Il whisky giapponese è pronto per la GI?

Il whisky giapponese è pronto per la GI?

Prosegue l’osservatorio sul Whisky Giapponese by Claudio.

Sono passati oltre sei mesi dall’entrata in vigore delle regole proposte dalla Japan Spirits & Liqueurs Makers Association (JSLMA), e nulla sembra essere cambiato. Ancora oggi, un consumatore che dovesse trovarsi tra le mani una bottiglia di presunto Whisky Giapponese, non avrebbe certezza sulla reale origine giapponese di quel liquido e sul suo processo produttivo. Solo cercando in rete potrebbe ottenere delle indicazioni (si spera reali), spesso da siti di appassionati, più che dai canali ufficiali delle distillerie. Nessun organo di controllo, nessun sigillo sulle bottiglie, fosse anche solo una autodichiarazione, e questo continua a non andarmi bene.

Dopo le dichiarazioni di metà aprile in cui Suntory dichiarava la totale corrispondenza agli standard giapponesi per tutti i suoi whisky riservati alla esportazione, sulla stampa online erano anche comparse dichiarazioni in cui il presidente Masaki Morimoto annunciava che, oltre ad avere volontariamente aderito agli standard della JSLMA, aveva anche compiuto i primi passi per la creazione di un’indicazione geografica (GI) per il whisky giapponese. Nonostante i virgolettati “Crediamo che questa IG contribuirà a mantenere l’integrità e a migliorare ulteriormente la categoria”, non avendo trovato riscontro ufficiale nei comunicati stampa di Suntory, non avevo ripreso questi articoli. E, infatti, a sei mesi di distanza nessuna conferma è arrivata, la grigia omertà giapponese continua a dominare questo importante periodo di transizione.

 

Il sistema delle GI in Giappone

È davvero così difficile avviare l’iter per l’ottenimento di una GI in Giappone? L’ente addetto, la National Tax Agency of Japan, ha rilasciato negli ultimi anni continui aggiornamenti sulle “Geographical Indications (GI) for Liquor Products in Japan“. Una serie di PDF ben fatti e scritti – peraltro – in perfetto inglese; in questi testi non compare mai la parola whisky.

Riprendo qui di seguito alcuni passaggi presenti nell’ultima versione di questo report (aggiornato a marzo 2024) e l’elenco delle GI giapponesi attive per i prodotti alcolici.

Vi lascio alla lettura e vi invito a pensare quanto le idee siano – anche in Giappone – molto chiare e quanto stia in realtà accadendo con il whisky giapponese. È solo una questione di tempo? Ho solo poca pazienza?

Tornando alla mia domanda iniziale, il whisky giapponese è pronto per la GI? Difficile rispondere, ma quello che è certo è che il Giappone è pronto per le GI!

 


 

Cosa è una Geographical Indication (GI) per i prodotti alcolici?

Fonte National Tax Agency of Japan

Probabilmente, molti tra voi sapranno che quando – per esempio – compare la scritta “Champagne” su un prodotto alcolico, questo deve essere prodotto in una regione ben identificata e deve rispettare richieste di standard produttivo e qualità.

La GI per i prodotti alcolici testimonia che:

  • è prodotto in quella regione;
  • rispetta gli standard di produzione e le richieste di qualità.

I consumatori possono così scegliere brand di prodotti alcolici per il loro legame di qualità con un territorio. Le GI per i prodotti alcolici in Giappone sono garantite da una Commissione della National Tax Agency of Japan, e rilasciate a seguito di domande fatte da gruppi di produttori di quella regione. Il Governo controllerà l’uso non autorizzato delle GI, cioè la presenza di etichette forvianti che possano far credere ai consumatori, erroneamente, di avere tra le mani un prodotto che appartiene alla GI.

Le GI godono di una garanzia nazionale che consente al consumatore di scegliere prodotti che non siano imitazioni. Le GI servono per proteggere i brand regionali, e per semplificare la comprensione corretta da parte dei consumatori delle caratteristiche del prodotto alcolico delle nostre regioni.

Il sistema delle GI è un sistema di “Designazione di Origine Controllata” per il vino, che è un prodotto importante per il commercio internazionale Europeo. Quando la WTO (World Trade Organization) è diventata operativa, il compito di proteggere le GI dei vini e dei distillati è diventato un compito delle singole nazioni. Come conseguenza, la National Tax Agency of Japan ha avviato il sistema di controllo in Giappone nel 1994 e lo ha aggiornato nel 2015, quando tutti i distillati sono stati assoggettati al controllo di questo sistema.

 

 

Quali sono le GI di prodotti alcolici attive in Giappone?

In Giappone si contano 16 designazioni specifiche per il Sake, 5 per i Distillati (Shochu e Awamori), 5 per il Vino e 1 per altri liquori (Umeshu).

Nella mappa qui sotto trovate, organizzato per regioni, l’elenco di tutte le GI attive per i prodotti alcolici.

In verde quelle dei distillati:

  • Iki, Shochu (orzo), 1995
  • Kuma, Shochu (riso), 1995
  • Ryukyu, Awamori, 1995
  • Satsuma, Shochu (patata dolce), 2005
  • Tokyo Shimazake / Tokyo Island Shochu, Shochu (patata dolce) / Shochu (orzo), 2024

 

 

Per ognuna di queste designazioni viene specificato:

  • Il nome
  • L’area geografica
  • La categoria
  • I benefici della designazione
  • Le caratteristiche climatiche
  • Le caratteristiche aromatiche
  • Gli ingredienti autorizzati
  • Le caratteristiche produttive
  • L’organo di controllo
  • Il logo della GI

Vi invitiamo alla lettura del Report 2024 (PDF, 9Mb) e riportiamo qui di seguito, a titolo di esempio, la scheda dello Shochu di orzo “Iki” , prodotto sull’isola di Iki, nella Prefettura di Nagasaki.

 

Geographical Indication Iki

Area: Iki City, Nagasaki Prefecture

Categoria: Spirits

Riconosciuto nel giugno 1995 / Rivisto nel febbraio 2018

 

Lo shochu distillato una singola volta, “Iki”, ha un aroma rinfrescante esaltato dall’orzo e dal sapore dolce e corposo del riso koji. Inoltre, “Iki” offre una sensazione di pulizia in bocca esaltata dall’acqua di Iki.

 

L’isola Iki, il luogo di nascita dello Shochu di orzo

La città di Iki, nella prefettura di Nagasaki, si trova nell’arcipelago incentrato sull’isola di Iki, nel Mare di Genkai, a nord di Kyushu. La città di Iki è una regione che dispone di abbondanti acque sotterranee affinate dal suo strato di basalto nel corso degli anni. L’acqua sotterranea di Iki City favorisce la fermentazione, migliora il sapore dello spessore di “Iki” e fa risaltare una sensazione di pulizia in bocca utilizzando il warimizu (acqua aggiunta allo shochu per regolarne il contenuto alcolico).

Inoltre, Iki City vanta la più lunga storia di produzione di shochu d’orzo in Giappone. L'”Iki” è tradizionalmente prodotto con riso koji e orzo in rapporto 1:2. Questo metodo di produzione tradizionale è uno dei più importanti del Giappone. Questo metodo di produzione tradizionale è uno dei fattori che hanno consolidato le caratteristiche di “Iki”.

 

Ingredienti e regolamento per la GI Iki

Ingredienti

  • Orzo
  • Riso koji
  • Il rapporto in peso tra il riso koji e i cereali utilizzati per il moromi è di circa 1:2
  • Acqua raccolta nella città di Iki

Regolamento per la GI Iki

  • Prodotto, conservato e imbottigliato a Iki City.
  • Fermentare il primo moromi a base di riso koji e acqua, quindi fermentare ulteriormente il moromi principale aggiungendo cereali cotti al vapore e acqua. Successivamente, il moromi principale viene distillato in un alambicco.

Il semplice riferimento in etichetta allo Iki Shochu certifica origine e protocollo di produzione. Semplice, no?

 

 


Il report della National Tax Agency of Japan si conclude con gli obiettivi raggiunti dall’entrata in vigore del sistema delle GI giapponesi:

  • negli accordi tra il Giappone e la EU, entrati in vigore nel febbraio 2019, è stata raggiunta la protezione reciproca delle GI dei prodotti alcolici (alla data di Marzo 2024 sono protetti 23 prodotti giapponesi, contro i 169 europei);
  • negli accordi di scambio tra il Giappone e gli Stati Uniti d’America, entrati in vigore nel gennaio 2020, gli Stati Uniti hanno avviato un processo di valutazione della corretta etichettatura dei prodotti alcolici giapponesi (alla data di Marzo 2024, 3 prodotti alcolici hanno ottenuto l’etichettatura certificata negli Stati Uniti);
  • negli accordi tra il Giappone e il Regno Unito, entrati in vigore nel gennaio 2021, è stata raggiunta la protezione reciproca delle GI dei prodotti alcolici (alla data di Marzo 2024, sono protetti 16 prodotti alcolici giapponesi e 13 britannici).

La lista delle GI giapponesi autorizzate dal Commissioner of the National Tax Agency e delle protezioni internazionali riconosciute è pubblicata su https://www.nta.go.jp/english/taxes/liquor_administration/geographical/02.htm.

 

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