetale, tra creosoto, caldarroste, erbe aromatiche bruciate (timo, rosmarino) e chinino, virando anche sull’antisettico. Aromi intensi, quasi brutali, di liquirizia, chinotto, amarena, crema catalana, arnica e un’idea di sottobosco, umido e minerale, a fare da sfondo. Giaccone Barbour in lunghezza. Muscoloso.

 

La torba è meno arrogante al palato, trionfano le note di china, liquirizia, erbe aromatiche, chinotto e amarena, con il legno bruciato che si mette sugli spalti a osservare. Spezie inizialmente pronunciate, di pepe nero, coriandolo e un pizzico di zenzero, che via via passano sul fondo, lasciando spazio all’oleosità dai toni scuri e amarotici, con tocchi di mela cotta con chiodi di garofano, fondente e marmellata di more. Afflato medicinale in lunghezza.

Finale lungo di liquirizia, amarena, erbe aromatiche, china, arancia essiccata, legna bruciata, note medicinali e balsamiche.

 

Conclusioni: Un whisky un po’ arrogante, soprattutto all’olfatto, come ci si può aspettare da una botte giovane, con una personalità molto spiccata e probabilmente divisiva. Qui non si cercano eleganza e sottigliezze, quelle verranno magari col tempo, ora mi accontento di una bevuta imperfetta ma coraggiosa e piena.

 

 

Link a tutti gli assaggi di InQuota: https://whiskyart.blog/it/category/italia/inquota-whisky/

 

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