Il Wassailing

Il Wassailing

Indaghiamo il Passato per comprendere il Presente.

Così durante una degustazione, mentre parlavo di tradizioni alcoliche cinquecentesche, un caro amico, il buon Luca Calogiuri, forse incuriosito sulla possibilità di bere qualcosa di nuovo, mi chiede di intrattenere gli astanti sul Wassailing.

Era notte tarda e mi riservo di riparlarne con calma.

E allora ecco qualche nota in merito, a beneficio di tutti noi alchimisti ricercatori.

Intanto cosa significa?

Nell’Inglese antico, identificato come idioma comunemente parlato nelle zone delle attuali Scozia e dell’Inghilterra dal V° al XII° secolo dopo Cristo, Wassailing o Wasselling, è l’unione di due termini “waes hael”, ossia “buona salute!”.

A sua volta il nome deriva dalla coppa che conteneva una bevanda che veniva consumata per augurio. Di cosa? La tradizione certifica due possibili usanze: la benedizione e la bevuta dal wassail degli alberi da frutto e degli animali da stalla mentre gli intervenuti intonano inni natalizi oppure la bevuta augurale natalizia che accade girando per le case del villaggio insieme ai loro abitanti.

 

 

Già ma sento già il mio amico che mi chiede cosa bevevano nella famosa coppa gli antichi inglesi?

Molto probabilmente, birra o sidro arricchiti con spezie e mele tostate.

Sicuramente, nelle zone del Devonshire, nello Herefordshire e nel West Country, ossia nell’Inghilterra sud-occidentale, nella cosiddetta Dodicesima Notte, cioè alla Vigilia dell’Epifania, oppure il 17 gennaio, ossia “la Vecchia Dodicesima Notte”, si benedicevano gli alberi da frutto e gli animali con la tecnica del wassailing.

Nel Devon in particolare i contadini si radunavano, armi sulle spalle, intonando cori augurali, intorno all’albero di melo più vecchio, dopo abbandonavano le armi e si recavano nelle proprie case, ma le mogli non facevano entrare i mariti finché gli stessi non avessero indovinato che tipo di arrosto le donne avessero preparato…come riportato nel Dizionario Universale del Natale da Gerry Bowler.

Ecco le parole di una vecchia canzone cantata nel Devon nel 1871…

Ecco a te, vecchio melo,
da dove puoi germogliare
e da dove puoi soffiare!
E da dove puoi produrre mele a sufficienza!
Cappelli pieni! Berretti pieni!
Moggio, Moggio, sacchi pieni,
E anche le mie tasche piene! Evviva!!!

Nella contea di Hampshire, era invalsa invece la tradizione di sparare un albero di melo, preso come elemento sacrificale, probabilmente come era tradizione dell’antica Roma in onore della Dea romana Pomona, protettrice degli alberi da frutta.

In altre zone dell’Inghilterra, come descritto nella poesia “A Christmas Carol”, risalente al XVII° secolo, del poeta George Wither, già dal 1555, durante i Dodici Giorni di Natale, alcune ragazze, denominate “le ragazze del wassail”, erano solite girare per le case dei villaggi, intonando canti natalizi e benedicendo le abitazioni visitate, mentre versavano alcolici e ne bevevano anch’esse.

Anche oggi sono in corso tentativi di far rinascere le antiche tradizioni: per esempio a Clevedon nel nord del Somerset si organizza un evento annuale di Wassailing nel Clevedon Community Orchard, in cui si uniscono gli elementi tradizionali del festival con l’entertainment.

In ogni caso in passato, la cerimonia del wassailing terminava nella degustazione di una torta, una grande torta di prugne con un buco nel centro per il corno di bue.

Ma insomma cosa andava messo nella coppa del wassail?

Beh, lo abbiamo detto, birra o più spesso il miglior sidro dell’anno, che veniva avidamente consumato, ma sempre dopo averne versato un po’sulle radici degli antichi alberi di melo, mentre frammenti di pane tostato adornavano delicatamente i rami degli alberi, affinché venisse  alimentato lo spirito dell’albero e ovviamente anche i piccoli uccelli, che poi avrebbero intonato i loro inni di gratitudine in auspicio dell’abbondanza del futuro raccolto dell’albero.

 

 

E se volessimo ricreare la ricetta del sidro da wassail?

Procuriamoci prima gli ingredienti:

  • Succo di mela o sidro di mela, magari anche entrambi
  • Succo d’arancia, consigliabile in un rapporto di circa 1:3 con il succo di mela
  • Bastoncini di cannella da usare interi
  • Arance da inserire in fette
  • Mele preferibilmente verde e rosse
  • Chiodi di garofano, si ma non troppi
  • Dolcificante facoltativo, meglio se zucchero di canna, miele o sciroppo di acero.

Si possono anche aggiungere a scelta tutti o solo alcuni di queste ulteriori spezie:

  • Anice stellato
  • Bacche di Ginepro
  • Ibisco in bustina da tè
  • Zenzero fresco, circa mezzo cucchiaino
  • Noce moscata, un pizzico
  • Succo di limone appena spremuto, 1 o 2 cucchiai.

E allora, in una pentola grande, a fuoco medio, mettere succo di mele, succo di arancia, frutta tagliata a fette e tutte le restanti spezie. Porre a ebollizione, abbassare poi la fiamma e far sobbollire. Coprire e cuocere a fuoco basso per circa un’ora. Servire caldo.

E dunque poi tutti a cantare e ballare e già lo vedo Claudio ad Islay dopo una decina di dram cantare il classico inno del wassailing, qui tradotto per motivi di opportunità:

Eccoci qui ad aggirarci tra le foglie così verdi,
eccoci qui a vagare,
così belli da vedere…
Amore e gioia giungano a te,
e a te anche il suo brindisi,
E Dio ti benedica e ti mandi
Un felice anno nuovo,
E Dio ti mandi un felice anno nuovo.
Non siamo mendicanti quotidiani
Che mendicano di porta in porta,
ma siamo figli dei vicini
che hai già visto prima.
Buon Maestro e buona Padrona,
mentre sedete accanto al fuoco, vi prego,
pensate a noi poveri bambini
che vagano nel fango.
Abbiamo una piccola borsa di pelle di daino;
ci serve un po’ del tuo cibo per riempirla bene.
Portateci fuori una tavola, e distendetela con una tovaglia;
portateci un formaggio ammuffito e un po’ del vostro pane di Natale.
Dio benedica il padrone di questa casa, così come la padrona;
e tutti i bambini che girano intorno al tavolo…
(Here come a-wassailing)

Poi crollammo nella brughiera tra un Laphroaig e un Lagavulin, era marzo e ci avvertirono poi dei pastori locali che non era Natale e che Marzo era alle porte, faceva anche un po’ freddo ma noi non ce ne siamo accorti, ebbri di gioia e del caldo dram torbato, un giorno di fine febbraio, stesi sul prato tutto sembrava avesse un’atmosfera natalizia, noi di Whisky Club Italia in trasferta nella Mecca della Torba.

Here come a-wassailing…

 

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